La moviola della 14esima giornata di Serie A

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Prendiamo in esame le decisioni più discusse del weekend.

Torino-Bologna 2-0 (arbitro Ghersini)

Sul gol del vantaggio dei granata pesa il mancato fischio di Ghersini per un’irregolarità di Belotti che concluderà l’azione segnando l’1-0. L’attaccante stoppa il pallone aggiustandoselo con il braccio sinistro: il gioco doveva essere fermato.

Belotti, Torino

Milan-Sampdoria 4-1 (arbitro Doveri)

De Silvestri trattiene vistosamente Bonaventura e Doveri fischia giustamente il calcio di rigore. Provvedimento tecnico corretto al contrario di quello disciplinare. La regola 12, tra i parametri che definiscono se l’opportunità di segnare una rete è evidente o meno, recita: “Probabilità di mantenere o entrare in possesso del pallone”.

Senza l’intervento di De Silvestri, il giocatore del Milan avrebbe potuto controllare facilmente la sfera e concludere a rete: il difensore doriano (ammonito) meritava il rosso. Giusto assegnare anche il rigore alla Sampdoria: intervento di Poli su Eder con il braccio largo.

Milan, Bonaventura

Genoa-Carpi 1-2 (arbitro Gavillucci)

Gomitata folle di Pavoletti ai danni di Gagliolo: Gavillucci espelle l’attaccante su segnalazione di Damato, addizionale numero. Questo è un esempio di come la collaborazione tra arbitri e addizionale possa funzionare bene. Valutazione complessa sul gol di Diogo Figueiras: Izzo è in posizione di fuorigioco punibile perché dà fastidio a Letizia, ma sul pallone di Laxalt per Figueiras c’è un tocco di Gagliolo che potrebbe sanare la posizione. Sembra, però, più una deviazione che una giocata da parte del giocatore di Castori.

Frosinone-Verona 3-2 (arbitro Rizzoli)

Nel pomeriggio delle espulsioni incomprensibili, spicca quella di Rafael: a gioco in svolgimento il portiere rifila una gomitata a Paganini. Il gesto è eloquente, poco importa l’entità (anche se il giocatore del Frosinone cade in maniera teatrale facendo accapponare la pelle ai rugbisti). Rigore e rosso sacrosanti.

Rafael, Verona

Roma-Atalanta 0-2 (arbitro Calvarese)

Stallone, secondo assistente di Calvarese, commette due errori. Pjanic viene fermato, su lancio di De Rossi, per una posizione di fuorigioco che non c’è mentre Maxi Moralez, nella ripresa, parte in chiara posizione di off-side sul colpo di testa di Kurtic, ma in questo caso la bandierina resta bassa.

Pjanic, Roma-Atalanta

Stallone non è nella posizione corretta per vedere in entrambe le circostanze.

Maxi, Roma-Atalanta

Rischia molto Paletta che distende il braccio sbilanciando Manolas intento a colpire il pallone al volo in area di rigore.

Paletta,Roma-Atalanta

Chievo-Udinese 2-3 (arbitro Gervasoni)

Sul possibile gol del 3-3 annullato al Chievo, il pallone rimbalza prima sul petto, poi sul braccio sinistro di Gobbi e il movimento sembra assolutamente naturale. Nello stesso istante non c’è nemmeno fallo di Inglese su Felipe.

Empoli-Lazio 1-0 (arbitro Fabbri)

Due gol annullati alla Lazio che mandando su tutte le furie la dirigenza, a partire dal ds Tare. Klose entra in scivolata, ma Skorupski entra in possesso del pallone un attimo prima: decisione corretta.

Klose, Empoli-Lazio

Più complicato il secondo episodio: Matri e Tonelli si contendono la sfera, ma il tocco di testa sembra essere dell’attaccante. Klose è leggermente al di là del penultimo difensore con il piede sinistro, ma si tratta davvero di millimetri. Ranghetti, primo assistente di Fabbri, non è comunque in linea.

Lazio, Matri

Palermo-Juventus 0-3 (arbitro Valeri)

Ammonito Barzagli nella ripresa, ma in realtà è Marchisio a commettere fallo su Vazquez.

 

Biografia

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Mi sono innamorato del calcio grazie a Luís Nazário de Lima, per tutti semplicemente Ronaldo. Non avendomi la natura dotato di piedi raffinati, ho sempre preferito praticare la nobile arte della racchetta e dedicarmi allo sport nazional-popolare dalle tribune dello stadio o dal divano.

Al liceo ho sacrificato qualche ora di studio per cimentarmi nelle pagelle dei tornei scolastici realizzando che quello sarebbe stato il mio destino. Dopo essermi fatto le ossa qua e là, forte (o debole?) di una Laurea in Linguaggi dei Media, passando dagli studi di SportMediaset ai campi di periferia di Sprint&Sport, a 24 anni ho iniziato a picchiettare la tastiera per Eurosport.

Nel frattempo, per colpa di un amico (che oggi ringrazio) ero diventato arbitro. Ho avuto modo di conoscere anche l’altra faccia del calcio, quella più bistrattata e snobbata: in cinque anni di trasferte e improperi, ho scoperto che ben al di sotto dell’élite e dei riflettori della Serie A si nasconde una passione sana che fa dell’arbitraggio una palestra di vita. Nel 2010 ho contribuito alla redazione del volume “Arbitri a Milano…ancora in campo”, presentato il 31 gennaio 2011 nella sala Radetzky di Palazzo Cusani in occasione del centenario dell’AIA.

Ora di anni ne ho 27, sono giornalista sportivo e coltivo ancora il sogno di trasformare un hobby nella mia professione: “Sempre meglio che lavorare…”