Rizzoli eletto miglior arbitro di Euro 2016: è ancora suo il Premio Campanati

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Dal Brasile alla Francia un unico verdetto: il numero uno degli arbitri a livello internazionale è Nicola Rizzoli che si aggiudica anche la seconda edizione del Premio Campanati, istituito per la prima volta in occasione dei Mondiali 2014 per ricordare Giulio Campanati, arbitro internazionale, presidente dell’AIA dal 1972 al 1990, dirigente benemerito della FIGC e componente delle commissioni arbitrali della FIFA e della UEFA dal 1968 al 1992, scomparso nell’ottobre 2011.

Ad assegnare il riconoscimento in memoria dell’indimenticato ‘Presidentissimo’ una giuria di qualità, composta da dirigenti, ex arbitri internazionali e giornalisti sportivi. Per l’architetto di Mirandola è l’ennesimo traguardo di una carriera prestigiosa ma, se in Brasile le sue eccellenti prestazioni avevano visto protagonisti gli assistenti Andrea Stefani e Renato Faverani, in Francia non si può fare a meno di menzionare Elenito Di Liberatore e Mauro Tonolini per lo straordinario apporto fornito, insieme agli addizionali Damato e Orsato, nell’arco delle quattro gare dirette dal team arbitrale italiano: nella fase a gironi Inghilterra-Russia e Portogallo-Austria quindi l’ottavo tra Francia e Irlanda e, infine, la semifinale Germania-Francia.

Quattro ottime prestazioni che hanno riconfermato le qualità del fischietto bolognese che in passato era stato scelto dall’Iffhs (Federazione internazionale di storia e statistica del calcio) come miglior arbitro del mondo nel 2014 e nel 2015. A Rio, due anni fa, era stato il terzo fischietto italiano scelto per dirigere una finale dei Mondiali, dopo Sergio Gonella (1978) e Pierluigi Collina (2002): questa volta l’apice è stata la semifinale tra i campioni del mondo in carica e i padroni di casa ma – non ce ne voglia l’inglese Clattenburg – Nicola Rizzoli è stato giudicato il migliore direttore di gara di Euro 2016 con pieno merito.

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Violenze contro gli arbitri in costante aumento: il bilancio di una stagione disastrosa

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Terminati gli Europei francesi, è il momento di proiettarsi alla prossima stagione sportiva, ma per farlo bisogna necessariamente fare i conti con quella che si è da poco conclusa. 681, seicentottantuno (scritto anche in lettere magari rende meglio l’idea) sono stati gli episodi di violenza ai danni degli ufficiali di gara. Un dato spaventoso se pensiamo che nel 2014-15 c’era stato un incremento di quasi il doppio dei casi rispetto all’annata precedente che lasciava quantomeno sperare in una diminuzione nel 2015-16. Niente di più illusorio, anzi… I numeri non solo sono confermati, ma addirittura peggiorati. Le violenze contro gli arbitri costituiscono un fenomeno in costante aumento, una guerra che la FIGC deve decidersi a combattere rendendo operative quelle sanzioni prima stabilite con fermezza e poi riposte nel cassetto per troppo tempo.

L’analisi storica

Prendiamo in esame i dati ufficiali derivanti dall’analisi elaborata dall’Osservatorio Violenza dell’Associazione Italiana Arbitri, coordinato da Filippo Antonio Capellupo. Da ottobre a febbraio le aggressioni hanno raggiunto picchi inaccettabili: pugni, calcioni alle spalle, sputi, schiaffi, ginocchiate nei confronti degli ufficiali di gara hanno riempito le pagine di cronaca e spesso i colpevoli si vantavano delle loro malefatte sui social network ricevendo ampi consensi. Il calcio si sviluppa in un contesto d’ignoranza in cui i primi a minimizzare questi comportamenti sono i tesserati, dirigenti e allenatori (talvolta anch’essi protagonisti di aggressioni) o peggio ancora i genitori, coloro che dovrebbero insegnare l’educazione e il rispetto ai loro figli e invece li caricano di pressioni e di aspettative nella speranza di aver concepito il Buffon della Brianza o il Cristiano Ronaldo del casertano.

MESE 2013-14 2014-15 2015-16
Luglio 1 2 1
Agosto 1 0 2
Settembre 16 16 19
Ottobre 23 50 62
Novembre 37 87 101
Dicembre 39 57 82
Gennaio 44 56 102
Febbraio 60 75 111
Marzo 77 87 71
Aprile 35 94 85
Maggio 40 70 44
Giugno 2 6 1
Totale 375 600 681

 

Tipologie, responsabili e analisi per categorie

I casi vengono registrati in base a quattro tipologie: violenza grave, quando l’arbitro si reca al pronto soccorso per le cure mediche e ha la facoltà di denunciare chi lo ha aggredito; violenza fisica, che è ugualmente grave, ma il direttore di gara non si reca in ospedale; violenza tentata, che si riferisce a episodi di spintoni, manate, trattenute; violenza morale, categoria in cui rientrano le ingiurie razziali e sessuali, e gli sputi. Dei 681 episodi (circa 13 alla settimana) 465 hanno visto protagonisti i calciatori, seguiti dai dirigenti – a conti fatti il 95% degli aggressori è composto dai tesserati – e da estranei. In qualche circostanza a dare il cattivo esempio ci hanno pensato addirittura gli assistenti di parte, presenti nelle categorie minori in cui questo ruolo è affidato a persone riconducibili alle società. Le categorie più violente sono Seconda Categoria (179), Prima Categoria (106) e Terza Categoria (99), ma a lanciare l’allarme sono le cifre dei campionati giovanili che, dagli Esordienti agli Juniores, passando per Giovanissimi e Allievi, toccano complessivamente quota 165 a confermare per l’ennesima volta la sottocultura di questo sport.

RESPONSABILI Morale Tentata Fisica Fisica grave
Calciatori 41 (6%) 55 (8%) 242 (34%) 127 (18%)
Dirigenti 30 (4%) 33 (5%) 90 (13%) 48 (7%)
Estranei 2 (0%) 3 (0%) 21 (3%) 17 (2%)

Si consideri che ogni episodio può vedere coinvolti più soggetti

Il dato geografico

Di fine settimana dedicati alla violenza contro gli arbitri, con l’inizio delle gare ritardato in segno di protesta, ne abbiamo contati parecchi salvo poi dover registrare altri direttori di gara al pronto soccorso, come nel lecchese, o altri pugni costati per esempio tre anni di squalifica a un giocatore del Marciana Marina proprio in quei weekend contraddistinti da slogan di pura apparenza. La “maglia nera” appartiene alla Sicilia con le sue 152 follie per un totale di 181 anni di squalifiche e inibizioni a calciatori, allenatori e dirigenti dalla Seconda Categoria all’Eccellenza per minacce e aggressioni agli arbitri. Il rischio, però, è che le pene vengano ridotte con appelli che fanno sconti neanche fossero i saldi a gennaio in un clima generale di amnistia che a fine stagione pareggia i conti “all’italiana”. Il 17 dicembre 2014, infatti, il Consiglio federale aveva varato norme molto severe obbligando le società a rispondere dell’operato dei loro tesserati: la condotta violenta di calciatori o dirigenti avrebbe comportato il pagamento delle spese arbitrali da parte dei club d’appartenenza, con una somma da versare al Fondo di Solidarietà dell’AIA. Una somma determinata dal costo medio di una gara (dai 700 euro della Serie D ai 35 dei Giovanissimi Provinciali) moltiplicato per il numero di partite casalinghe: una società di Prima Categoria sarebbe costretta a sborsare 1050 euro, una di Eccellenza 3150 euro, una di Serie D 10500 euro e così via. E in caso di mancato pagamento scatterebbe la non ammissione al campionato successivo.

REGIONE Lug Ago Set Ott Nov Dic Gen Feb Mar Apr Mag Giu Totale
Abruzzo 0 0 2 2 3 6 5 2 3 3 2 0 28
Basilicata 0 0 0 0 1 1 1 0 1 1 0 0 5
Calabria 0 0 0 5 11 9 17 14 10 11 2 0 79
Campania 0 0 0 2 8 8 8 16 7 9 5 0 63
CPA Bolzano 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 1 0 2
CPA Trento 0 1 1 0 1 0 0 0 0 0 1 0 4
E. Romagna 0 0 3 5 5 2 8 6 4 7 5 0 45
Friuli V.G. 1 0 1 1 1 0 0 1 0 0 4 0 9
Lazio 0 0 1 9 14 10 11 15 6 1 4 0 71
Liguria 0 0 0 1 4 1 1 1 0 3 2 0 13
Lombardia 0 0 3 10 4 3 0 5 5 5 4 0 39
Marche 0 0 0 0 1 3 4 2 0 1 0 0 11
Molise 0 0 0 2 4 0 1 4 2 2 2 1 17
Piemonte/V.A. 0 0 1 3 5 7 1 7 3 2 3 0 33
Puglia 0 0 0 1 3 0 4 3 2 1 0 0 14
Sardegna 0 0 0 1 2 1 4 3 5 12 1 0 29
Sicilia 0 0 4 10 21 27 32 19 17 19 3 0 152
Toscana 0 0 1 4 4 2 0 5 3 3 0 0 22
Umbria 0 0 0 1 4 2 0 3 1 1 0 0 12
Veneto 0 1 2 5 4 0 5 5 2 4 5 0 33
Totale 1 2 19 62 101 82 102 111 71 85 44 1 681

 

Gli interrogativi

Le minacce del presidente dell’AIA, Marcello Nicchi, di bloccare i campionati fermando l’attività arbitrale hanno ottenuto solo quest’anno qualche risultato grazie alla modifica approvata dal Consiglio federale del 27 gennaio 2016 all’art. 16 del Codice di giustizia sportiva, con l’introduzione del comma 4 bis, e al Comunicato Ufficiale n. 305/A della FIGC pubblicato lo scorso 11 marzo con l’attuazione della riforma che ha consentito ai Giudici Sportivi di inserire nei comunicati una dicitura speciale per i casi più gravi di squalifica. La Federazione ha istituito un Ufficio preposto alla verifica di applicazione del Comunicato Ufficiale n. 104/A (quello del 17 dicembre 2014, per intenderci) per la riscossione delle sanzioni pecuniarie, ma è presto per cantare vittoria. Se da marzo in poi, infatti, abbiamo notato (leggasi l’analisi storica) un decremento è da escludere che l’attuazione della riforma abbia inciso su di esso in così breve tempo. Sarà, invece, fondamentale la stagione sportiva 2016-17 per capire se il deterrente funziona, anche se spetta alla FIGC tutelare gli arbitri. Come? Attuando le riforme non solo sulla carta ma nei fatti perché se le società, già vessate dalle spese fisse, dovessero effettivamente scucire tali somme per gravi intemperanze dei propri tesserati, i violenti verrebbero emarginati. Restano, però, degli interrogativi:

  1. Queste pene pecuniarie verranno pagate sul serio?
  2. Se sì, chi le pagherà?

Di fronte alla resistenza di chi si astenne quando furono varate le nuove norme come la Lega Nazionale Dilettanti – dove di soldi non ne girano poi molti come ben sa Carlo Tavecchio, ex presidente della LND – non è da escludere che la Federazione stessa possa pagare per conto delle società pur di non pregiudicare il regolare svolgimento dei campionati a causa della mancata iscrizione delle squadre. Insomma, nel teatro dell’assurdo a recitare il ruolo di vittima sarebbe ancora una volta l’arbitro di provincia, solitamente un ragazzo poco più grande dei calciatori che arbitra e che manda avanti il giocattolo, ben lontano dalle tutele e dai riflettori di quella Serie A che vedrà soltanto in tv o allo stadio, da spettatore qualunque.

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Elenito Di Liberatore, dal tumore alla semifinale degli Europei

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Marsiglia, 7 luglio 2016. Elenito Di Liberatore affiancherà Nicola Rizzoli in Germania-Francia, per molti la finale anticipata di Euro 2016. Nella semifinale del Vélodrome l’altro assistente dell’arbitro che ha diretto la finale dei Mondiali 2014 sarà il milanese Mauro Tonolini mentre Daniele Orsato e Antonio Damato saranno gli arbitri addizionali. Il team arbitrale italiano ha già diretto tre partite della fase finale degli Europei (Inghilterra–Russia, Portogallo-Austria, Francia–Irlanda), ma per l’assistente della Sezione di Teramo sarà una serata come tante: cosa volete che sia per chi ha superato da un pezzo le 50 gare internazionali e vanta più di 150 match nazionali nella massima serie? D’altronde, la sfida più difficile Elenito Di Liberatore, 43enne originario di Notaresco ma residente da anni a Francavilla, l’ha affrontata il 20 settembre 2014, dopo Cesena-Empoli.

L’assistente abruzzese sente un fastidio mentre accavalla le gambe: “Lo imputavo alla mia passione per la bicicletta – racconta alla rivista ‘L’Arbitro’ -. Quel fastidio diventa un nodulo che compare e scompare. Decido di farmi controllare da un mio amico chirurgo all’ospedale di Chieti. Quando ho fatto l’ecografia il mio amico, insolitamente silenzioso, è sbiancato in viso. Ho capito che c’era qualcosa che non andava, ma la conferma del male è arrivata quando mi ha visitato il primario di urologia di Pescara. Il medico non ha usato giri di parole e me lo ha detto subito: Lei ha un tumore!”.

La vita di Elenito si ferma: “L’istantanea del momento più brutto di tutta questa vicenda è stata quando sono arrivato a casa e mio figlio di cinque anni mi è corso incontro come fa sempre quando rientro. Ho fatto in modo di sorridere e in quel preciso istante ho deciso che la mia priorità sarebbe stata quella di dare il più a lungo possibile un padre a mio figlio. Mia moglie Federica aveva gli occhi lucidi perché in macchina aveva pianto. Matteo è riuscito a sdrammatizzare tutto con una battuta: Papà – mi ha detto – visto che la mamma ha la congiuntivite, restate lontani altrimenti mi contagiate. Gli sono andato vicino e gli ho sussurrato all’orecchio: oggi ho deciso, usciamo e puoi scegliere il regalo che vuoi. Lui si è girato verso mia moglie quasi a volersi scusare: guarda che è stata un’idea di papà. Poi, al negozio, con questo regalo gigantesco, mentre eravamo in fila alla cassa per pagare, mi ha detto: oggi è il giorno più bello della mia vita”.

Tramite gli amici dell’AIA, Di Liberatore entra in contatto con il Dott. Nicola Nicolai dell’Istituto dei Tumori di Milano e presto arriva il momento di preparare il borsone, cosa che puntualmente avviene prima di partire per una gara. Solo che questa volta, all’interno del trolley, c’è tutto quello che occorre per una degenza in ospedale: “Mio figlio mi ha chiesto: dove vai? Vai a fare una partita? Mi raccomando falla bene”. Le parole di Nicolai sono rassicuranti: “Lei guarirà e questa è una certezza, abbiamo ottime probabilità”.

Prima dell’intervento chirurgico passa un mese e l’Istituto dei Tumori di Milano si trasforma in Coverciano con un viavai incessante di arbitri e assistenti. La fede, l’amore della famiglia, la vicinanza dell’AIA e la forza in se stessosostengono Elenito che viene operato in anestesia spinale. L’intervento ha esito positivo, ma il tumore è un percorso che non ha mai un finale certo: “Ogni esame è come una roulette russa. Il momento esatto nel quale ho capito che ce l’avevo fatta è stato quando il Dott. Colecchia, l’anatomopatologo dell’Istituto, mi ha dato il responso dell’esame istologico: ‘Sig. Di Liberatore, il tumore era in situ e non c’è stata invasione linfovascolare’. È stata la notizia più bella del mondo. Il tumore era debellato con la sola asportazione chirurgica”.

Durante la convalescenza l’idea di abbandonare l’arbitraggio non lo sfiora nemmeno: “Altrimenti avrei dovuto pensare di smettere di vivere. Ho anche capito che nei tumori, gran parte della guarigione, deriva dalla testa. Ho continuato ad allenarmi, tanto che un giorno, in palestra, un mio amico mi ha detto: ‘Non ti ho mai visto così in forma’. Mi sarebbe piaciuto potergli rispondere: a parte un tumore è tutto ok”. Di Liberatore si è ripresentato in campo come quarto uomo a Cesena per riprendere da dove aveva lasciato e il 29 novembre 2014 ha ripreso in mano la bandierina per Chievo-Lazio, proprio al Bentegodi di Verona, dove il primo ottobre 2006 aveva esordito in Serie A.

Da lì è ricominciata la seconda vita di Elenito, stimato docente del conservatorio di Taranto: “Credo che la musica e il pianoforte siano un valore aggiunto per fare l’assistente. La concentrazione e l’applicazione devono essere al massimo su entrambi i fronti”. Dall’esordio datato 1990 in Atletico Teramo-Teramo Stazione (campionato Giovanissimi), passando per la carriera arbitrale (fino alla Serie D), a quella da assistente (dalla stagione 2000-01), la scalata è stata ricca di soddisfazioni: nel 2008 prima ancora di diventare Internazionale, in una gara Under 19 tenutasi in Slovenia, insieme ai colleghi Rizzoli, Saccani, De Marco e Maggiani, ha partecipato alla sperimentazione degli arbitri addizionali. L’anno dopo nel 2009 Di Liberatore ha ottenuto la nomina ad Assistente Internazionale e da lì è iniziata un’avventura che lo ha portato a partecipare a due manifestazioni Intercontinentali, ovvero nel 2012 con i colleghi Rocchi e Cariolato alle Olimpiadi di Londra, e nel 2013 sempre con i colleghi Rocchi e Cariolato al Mondiale Under 17 tenutosi negli Emirati Arabi ad Abu Dhabi. Dopo la malattia, è tornato a sventolare la bandierina in Barcellona-Manchester City e poi ancora nella semifinale del 2015 Barcellona-Bayern Monaco, sempre al Camp Nou, teatro del suo esordio in Champions League qualche anno prima. Ora lo attende Germania-Francia, semifinale degli Europei. Di Liberatore ha messo il tumore in fuorigioco e nessuno stadio lo può più spaventare:

L’arte del saper vivere è avere gli occhi di chi ne ha passate tante e il sorriso di chi le ha superate tutte

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Corso Arbitri al Carcere di Bollate

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Da AIA Milano – http://www.aiamilano.it/

Art. 27 della Costituzione della Repubblica italiana: “(…) Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

E’ con questo ferreo principio costituzionale che io e i colleghi Riccardo Fichera e Omar Abou El Ella ci siamo resi disponibili ad organizzare e a tenere un corso arbitri “sui generis” presso la Casa di reclusione di Bollate, comune alle porte di Milano. Il corso si inserisce all’interno di una serie di altri progetti e attività che da anni contraddistinguono il carcere di Bollate, istituto di detenzione all’avanguardia in tutta Italia, che purtroppo rappresenta l’eccezione anziché la regola. Fino ad un paio di anni fa c’era pure una squadra di detenuti, che dalla terza categoria venne promossa in seconda. Poi però il funzionario che aveva ideato il progetto è stato trasferito, e la squadra non è stata più iscritta al campionato: si sa che le idee viaggiano solo grazie agli uomini disposti a dedicare il proprio tempo per realizzarle.

Sabato 14 Maggio, dunque, teniamo la prima lezione. Ci presentiamo alle porte del carcere muniti di computer e proiettore. Ci siamo prefissati di tenere lezioni il più possibile interattive, poco didattiche, tanti video e poche slides. L’agente all’ingresso ci fa depositare i telefoni e i documenti, che ritireremo all’uscita. Passiamo il muro esterno, quindi, dopo un cortile, il cancello delle mura del carcere, quello vero. Ciò che troviamo all’interno è diverso da quanto ci si potrebbe aspettare nell’immaginario collettivo: le pareti dei corridoi sono dipinte di verde, ci sono disegni e scritte, spicca una riproduzione del “Guernica”, sembra più una scuola elementare che un carcere. I ragazzi ci aspettano nel 2° reparto, il corso lo terremo (ovviamente) dentro una cella. Sono 14, dai 20 ai 50 anni. Ci mettono subito a nostro agio, ci aiutano a montare il proiettore e a predisporre la sala. C’è Stefano, con la polo del Napoli, c’è Giorgio con la maglia del Manchester United, Ektor con quella dell’Inter. Sono tutti grandi appassionati di calcio. Ci chiedono subito di poter spostare il corso di un’ora, perché “sapete, al sabato mattina abbiamo la partitella”. Acconsentiamo. Pronti via, iniziamo la prima lezione: partiamo subito dall’Arbitro, la figura, il ruolo, le sue prerogative. Vediamo alcuni video in cui l’arbitro si trova a gestire mass confrontation, parliamo del suo body language. Spieghiamo loro la differenza tra un atteggiamento autorevole ed uno autoritario. I ragazzi ci seguono, partecipano, discutono tra loro.
Salta fuori un video in cui un portiere nel rinviare il pallone esce probabilmente di 20 cm con le mani dalla propria area di rigore. “Perché l’arbitro non ha fischiato?” chiede Stefano. Rispondo che in talune situazioni bisogna applicare la famosa regola 18, il buon senso. In particolare che l’arbitro in quella situazione dovrà richiamare l’attenzione del portiere e avvertirlo che la seconda infrazione verrà punita. Ma Stefano non ci sta. Infrazione della regola (seppur veniale) deve essere uguale a punizione, per lui non può essere diversamente. Rifletto su questa intransigenza e mi rispondo che forse è proprio per questo perfetto assioma, applicato da un “giudice in terra del bene e del male”, che lui si trova qui. E capisco.

Finiamo la lezione dopo un’ora e mezza molto intensa. I nostri corsisti sembrano contenti, ci salutano calorosamente, “ci vediamo settimana prossima!”. Saranno altre 6 lezioni, al termine delle quali verrà rilasciato loro un attestato di partecipazione. Con il Comitato Regionale Lombardia della LND c’è il progetto di far arbitrare ai corsisti alcune gare di campionato o di tornei delle categorie esordienti e pulcini. Lo spieghiamo loro. Negli occhi di alcuni leggo la voglia di futuro.

Usciamo dalla cella e imbocchiamo il corridoio. Non riusciamo ad individuare subito l’uscita, così chiediamo ad un agente. “In fondo al tunnel” ci risponde non senza ironia “dove vedete la luce”. La nostra speranza è di aver contribuito oggi a far risplendere quella luce un pochino di più.

Jacopo Ceccarelli

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Come cambia il regolamento: il via in Copa America e a Euro 2016

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Archiviate le Coppe nazionali, la stagione 2015-16 può considerarsi conclusa per i club dei principali campionati europei. L’eccezione è la finale di Champions League del prossimo 28 maggio a Milano, dove Atletico e Real Madrid vedranno ancora applicato quello che possiamo definire il vecchio regolamento, pronto ad andare in soffitta per essere sostituito dal primo giugno 2016 da regole rinnovate e ristudiate con l‘ausilio di una spiegazione tecnica. Calciatori, allenatori e addetti ai lavori prendano nota: la Copa America e gli Europei sono alle porte ed è bene farsi trovare preparati!

Sul sito dell’IFAB, l’organo internazionale che ha il potere di stabilire qualsiasi modifica e innovazione delle regole del gioco del calcio a livello internazionale e nazionale, vengono presentate le cosiddette Laws of the game, per ora disponibili solo in lingua inglese. Oltre a essere state rimosse molte parole per rendere la comprensione più semplice ed efficace, ci sono delle variazioni di diversa natura:

  • Formali, come nel titolo della Regola 6: da “Gli assistenti arbitrali” si è passati alla dicitura “Gli altri ufficiali di gara”, dato che ormai sono stabilmente incluse le figure degli addizionali, meglio conosciuti come arbitri di porta, oltre agli assistenti e al quarto uomo.
  • Precisazioni, come nella Regola 7, per specificare che l’arbitro dovrà far recuperare tutto il tempo perso nei casi di giocatori infortunati, con eventuale intervento dello staff medico per portarli fuori dal terreno di gioco, o qualora i calciatori si fermino per dissetarsi (novità nel regolamento) o per altre ragioni mediche previste dalle regole del gioco. Queste frequenti cause d’interruzione che portano a un recupero più corposo al termine dei periodi di gara sono state così messe nero su bianco.
  • Modifiche a livello contenutistico, quelle che ci interessano maggiormente.

La Regola 8 ad esempio è sempre stata un punto fermo fin dai campetti delle giovanili. Da questo momento in poi il pallone non dovrà più muoversi ed essere calciato in avanti per essere in gioco, ma basterà che venga calciato e chiaramente mosso. Ciò significa che sul calcio d’inizio non servirà più che un giocatore riceva il pallone calciato in avanti da un compagno, dovendo stazionare nella metà campo avversaria (cosa non permessa dal regolamento e motivo della variazione), ma basterà un solo uomo posizionato al centro del campo per passare la sfera direttamente all’indietro.

La Regola 11 è rimasta pressoché inalterata, ma è bene ricordare che un difendente che abbandona il terreno di gioco senza il permesso dell’arbitro (che per il fuorigioco equivale a essere sulla linea di porta) terrà tutti gli attaccanti in posizione regolare finché la difesa rinvierà il pallone fuori dalla propria area di rigore. A quel punto per l’arbitro nascerà una nuova azione che azzererà le posizioni precedenti mentre, secondo la vecchia regola, il difensore teneva tutti in gioco fino alla prima interruzione. Questo, però, è stato considerato penalizzante in caso di giocatori infortunati a bordo campo ed ecco spiegato il cambiamento.

Un altro chiarimento su questa regola evidenzia che le mani e le braccia di tutti i giocatori non contano nelle valutazioni di fuorigioco, portieri inclusi: in sostanza se un portiere si trova a essere il penultimo difendente (di solito è l’ultimo), le sue mani e le sue braccia non rilevano ai fini del fuorigioco anche se lui le potrebbe usare all’interno della propria area. Il portiere diventa quindi come un qualsiasi altro suo compagno di squadra.

Dulcis in fundo la famigerata Regola 12. Due cambiamenti molto importanti vanno sottolineati.

Pjanic,Inter-Roma

È stato cancellato il giallo automatico per un fallo di mano che interrompe un passaggio tra due avversari. Nelle ultime due stagioni questa regola ha portato ad ammonizioni pesanti per falli marginali commessi a metà campo facendo scattare gialli automatici paradossali.

Pjanic, Inter-Roma

Basti pensare a quello di Pjanic che gli costò l’espulsione in Inter-Roma o, sempre per restare a questa stagione, alle proteste motivate di Zenga sulla mancata seconda ammonizione a Vecino in Sampdoria-Fiorentina.

Vecino, Sampdoria-Fiorentina

Il giallo rimarrà sui falli di mano che interrompono una promettente azione avversaria o negli altri casi canonici, come quando un attaccante cerca di segnare di mano (comportamento antisportivo) o un difensore tenta – senza riuscirci, altrimenti scatta il rosso – di evitare la segnatura di una rete (condotta gravemente sleale).

Skriniar, Samp

Un’altra vittoria del buonsenso è l’addio alla tripla sanzione: rigore, espulsione, squalifica. Quando un difensore (il più classico è il caso del portiere) interviene in area negando un’evidente opportunità di segnare una rete all’avversario nel tentativo di giocare o di contendergli il pallone, scatterà solo l’ammonizione. Il rigore, infatti, punisce già il fallo senza bisogno di lasciare una squadra in inferiorità numerica. Attenzione, però, perché il cartellino rosso verrà comunque estratto dall’arbitro nei casi di spinte, trattenute, falli di mano e laddove non vi sia da parte del difendente l’intenzione o la possibilità di giocare il pallone e ancora, ovviamente, se il fallo prevede di per sé il cartellino rosso (come nella condotta violenta). Insomma, dovrà essere bravo l’arbitro a cogliere questa sfumatura mentre fuori area resterà inalterato il rosso per chiara occasione da gol così come lo conosciamo. Episodi come l’espulsione a Skriniar in Juventus-Sampdoria si tramuteranno in una punizione più sensata e non nella mannaia che ha rovinato tante gare.

Skriniar, Juve-Samp

Altre variazioni marginali riguardano i falli commessi non nei confronti degli avversari ma delle altre componenti (compagni di squadra, panchinari, arbitri) da ora puniti con un calcio di punizione diretto e non più indiretto. Infine, se un giocatore uscirà dal terreno di gioco come conseguenza naturale dell’azione (immaginiamo due uomini in corsa) e commetterà fallo nei confronti di un avversario, il gioco verrà ripreso con un calcio di punizione diretto sulla linea nel punto più vicino a quello dell’infrazione. Si considera che il fallo venga effettuato all’interno del terreno di gioco quindi occhio alle aree di rigore.

La Moviola della 38esima giornata di Serie A

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Juventus-Sampdoria 5-0 (arbitro Gavillucci)

Dopo meno di un quarto d’ora la Sampdoria resta in 10 per il fallo da rigore di Skriniar su Mandzukic: inevitabile la decisione dell’arbitro, il giocatore blucerchiato stende in tackle da dietro il croato negandogli un’evidente opportunità di segnare una rete.

Milan-Roma 1-3 (arbitro Rizzoli)

Regolari tutti i gol. Sullo 0-1, Alex tiene in gioco Salah innescato dal lancio di Strootman. La linea di difesa del Milan sbanda lasciando via libera anche a El Shaarawy (tenuto in gioco da tre uomini) ed Emerson Palmieri, sempre in posizione regolare. Al 16’ della ripresa Bonaventura cerca il rimpallo su Salah per ottenere una rimessa laterale: l’egiziano si sposta e la sfera finisce a Donnarumma che la raccoglie con le mani. Rizzoli concede un calcio di punizione indiretto, ma il regolamento parla chiaramente di retropassaggio volontario per far scattare la punizione a due in area e Bonaventura non voleva assolutamente servire Donnarumma.

Napoli-Frosinone 4-0 (arbitro Celi)

Il Frosinone resta in 10 dopo 13 minuti. Gori commette fallo su Insigne, calcia il pallone verso di lui, ma l’arbitro non prende nessun provvedimento disciplinare. Mentre Celi sistema la barriera, però, evidentemente Gori si lascia scappare qualche parola offensiva dato che incassa il rosso diretto. Era da annullare il secondo gol di Higuain al 62’, quello che dà il 3-0 al Napoli: il Pipita è in off-side sul cross di Hysaj, ma l’assistente Posado non se avvede.

Higuain, Napoli-Frosinone

Sassuolo-Inter 3-1 (arbitro Gervasoni)

Al 5’ Jovetic viene fermato davanti a Consigli: il suo off-side sull’imbeccata di Palacio è netto. Regolare il raddoppio del Sassuolo: Murillo si appoggia in elevazione su Defrel, che non fa ponte, ricadendo poi a terra; non c’è fallo e in seguito nessun giocatore neroverde è in fuorigioco. Sempre nel primo tempo Gervasoni abbassa, come si dice in gergo, il primo assistente De Luca che però aveva assolutamente ragione: il fuorigioco di Jovetic, sul passaggio di Felipe Melo, è macroscopico.

Jovetic, Sassuolo-Inter

In avvio di ripresa viene annullato un gol di D’Ambrosio: inizialmente Gervasoni convalida tanto che i giocatori dell’Inter festeggiano e lo speaker dello stadio annuncia la rete degli ospiti. Dopo essersi consultato con l’assistente Fiorito, Gervasoni invece annulla mandando su tutte le furie Mancini: la posizione del terzino sul passaggio di testa di Kondogbia è regolarissima, ma è probabilmente quella di Eder, la cui influenza sul portiere sarebbe motivo di discussione, a trarre in inganno. In realtà, però, anche l’attaccante è tenuto in gioco da Magnanelli.

D'Ambrosio, Sassuolo-Inter

Al 59’ viene espulso Murillo: il fallo su Falcinelli, punito con il cartellino giallo, non c’è con il difensore che fa di tutto per evitare il contatto e l’attaccante che si lascia cadere. A quel punto le proteste reiterate del colombiano inducono Gervasoni a estrarre il rosso diretto senza passare per la seconda ammonizione. Per il direttore di gara di Mantova, dismesso per limite di permanenza nel ruolo, non è un grande addio.

Murillo, Sassuolo-Inter

Chievo-Bologna 0-0 (arbitro Ros)

Ritmi da spiaggia al Bentegodi e nessun episodio da segnalare.

Empoli-Torino 2-1 (arbitro Saia)

Nel finale il Torino chiede il rigore per una spinta di Mario Rui a Belotti, dopo un cross di Bruno Peres. Effettivamente il giocatore dell’Empoli spinge, sia pure non clamorosamente l’avversario, e il penalty poteva essere assegnato da Saia della Sezione di Palermo, alla seconda direzione in Serie A: l’addizionale Massa nella circostanza non lo aiuta.

Belotti, Empoli-Torino

Genoa-Atalanta 1-2 (arbitro Aureliano)

Pavoletti segna un gol, ma se ne vede annullare due per fuorigioco. Evidente il primo, al 19’, sull’assist di Dzemaili. Più difficile rilevare il secondo perché Pavoletti, che insacca il pallone sulla punizione di Dzemaili, è in posizione regolare. Al contrario, non lo è Gabriel Silva che cerca di intervenire sulla sfera influenzando il possibile intervento di Radunovic, portiere della Dea. Chiamata corretta, come quella sul gol annullato a D’Alessandro nella ripresa, anche lui in off-side. L’assistente Cecconi, esordiente in Serie A, fa 3 su 3!

Lazio-Fiorentina 2-4 (arbitro Manganiello)

Non demerita alla sua terza apparizione in Serie A (in pratica, una a stagione nelle ultime tre) Gianluca Manganiello, 34 anni, della Sezione di Pinerolo. La gara è corretta e l’unica ammonizione arriva a ridosso del 90’ ai danni di Tino Costa per un pestone a Milinkovic-Savic. Il fischietto della CAN B concede il rigore dell’addio di Klose e vede bene: Gonzalo Rodriguez allarga la gamba e frena l’avanzata di Lulic all’ingresso dell’area di rigore.

Palermo-Verona 3-2 (arbitro Irrati)

Rischia moltissimo Helander che con il braccio tocca prima la spalla di Vazquez e poi anche il pallone in area, prima che il Mudo lo tocchi con la mano a sua volta. Irrati e l’addizionale Calvarese propendono per l’involontarietà, ma il rigore poteva essere fischiato.

Helander, Palermo-Verona

Al 35’ le due squadre rimangono in 10: Morganella e Wszolek si trattengono a vicenda per poi generare una rissa con botte da orbi. Irrati giustamente manda sotto la doccia entrambi, anche se tra i due il più esagitato è Morganella. Il gol del 3-1 di Gilardino è viziato da un fuorigioco non sbandierato a Rispoli, autore dell’assist.

Rispoli, Palermo-Verona

Udinese-Carpi 1-2 (arbitro Mazzoleni)

Corretto il rigore che apre le marcature: al 36’ Lasagna arriva sul pallone un attimo prima di Felipe che lo tocca sul piede in area facendogli perdere l’equilibrio.

Lasagna, Udinese-Carpi

Prima della ripresa del gioco, Thereau, che non gradisce la decisione di Mazzoleni (esclamando “Vergogna”), si fa espellere per proteste. Decisamente generoso, invece, il penalty per l’Udinese che permette a Di Natale di segnare il gol dell’addio ai friulani: la mano sulla spalla di Widmer da parte di Porcari è appena accennata.

Porcari, Udinese-Carpi

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La moviola della 36esima giornata di Serie A

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Udinese-Torino 1-5 (arbitro Mariani)

Sullo 0-0 viene annullato un gol regolare al Torino. Su cross di Acquah dalla destra, Belotti s’inserisce e trafigge Karnezis sotto la traversa. De Pinto alza la bandierina per una posizione di fuorigioco che non c’è, dato che Adnan, proprio a pochi metri dal primo assistente di Mariani, teneva in gioco la punta granata.

Belotti, Udinese-Torino

Non sbaglia, invece, Fiorito che nella ripresa “resta giù” sul tocco di Acquah indirizzato a Martinez che spiana la strada al terzo gol del Torino: il venezuelano scatta in posizione regolare. Corretta anche la segnalazione sul secondo gol annullato a Belotti: sul suggerimento di Bruno Peres, il Gallo parte leggermente oltre con busto e testa.

Peres, Udinese-Torino

Chievo-Fiorentina 0-0 (arbitro Guida)

Al 36’ del primo tempo Guida commette un grave errore. Marcos Alonso finisce oltre la linea del fallo laterale e Cacciatore, da terra, lo punta per poi rifilargli un calcione nelle parti basse.

Cacciatore, Chievo-Fiorentina

Il gesto è assolutamente intenzionale e premeditato – probabilmente si è trattato di un regolamento di conti dopo che, qualche minuto prima, i due erano stati protagonisti di un acceso diverbio per un contrasto a gomiti larghi – ma né Guida, a pochi metri dall’azione, né il quarto uomo prendono l’inevitabile provvedimento: espulsione diretta per condotta violenta.

Cacciatore,Chievo-Fiorentina

A Cacciatore va di lusso con un’inspiegabile ammonizione.

Juventus-Carpi 2-0 (arbitro Irrati)

I giocatori della Juventus puliscono la loro fedina in vista della trasferta di Verona che anticiperà la festa scudetto della settimana successiva, in casa contro la Sampdoria. Mandzukic viene ammonito in seguito alle proteste per una trattenuta in area di Gagliolo: la classica trattenuta reciproca in cui si tende a dar ragione al difensore. Il croato, apparso già nervoso in precedenza anche con il quarto uomo, incassa il giallo. Nel finale, però, anche gli altri tre diffidati bianconeri vengono ammoniti, tutti nel recupero, tra il 91’ e il 93’: Lichtsteiner, Pogba ed Hernanes (che a fine gara ammetterà di aver fatto apposta) cercano e trovano il giallo che pulisce la loro fedina per il prossimo campionato.

Ammonizioni, Juve-Carpi

Era successa una cosa apparentemente simile in Champions League con i giocatori del Real Madrid, allenati da Mourinho, pilotati dallo Special One a farsi espellere. Le differenze sono, però, evidenti in quanto, nel caso di Xabi Alonso e Sergio Ramos, contro l’Ajax nel 2010, si trattava di seconde ammonizioni per perdite di tempo. Come se non bastasse, nell’occasione erano stati coinvolti anche Casillas e Dudek per trasferire in campo gli ordini impartiti dalla panchina. La Uefa aveva condannato con delle multe il club, i quattro giocatori colpevoli e Mourinho che incassò anche una squalifica di un turno (più un altro con la condizionale). In sostanza quindi, per tornare a Juventus-Carpi, né l’arbitro né il Giudice Sportivo possono fare nulla per ammonizioni di cui risulta complesso provare la premeditazione: si tratta perciò di una furbata lecita.

Empoli-Bologna 0-0 (arbitro Chiffi)

L’episodio incriminato al Castellani è al 19’ della ripresa. Croce riceve il pallone da Saponara dopo un’azione convulsa in area e insacca. L’assistente di Chiffi alza la bandierina e, in effetti, il centrocampista empolese è in fuorigioco.

Saponara, Empoli-Bologna

Tutto nasce, però, da un tocco di Saponara contrastato da Masina: il difensore non devia il pallone – altrimenti avrebbe sanato la posizione di Croce – ma commette fallo sul trequartista dell’Empoli in tackle. A quel punto Chiffi, alla quarta direzione in Serie A, aspetta a fischiare, considerando evidentemente regolare l’intervento di Masina, e annulla la rete: non avrebbe avuto senso concedere il vantaggio dopo un fallo in area di rigore e una volta annullato il gol, non essendosi concretizzato il vantaggio, l’arbitro sarebbe dovuto tornare alla decisione precedente e all’assegnazione del penalty.

Masina, Empoli-Bologna

In ogni caso l’azione è veloce e coglie alla sprovvista il direttore di gara padovano perché il fallo di Masina sembra netto.

Milan-Frosinone 3-3 (arbitro Massa)

Al 30’ Montolivo intercetta con una mano un tentativo di cross di Dionisi: come spiega all’attaccante dei ciociari l’addizionale Rizzoli, posizionato a due metri dall’azione, Montolivo ha il braccio attaccato al corpo. Giusto fischiare il rigore al Milan al 2’ della ripresa: la distanza sul tiro di De Sciglio è davvero considerevole e il braccio di Russo decisamente staccato dal corpo con conseguente aumento di volume.

Russo, Milan-Frosinone

Da analizzare la battuta del penalty: quando Balotelli calcia, due avversari sono già all’interno dell’area e uno di questi, Ajeti, impedisce all’attaccante di effettuare la ribattuta. Il calcio di rigore andava ripetuto.

L’esultanza di Gori in faccia a Balotelli era meritevole di ammonizione per comportamento antisportivo.

Diverso l’episodio del 3-3 di Menez: Pryima allarga il braccio, ma la girata di Balotelli è estremamente ravvicinata. Il giocatore del Frosinone cerca di togliere la mano ma non ci riesce per un impatto che non sarebbe stato sbagliato giudicare casuale.

Pryima, Milan-Frosinone

Pryima,Milan-Frosinone

Sull’1-3 viene annullato correttamente il gol di Honda: Balotelli, che colpisce il pallone di testa e poi lo rimette al centro per il giapponese dopo la respinta di Bardi, parte in posizione irregolare. L’attaccante, nel primo tempo, rischia la seconda ammonizione quando toglie la bandierina del corner e la butta a bordocampo.

Palermo-Sampdoria 2-0 (arbitro Mazzoleni)

La Samp protesta per un presunto intervento con il braccio di Morganella in area di rigore su cross di Muriel: il braccio è aderente al corpo e il giocatore rosanero intercetta il pallone con la spalla, corretto lasciar proseguire.

Sassuolo-Verona 1-0 (arbitro Gavillucci)

Partita corretta e saldamente nelle mani di Gavillucci che estrae un solo giallo, quello a carico di Albertazzi.

Lazio-Inter 2-0 (arbitro Banti)

Curiosità prima del fischio d’inizio: l’addizionale Orsato rimprovera capitan Biglia, al momento del sorteggio, perché un suo compagno non aveva salutato gli arbitri. “Gli arbitri vanno sempre salutati”, afferma perentoriamente il fischietto di Schio.

Banti ammonisce Keita per simulazione: il contatto spalla a spalla con Medel in area non è da rigore, ma è onesto e l’esterno offensivo non meritava la sanzione.

Keita, Lazio-Inter

Evidentemente Keita comincia a pagare – questa volta a torto, è bene sottolinearlo – una fama di “tuffatore” che si è guadagnato sul campo. Simone Inzaghi va su tutte le furie e abbandona l’area tecnica: Banti non può che allontanarlo per proteste. Severo il direttore di gara livornese quando ferma Konko, lanciato a rete, dopo un intervento pulito per soffiare il pallone al distratto Miranda.

Konko, Lazio-Inter

Candreva deposita la sfera in rete per il possibile 2-0, ma il gioco era già fermo da parecchi secondi per un fuorigioco giustamente segnalato a Lulic. Infine, nessun dubbio sul rigore che chiude la sfida: Keita è più veloce di Murillo che gli frana addosso rimediando nel giro di pochi minuti anche il secondo giallo.

Genoa-Roma 2-3 (arbitro Gervasoni)

Al 25’ del primo tempo rischia Izzo che si aiuta allargando il gomito per frenare l’avanzata di El Shaarawy in area di rigore: c’erano gli estremi per il penalty.

Izzo, Genoa-Roma

Nella ripresa il Genoa protesta per il fallo da cui nasce la punizione realizzata da Totti in occasione del 2-2: in realtà Dzemaili interviene sul giocatore della Roma che lo anticipa, il fallo c’è. Al 37’ De Rossi entra in tackle con il piede a martello su Rincon: cercava il pallone, ma l’attenuante non basta. Il giallo è poco, il rosso per vigoria sproporzionata non sarebbe stato eccessivo.

De Rossi, Genoa-Roma

Napoli-Atalanta 2-1 (arbitro Giacomelli)

Tutti e due regolari i gol di Higuain, vigili gli assistenti sul fuorigioco.

La moviola della 35esima giornata di Serie A

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Inter-Udinese 3-1 (arbitro Celi)

Partita senza particolari problemi per Celi. Unico appunto l’ammonizione, frettolosa ed esagerata, comminata a Perisic che si era limitato a chiedere un calcio d’angolo con toni pacati. Giallo severo anche per Zapata dopo un intervento semplicemente negligente su Nagatomo.

Frosinone-Palermo 0-2 (arbitro Rocchi)

Era da annullare il gol del vantaggio del Palermo. Gilardino, infatti, è oltre Pavlovic, penultimo difendente, prima di anticipare l’uscita di Leali per l’1-0.

Gilardino, Frosinone-Palermo

L’ultima azione provoca molto nervosismo: in effetti, Gonzalez, già ammonito, rifila una manata a Dionisi: mancano il rigore per il Frosinone e l’espulsione per il difensore.

Gonzalez, Frosinone-Palermo

Atalanta-Chievo 1-0 (arbitro Cervellera)

Sul cross di Cigarini, Spolli intercetta il pallone con una mano: il braccio è aderente al corpo e l’impatto avviene fuori area, giusto lasciar correre. La Dea chiude il match in 10 per l’espulsione di Gomez (quattordicesimo rosso in campionato per l’Atalanta, un record), reo di aver colpito con una gomitata Hetemaj: è il pugno chiuso del Papu a far propendere l’arbitro per la decisione più drastica. Nel finale allontanato Reja per un gesto di disappunto non gradito da Cervellera.

Bologna-Genoa 2-0 (arbitro Damato)

Non c’è fuorigioco sull’1-0 del Bologna: Giaccherini è in posizione regolare sul passaggio di Brienza. Damato sempre in controllo.

Sampdoria-Lazio 2-1 (arbitro Rizzoli)

La gara è ricca di episodi, ma finalmente Rizzoli, con l’aiuto dei suoi assistenti, è promosso a pieni voti. Djordjevic, tenuto in gioco da Cassani e Silvestre sul cross di Candreva, è in posizione regolare sull’1-0. Un cross di Candreva genera una carambola tra Diakité e Krsticic che colpisce la sfera con la faccia e il braccio: giusto non concedere rigore. Lo stesso Candreva viene ammonito per proteste dopo una trattenuta appena accennata di Cassani. Keita si lascia cadere in area, in seguito a un presunto fallo di Diakité. Non c’è nulla, puntuale Rizzoli con il giallo per simulazione al giovane biancoceleste, non nuovo a simili furbate. Al contrario, quando Dodò entra in maniera scomposta su Keita, l’architetto di Bologna concede il sacrosanto rigore alla Lazio.

Gol, Sampdoria-Lazio

Sul 2-1 si crea un po’ di confusione, ma Diakité e De Silvestri, appostati sulla linea di porta, non commettono fallo su Konko. De Silvestri tocca la palla quel tanto che basta per far scattare la Goal Line Technology che dà conferma del gol realizzato.

Torino-Sassuolo 1-3 (arbitro Fabbri)

Il direttore di gara non punisce Vrsaljko che colpisce con una manata al viso Belotti. Nella ripresa, al 10′, Gazzi perde palla e Magnanelli serve Falcinelli in profondità: Moretti cerca di fermare la sua avanzata in area di rigore con una scivolata e tocca il pallone che, però, resta nella disponibilità dell’attaccante. A quel punto Moretti travolge Falcinelli, ma Fabbri non lo punisce con un rigore da fischiare.

Moretti, Torino-Sassuolo

Fiorentina-Juventus 1-2 (arbitro Tagliavento)

La Juventus va in gol con Khedira, servito da Mandzukic: il fuorigioco del tedesco viene correttamente rilevato da Costanzo. Ilicic serve quindi Bernardeschi che supera Buffon; questa volta la segnalazione di off-side (valutazione non facile), effettuata dall’assistente Giallatini, è sbagliata perché Bernardeschi era in linea con Barzagli.

Bernardeschi, Fiorentina-Juventus

Al 44’ del primo tempo Rugani si appende a Marcos Alonso disinteressandosi completamente del pallone: poco importa se l’esterno viola riesce comunque a colpire la sfera di testa (sbagliando un gol), il bianconero lo sbilancia in maniera decisiva e manca un rigore.

Rugani, Fiorentina-Juventus

Nella ripresa arriva la prima ammonizione in A per Rugani che trattiene per la maglia Bernardeschi: l’eccezionalità dell’evento va evidenziata. Nella ripresa Tagliavento sorvola su una spinta vigorosa di Marcos Alonso su Lichtsteiner e anche su un pestone di Dybala ai danni di Borja Valero.

Kalinic, Fiorentina-Juventus

Nel finale il fischietto di Terni completa una serata negativa concedendo un rigore alla Fiorentina. Cuadrado appoggia il braccio su Kalinic che crolla in area accentuando vistosamente una caduta che punire con il giallo per simulazione non sarebbe stato sbagliato.

Roma-Napoli 1-0 (arbitro Orsato)

Al 16′ del primo tempo Higuain colpisce con una manata Manolas per liberarsi della sua marcatura. Non è un gesto violento, ma imprudente, e costringe il greco ad abbandonare il campo. Manca un cartellino giallo nei confronti del Pipita.

Higuain, Roma-Napoli

Al 25′ giusto annullare un gol a Callejon per fuorigioco. L’esterno del Napoli, infatti, è con un piede oltre la linea difensiva della Roma: bravissimo l’assistente Di Liberatore, uno dei più esperti in Italia e in campo internazionale. Chiamata robotica.

Callejon, Napoli-Roma

Doppio giallo nella stessa azione per Koulibaly e Ghoulam: Orsato concede il vantaggio dopo il fallo netto del centrale su Nainggolan, poi l’algerino viene ugualmente ammonito per un tackle su Salah. L’egiziano, però, cade a scoppio ritardato lasciando molte perplessità sul contatto.

Verona-Milan 2-1 (arbitro Di Bello)

Al 21’ il Milan passa in vantaggio, ma Menez parte in fuorigioco: il francese sul tiro di Honda respinto da Gollini è leggermente oltre Moras, penultimo difendente.

Menez, Verona-Milan

Nel finale di primo tempo Albertazzi rischia molto con una trattenuta su Menez a pochi metri dalla porta: c’erano gli estremi per il calcio di rigore.

Albertazzi, Verona-Milan

Su un cross di Antonelli, Pisano intercetta il pallone con il braccio: vede bene Di Bello perché l’irregolarità avviene fuori area. Il rigore accordato al Verona è un caso complesso: il fallo di mano di Romagnoli è sicuramente plateale ma il difensore era in precario equilibrio dopo una spinta evidentissima subita da Pisano, a sua volta trattenuto leggermente da Romagnoli all’inizio dell’azione. Sarebbe stato corretto fischiare il fallo in attacco.

Pisano, Verona-Milan

Carpi-Empoli 1-0 (arbitro Valeri)

Al 25’ Mchedlidze viene espulso per una manata a Crimi: Valeri si avvicina con il giallo in mano, ma l’assistente Manganelli lo invita a estrarre il rosso. L’attaccante, allargando il braccio, rifila un colpo fortuito: aveva visto giusto l’arbitro. Castori, nel tentativo di riportare la calma, abbandona l’area tecnica ed entra in campo. L’arbitro non può che allontanarlo. Corretto l’annullamento del gol di Pucciarelli: dopo il guizzo di Saponara, Gagliolo si appresta a rinviare, ma Pucciarelli lo tocca sul piede facendogli perdere l’equilibrio.

Poli, Carpi-Empoli

Al 90’ lo stesso Pucciarelli viene agganciato per la maglietta da Poli: la trattenuta si concretizza in area di rigore e, inoltre, Poli sposta il pallone con una mano.

Pucciarelli, Carpi-Empoli

Manca quindi un rigore a favore dell’Empoli.

La moviola della 34esima giornata di Serie A

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Napoli-Bologna 6-0 (arbitro Gervasoni)

Al 35’ del primo tempo il Napoli chiude la partita. Callejon cerca il contatto con Constant che fa di tutto per togliere la gamba: lo spagnolo cade e fa cadere Gervasoni nella trappola, il rigore non c’era.

Callejon, Napoli-Bologna

Sassuolo-Sampdoria 0-0 (arbitro Mariani)

Espulso Ranocchia nel primo tempo per due ammonizioni rimediate nel giro di pochi minuti: la prima è severa perché il difensore è in vantaggio su Defrel e lo contrasta aiutandosi con il braccio destro in modo onesto. Mariani lo punisce per la pericolosità dell’azione, ma poteva bastare solo il fallo.

Ranocchia, Sassuolo-Sampdoria

Nessun dubbio sul secondo giallo: Ranocchia rifila una scarpata in faccia allo stesso Defrel. Mariani inizialmente non se ne avvede, ma l’addizionale Fabbri lo aiuta segnalandogli l’irregolarità. Decisamente frettoloso Mariani quando fischia ammonendo Sansone per simulazione: dopo un leggerissimo contatto con De Silvestri l’esterno offensivo perde l’equilibrio, ma poi appoggia le mani a terra e si rialza subito; non c’era nessuna volontà di ingannare l’arbitro con un comportamento antisportivo.

Sansone, Sassuolo-Sampdoria

Giusto assegnare il rigore ai neroverdi nel finale della ripresa per l’intervento scomposto di Krsticic ai danni di Berardi. Dal dischetto l’attaccante del Sassuolo si fa ipnotizzare da Viviano.

Chievo-Frosinone 5-1 (arbitro Russo)

Lamentele dei ciociari per i due rossi subiti. Sul primo poco da dire: Ajeti abbatte Floro Flores con il piede a martello sul basso ventre. Inspiegabile un’entrata del genere a centrocampo in un’azione assolutamente innocua.

Ajeti, Chievo-Frosinone

In apertura di ripresa, rigore per il Chievo: la trattenuta di Pavlovic ai danni di Rigoni è evidente. Sbagliato, invece, il secondo giallo sventolato a Chibsah per un presunto tocco di mano: la palla viene intercettata tra il fianco e il petto (fotogramma 1) dal giocatore che comunque tiene sempre il braccio aderente al corpo (fotogramma 2).

Chibsah, Chievo-Frosinone

Chibsah,Chievo-Frosinone

Infine, qualche dubbio sull’azione del gol di Nicola Rigoni che, prima di insaccare con un pregevole pallonetto il pallone del 3-1, si libera di Soddimo: il gioco poteva essere interrotto per un fallo a favore del Frosinone.

Empoli-Verona 1-0 (arbitro Serra)

Il giovane Serra, al debutto in Serie A, ammonisce per simulazione Souprayen dopo una caduta in area di rigore: in realtà, Paredes affonda il tackle e prende in pieno il piede sinistro dell’avversario. Manca un penalty al Verona.

Paredes, Empoli-Verona

Condivisibile, invece, il secondo giallo estratto ai danni di Viviani, imprudente, al 90’.

Genoa-Inter 1-0 (arbitro Irrati)

Al 22’ Laxalt al limite dell’area anticipa Felipe Melo che lo atterra: Irrati concede il vantaggio che, però, non si concretizza. L’arbitro avrebbe potuto a quel punto assegnare la punizione per il Genoa da buona posizione, ma soprattutto avrebbe dovuto ammonire Melo. Al 41’ proteste (a diro il vero neanche troppo convinte) di Pavoletti dopo un corpo a corpo con Miranda in area: non c’è assolutamente nulla, è l’attaccante che si lascia andare. Sul colpo di testa di Tachtsidis, autore dell’assist per De Maio, Telles non sale e tiene in gioco il centrocampista, servito da Munoz: regolare il gol-partita del Genoa.

Juventus-Lazio 3-0 (arbitro Mazzoleni)

Mandzukic è in posizione regolare, quando riceve il pallone da Pogba, in occasione della rete del vantaggio bianconero al 40′. Biglia è a ridosso della linea di porta. Il croato subisce un’entrata imprudente da Patric, giustamente ammonito. A inizio ripresa Patric rimedia il secondo giallo per una trattenuta evidente (fallo tattico) su Dybala. Ingenuo Gentiletti che dopo una trattenuta reciproca con Bonucci, da terra, gli allunga la maglia: a quel punto il difensore bianconero accentua vistosamente la caduta (cade in avanti), ma il rigore ci sta.

Gentiletti, Juventus-Lazio

Palermo-Atalanta 2-2 (arbitro Doveri)

Solare il rigore concesso dopo un minuto ai rosanero per il muro pallavolistico di Bellini sul colpo di testa di Chochev. Penalty anche per i nerazzurri qualche minuto dopo: Struna falcia Gomez e prende tutto, sia il pallone che la gamba, ma il rigore è sacrosanto e avrebbe meritato anche il giallo. Regolare la posizione di Paletta, servito da Cigarini su punizione, per l’1-2. Corretta l’espulsione di Vitiello: Gomez, lanciato a rete, viene cinturato prima dell’ingresso in area; evidente opportunità di segnare una rete negata.

Roma-Torino 3-2 (arbitro Calvarese)

Gara a dir poco complicata per Calvarese e i suoi assistenti. La prima decisione è giusta, su segnalazione dell’addizionale Giacomelli: la trattenuta di Manolas su Belotti è meritevole del calcio di rigore per i granata. Poi arrivano le dolenti note: al 42’ il tiro di Nainggolan viene deviato dal braccio largo di Gaston Silva che aumenta il volume del corpo. Nemmeno l’addizionale Minelli ravvisa l’irregolarità.

Gaston Silva, Roma-Torino

Il secondo rigore negato alla Roma arriva al 12’ della ripresa: angolo di Florenzi, deviazione dello stesso Nainggolan e Gazzi mura analogamente con una “parata”. Giacomelli, in questo caso, non è d’aiuto a Calvarese.

Gazzi, Roma-Torino

Moretti tiene in gioco Totti in occasione del 2-2, poi l’arbitro completa la sua serataccia assegnando il penalty del 3-2 ai giallorossi per un tocco di mano di Maksimovic sul cross di Perotti. Il braccio non potrebbe essere più attaccato al corpo di così.

Maksimovic, Roma-Torino

Udinese-Fiorentina 2-1 (arbitro Massa)

Al 9’ del primo tempo Zapata s’invola in campo aperto verso la porta avversaria, ma Tomovic lo stende: il giallo è poco, il difensore viola doveva essere espulso per l’evidente opportunità di segnare una rete negata.

Tomovic, Udinese-Fiorentina

Manca un rigore alla Fiorentina un minuto prima del pareggio di Zarate: Danilo aggancia così Marcos Alonso.

Felipe, Udinese-Fiorentina

Milan-Carpi 0-0 (arbitro Guida)

La partita fila via liscia con decisioni condivisibili come il mancato fischio sul tocco sospetto di Antonelli (gomito attaccato al corpo) e l’ammonizione ai danni di Balotelli per un’entrata imprudente su Belec. All’83’, c’è l’episodio chiave del match: sul cross di Poli, Suagher intercetta il pallone con il braccio destro, piuttosto largo.

Suagher, Milan-Carpi

Serve chiarezza in merito a questa casistica. Evidentemente Guida ha ascoltato le parole di Collina che ha esposto le linee direttive da seguire a Euro 2016 giusto il giorno prima: in questi frangenti, se il braccio usato dal giocatore per appoggiarsi a terra è in posizione naturale a bilanciamento del corpo – ciò che si può definire un movimento “onesto” – l’arbitro dovrà lasciar correre. Peccato che, fino a ieri, interventi del genere – di recente Guida ha concesso un penalty all’Inter contro il Torino in una situazione simile, anche se nel caso di Moretti la distanza non era così ravvicinata – venivano puniti con il calcio di rigore. In mancanza di riferimenti chiari e precisi, è bene seguire Collina ma forse sarebbe stato meglio mettere le cose in chiaro con una regola meno interpretabile (stabilire se il braccio è in posizione naturale, in una frazione di secondo, può essere fuorviante oltreché complesso) fin da subito. Il concetto di volontarietà, a questo proposito, sta finalmente scomparendo in vista delle modifiche al regolamento stabilite dall’Ifab che entreranno in vigore dall’Europeo.

Alex, Milan-Carpi

Pochi minuti dopo, Antonelli colpisce il pallone di testa e Belec para: sulla respinta Alex ribatte in bocca al portiere salvando il Carpi e anche il secondo assistente di Guida che non aveva segnalato un fuorigioco chilometrico.

La moviola della 33esima giornata di Serie A

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Bologna-Torino 0-1 (arbitro Abisso)

Al 39’ del primo tempo il Torino reclama un rigore.

Glik, Bologna-Torino

In effetti c’è una trattenuta prolungata di Rossettini ai danni di Glik, ma l’arbitro fischia il fallo in attacco.

Glik,Bologna-Torino

Abisso, direttore di gara di Serie B quotato per il salto di categoria, su segnalazione dell’addizionale Tagliavento concede ai granata il penalty decisivo in extremis: Belotti è furbo, cerca il contatto e lo trova. Ingenuo Rossettini che lo tocca: condivisibile la decisione.

Carpi-Genoa 4-1 (arbitro Rizzoli)

Al 16′ Cerci cade in area contrastato da Gagliolo, Rizzoli fa proseguire. C’è una leggera spinta, ma è troppo poco per assegnare la massima punizione. Nel recupero del primo tempo Izzo viene ammonito per la seconda volta: Letizia lo supera in campo aperto, ma è lui a trattenere per la maglia il difensore rossoblù. Il fallo, costato l’espulsione, andava invertito.

Izzo, Carpi-Genoa

A quel punto il Carpi segna due gol, il secondo ben oltre i quattro minuti di recupero concessi da Rizzoli. È bene ricordare che l’arbitro ha piena facoltà di allungare il recupero qualora lo ritenga necessario: nella fattispecie Izzo ci impiega due minuti ad abbandonare il campo. Gasperini va su tutte le furie e Rizzoli decide di allontanarlo su sollecitazione del quarto uomo. A inizio ripresa il tecnico si appresta a ritornare sul terreno di gioco, ma viene rispedito indietro. Gasperini, a fine gara, protesterà dicendo:

“Sono stato allontanato con la moviola che è già entrata nel calcio. Gli arbitri avranno visto delle immagini tv all’intervallo”.

È la presenza di una telecamera negli spogliatoi ad ingannarlo perché in realtà a far fede è semplicemente il resoconto del quarto uomo Pegorin.

Inter-Napoli 2-0 (arbitro Rocchi)

Al 4’ l’Inter passa in vantaggio: l’assistente Padovan è allineato bene, ma non si accorge che il piede destro di Icardi è oltre il penultimo difendente, Hysaj. Valutazione complicatissima.

Icardi, Inter-Napoli

Lo stesso Padovan prende la decisione corretta sul secondo gol dei nerazzurri: sul lancio di Jovetic, Icardi è tenuto in gioco da Albiol. Murillo rischia il giallo con una manata su Hysaj dopo nemmeno un minuto. Al 21’ della ripresa Kondogbia commette fallo rifilando un pestone a Mertens, l’azione prosegue e Jorginho, anche lui già ammonito, ferma Miranda con un fallo tattico che interrompe un contropiede dell’Inter. Rocchi lascia correre in entrambe le occasioni, ma in realtà sono due errori che si sommano. Il Napoli protesta anche per un presunto fallo in area di rigore dell’Inter: Albiol fa un blocco su Kondogbia che cade, il francese frana su Koulibaly che cade a sua volta. Il primo a commetere fallo è, però, lo spagnolo del Napoli.

Atalanta-Roma 3-3 (arbitro Irrati)

Gara ricca di episodi e di lavoro per l’arbitro e i suoi assistenti. Al 22’ D’Alessandro manda in porta il Papu Gomez che viene fermato per un fuorigioco che non c’è.

Gomez, Atalanta-Roma

Irrati sceglie la linea morbida a Bergamo. Ci sono due situazioni in cui un giocatore dell’Atalanta lanciato verso la porta viene steso da un calciatore giallorosso. Nel primo tempo è Zukanovic ad abbattere D’Alessandro, ma Irrati sceglie il giallo per il possibile recupero di Manolas.

Zukanovic, Atalanta-Roma

Nel secondo Manolas trattiene Pinilla, che lo aveva scavalcato, e la decisione è analoga per la presenza di Rudiger che, però, in realtà era in ritardo. La direzione dell’azione e la distanza dalla porta, oltre alla mancanza di altri difendenti, suggeriscono che, soprattutto nel secondo caso, l’arbitro avrebbe potuto estrarre il cartellino rosso per l’evidente opportunità di segnare una rete negata.

Manolas, Atalanta-Roma

Protesta l’Atalanta sul 3-2 per una trattenuta in area dello stesso Manolas su Borriello: la trattenuta è reciproca ma il difensore greco rischia moltissimo.

Borriello, Atalanta-Roma

Regolare il pareggio di Totti: il cross di Perotti arriva con il pallone ancora in campo. Dopo aver raggiunto il 3-3, la Roma chiede un rigore per un contatto tra Toloi e Dzeko: davvero troppo poco per considerarlo falloso. Spalletti non ci sta e la protesta gli costa l’allontanamento.

Toloi, Atalanta-Roma

Fiorentina-Sassuolo 3-1 (arbitro Banti)

Buona direzione di gara del team arbitrale al Franchi. È regolare la posizione di Gonzalo Rodriguez sul gol del vantaggio viola. Regolare anche la posizione di Defrel (valutazione molto difficile) quando riceve il pallone che porta al momentaneo pareggio di Berardi nella ripresa. Due gol annullati alla Fiorentina e un piccolo dubbio: su quello di Marcos Alonso il fallo di Kalinic su Cannavaro a centro area non è così evidente (si trattengono entrambi) mentre Bernardeschi è in fuorigioco quando ribadisce in rete una punizione di Alonso respinta dalla traversa.

Juventus-Palermo 4-0 (arbitro Giacomelli)

Regolare la posizione di Khedira in occasione del gol del vantaggio bianconero, ininfluente il fuorigioco di Mandzukic. Nessun dubbio nemmeno sul 2-0 di Pogba. Giornata serena per l’arbitro triestino.

Udinese-Chievo 0-0 (arbitro Gavillucci)

Un’espulsione per parte alla Dacia Arena. Radovanovic, che allontana il pallone (e per questo meritava un giallo risparmiatogli dall’arbitro) ingaggia un duello con Felipe che perde il controllo e gli rifila una manata davanti a Gavillucci: rosso diretto indiscutibile. L’arbitro è, invece, inflessibile sul rosso a Meggiorini usando un metro più “europeo”: l’attaccante stende da dietro Bruno Fernandes, involatosi in contropiede, ma il giallo poteva bastare considerata l’imprudenza. La vigoria sproporzionata, in questo caso, è eccessiva.

Meggiorini, Udinese-Chievo

Fra i due episodi c’era, però, l’espulsione dello stesso Fernandes per un fallo di reazione su Hetemaj: manata da dietro a palla lontana, se la cava solo con il giallo.

Bruno Fernandes, Udinese-Chievo

Verona-Frosinone 1-2 (arbitro Doveri)

Pazzini chiede un rigore per un mani in area di Crivello: il braccio è, però, aderente al corpo.

Lazio-Empoli 2-0 (arbitro Cervellera)

Cervellera concede il rigore dell’1-0 alla Lazio per il fallo di mano di Cosic sul tiro di Parolo, su segnalazione dell’addizionale Massa: in effetti il braccio è largo. Candreva, che aveva avviato l’azione, era in posizione di fuorigioco, sanata però da una giocata volontaria e non riuscita (non è una semplice deviazione) di Mario Rui.

Mario Rui, Lazio-Empoli

A metà primo tempo Keita interviene con imprudenza su Paredes e viene giustamente ammonito. Il centrocampista dell’Empoli reagisce male e ne nasce un battibecco con lo stesso Keita: a quel punto, però, simula una testata da parte del senegalese e si accascia a terra. Meritava il giallo anche Paredes.

Sampdoria-Milan 0-1 (arbitro Valeri)

Il thriller della serata è al 25’ del primo tempo: la rovesciata di Fernando diventa un assist per Dodò che è in posizione regolare quando deposita il pallone in rete, con Alex che lo tiene in gioco. Valeri inizialmente convalida perché l’assistente Dobosz tiene la bandierina abbassata.

Dodò, Sampdoria-Milan

L’addizionale Di Bello, però, che è il più vicino a Quagliarella, segnala all’arbitro una presunta spizzata dell’attaccante che a quel punto vedrebbe Dodò in off-side in quanto al di là di Alex, penultimo difendente. La decisione viene presa in qualche secondo, tempo necessario per il confronto a distanza tra i componenti del team arbitrale, ma i replay evidenziano che il tocco di testa di Quagliarella probabilmente non c’è. Di replay ne occorrono parecchi: questa valutazione non l’avrebbe risolta neppure la moviola in campo. Si tratta dunque di una sconfitta per il nuovo che avanza? No, perché in questa situazione, secondo il regolamento dell’ausilio tecnologico, a tener fede sarebbe stata la prima decisione dell’arbitro, quella corretta, vale a dire il gol assegnato alla Sampdoria. Proteste doriane anche sul gol del Milan: Kucka ruba il pallone a Dodò con un tacke deciso, ma regolare. Il brasiliano rimane a terra, ma l’infortunio non è così grave (lo sarebbe ad esempio un colpo alla testa) e non interferisce con lo sviluppo dell’azione quindi è giusto non fermare il gioco.

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