La moviola della 17esima giornata di Serie A

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Analizziamo le decisioni più discusse nell’ultima giornata di campionato del 2015.

Bologna-Empoli 2-3 (arbitro Mariani)

L’azione da cui nasce l’1-1 di Brienza è regolare: il fantasista lancia in profondità Destro che parte in posizione di fuorigioco, ma la sua posizione viene sanata dalla giocata di Tonelli. L’attaccante subisce quindi fallo da Costa al limite dell’area: non è rigore, vedono bene sia Mariani che l’assistente Alassio anche se l’ammonizione per Costa è generosa. Con Destro in posizione centrale e in possesso del pallone c’erano gli estremi per l’evidente opportunità di segnare una rete. Regolare anche il secondo gol di Maccarone: il pallone servitogli da Pucciarelli non era uscito interamente dal terreno di gioco, anche se l’arbitro fischia un attimo prima che il pallone varchi la linea generando incertezza. Nel finale Destro colpisce la traversa: sulla respinta Mario Rui interviene su Masina facendogli perdere l’equilibrio. Sarebbe stato rigore e secondo giallo con la conseguente espulsione. Non è di questo avviso l’addizionale Ripa.

Bologna-Empoli, Masina

Carpi-Juventus 2-3 (arbitro Giacomelli)

Regolare la rete del momentaneo 1-1 di Mandzukic. Gagliolo infatti tiene in gioco tutti al momento del tiro di Khedira da cui poi nasce il gol del croato. A quel punto Evra e Dybala si trovano entrambi in posizione di fuorigioco passivo perché non interferiscono nella visuale del portiere. Nella ripresa è corretto anche l’annullamento al 20′ del gol del 4-1 di Rugani. L’ex difensore dell’Empoli al momento del tiro era, infatti, in off-side. All’8’ risparmiato un cartellino giallo a Cuadrado che ferma una promettente azione avversaria.

Fiorentina-Chievo 2-0 (arbitro Tagliavento)

Sul gol di Kalinic, il croato è tenuto in gioco da Dainelli. Valutazione corretta come quella che concerne un tocco di petto di Ilicic, nonostante i clivensi reclamassero un fallo di mano in area. Non c’era l’ammonizione ai danni di Gamberini: contrasto testa contro testa fortuito tra il difensore e Kalinic. Infine, contatto spalla a spalla in area di rigore tra Cacciatore e Borja Valero: Tagliavento lascia correre e fa bene.

Atalanta-Napoli 1-3 (arbitro Rocchi)

Il rigore che consente il primo utilizzo della Goal Line Technology in Italia è una decisione inevitabile: stoppata pallavolistica di de Roon (che doveva essere ammonito). Al 71’ prima ammonizione per Jorginho che si appende a Gomez (classico fallo tattico) e dà la mano all’arbitro in segno di approvazione. Due minuti dopo, però, il centrocampista entra con il piede a martello se de Roon: punito per imprudenza, corretto il secondo giallo. Paletta stende Mertens che si era involato verso la porta al 90’: giusto anche il secondo rigore per il Napoli e l’espulsione del difensore per la chiara occasione da gol.

Roma-Genoa 2-0 (arbitro Gervasoni)

Al 22’, Nainggolan irrompe su Ntcham con un colpo da arti marziali: ammonito, il belga cercava il pallone ma meritava l’espulsione per vigoria sproporzionata.

Nainggolan, Roma-Genoa

Dieci minuti dopo lo stesso Nainggolan ferma un passaggio tra due avversari toccando con un netto fallo di mano il pallone indirizzato da Laxalt a un compagno: manca il secondo giallo. Nel prosieguo del match, il belga rischia per la terza volta con un pestone a Tachtsidis.

Laxalt, Roma-Genoa

Pjanic interviene in scivolata andando dritto sulla caviglia di Rincon con il piede a martello: anche il bosniaco doveva essere punito con il cartellino rosso.

Pjanic, Roma-Genoa

Al 26’ della ripresa, sul tiro da distanza ravvicinata di Dzeko, Munoz intercetta la sfera prima che finisca in maniera accidentale sul suo braccio: giusto lasciar correre. Al 74’ Dzeko viene espulso dopo aver mandato ripetutamente l’arbitro “a quel paese” in un inglese standard.

Verona-Sassuolo 1-1 (arbitro Guida)

Giusto convalidare entrambe le reti: sul gol del Sassuolo, Floccari al momento del cross di Vrsaljko è tenuto in gioco da Bianchetti. Dalla parte opposta Toni è perfettamente in linea con Cannavaro prima di segnare l’1-1. Al 45′ Bianchetti tocca la caviglia di Floro Flores. Il contatto sembra avvenire sulla linea dell’area di rigore: l’arbitro è lontano dall’azione e non fischia nemmeno la punizione dal limite.

Bianchetti, Verona-Sassuolo

Torino-Udinese 0-1 (arbitro Gavillucci)

L’azione del gol-partita di Perica nasce da un contatto tra Zappacosta e Felipe al limite dell’area bianconera: l’arbitro lascia correre e in effetti non sembra nulla di vistoso. Corrette entrambe le ammonizioni di Wague: prima stende Quagliarella da dietro in tackle (imprudente), poi lo ferma al limite dell’area interrompendo un’azione promettente: al momento dell’espulsione, al 64’, meritava il giallo anche l’attaccante granata che chiede con insistenza il cartellino per il suo avversario (prassi consolidata, soprattutto in Italia, ma da punire).

Sampdoria-Palermo 2-0 (arbitro Fabbri)

Zamparini è furibondo nei confronti di Fabbri. Al 21’ Gilardino viene trattenuto per un braccio da Cassani: c’erano gli estremi per il rigore con tanto di espulsione per il difendente. Per la trattenuta non sono previsti i parametri della negligenza, imprudenza o vigoria sproporzionata.

Cassani, Sampdoria-Palermo

Al 3’ della ripresa, lo stesso attaccante rosanero finisce a terra in area, ma il punto di contatto con Moisander è al limite dell’area. Viene fischiato il fallo in attacco (che senza dubbio non c’è): il difensore perde l’equilibrio, ma poi Gilardino si lascia andare anziché concludere a rete a porta sguarnita. Comprensibili le proteste del Palermo nel recupero: netto il fallo di Lazaros su Djurdjevic, ingiustamente ammonito per simulazione. Oltre al danno la beffa.

Djurdjevic, Sampdoria-Palermo

Frosinone-Milan 2-4 (arbitro Banti)

Buona la collaborazione tra Barbirati e Banti sul primo gol del Milan. Il Frosinone reclama per una gamba tesa di Bonaventura che, però, anticipa correttamente Leali. Altra protesta per il giallo a Romagnoli, per il quale i ciociari chiedevano il rosso: il fallo è molto evidente, ma il colore del cartellino è giusto perché non c’è la chiara occasione da rete: tra i requisiti c’è, infatti, la distanza dalla porta, in questo caso considerevole. Si era quasi a centrocampo e in posizione defilata. Banti poteva comunque aspettare ad emettere il fischio perché toglie il vantaggio a Dionisi.

Frosinone-Milan, Romagnoli

Sull’1-2 rigore non concesso al Milan: Ciofani commette fallo su Bonaventura con uno sgambetto, Banti è vicino all’azione.

Bonaventura, Frosinone-Milan

Inter-Lazio 1-2 (arbitro Mazzoleni)

In Italia un calcio di punizione a due viene vissuto come una novità (abbiamo perso l’abitudine), ma la decisione di Mazzoleni è corretta: il retropassaggio al volo di Radu viene bloccato con le mani da Berisha, la cui ingenuità è palese dato che il portiere pensa solo a evitare un calcio d’angolo. Corretto anche il punto di battuta: “Un calcio di punizione indiretto, accordato all’interno dell’area di porta, deve essere eseguito dalla linea dell’area di porta, parallela alla linea di porta, nel punto più vicino a quello in cui è stata commessa l’infrazione”. Semmai è la distanza della barriera a non essere adeguata: di solito è 9,15 metri, ma in questo caso doveva essere posizionata sulla linea di porta.

Barriera, Inter-Lazio

Icardi parte in posizione regolare in occasione del momentaneo pareggio dell’Inter. Felipe Melo, nel finale, affossa Milinkovic-Savic in area: giusta l’assegnazione del rigore. Il brasiliano completa l’opera con un’entrata da Kung Fu su Biglia: lampante l’espulsione per condotta violenta.

Giustamente espulso anche Milinkovic-Savic: già ammonito per non aver rispettato la distanza su un calcio di punizione avversario, allontana il pallone a gioco fermo con l’intento di perdere tempo nel recupero. Anzi, il centrocampista doveva essere sanzionato con il secondo giallo al 77’: anche in quel frangente non aveva rispettato la distanza regolamentare.

Milinkovic-Savic, Inter-Lazio

La svolta storica della Sezione AIA di Milano: gli arbitri si costruiscono la loro casa

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Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo lo cambiano davvero” (Albert Einstein). Venerdì 11 dicembre 2015 la Sezione Arbitri di Milano ha cambiato il suo mondo, ha riscritto la sua storia con la folle ambizione di innalzare il prestigio della città e dell’AIA tutta. L’ha fatto a modo suo, con il sudore della fronte e con il lavoro dei suoi associati che hanno trasformato dei ruderi abbandonati, dei locali disastrati, nella Sezione più bella d’Europa per la categoria arbitrale.

Il Centro Sportivo Saini diventa così la nuova casa dei fischietti di Milano, città in cui l’Associazione Italiana Arbitri è nata 104 anni fa. Gli arbitri del capoluogo lombardo, all’incirca 630 unità per 9700 gare dirette a stagione, meritavano di essere proprietari della loro abitazione e non semplici affittuari: “La Lega Nazionale Dilettanti ha commesso un errore – spiega il presidente Marcello Nicchi in riferimento al cambio di sede da via Pitteri -. Ha stabilito che a una certa ora la Sezione dovesse chiudere. La casa degli arbitri deve sempre restare aperta”. Al Saini era presente la Diocesi Ambrosiana, il Comitato Nazionale dell’Associazione al gran completo, l’assessora allo sport Chiara Bisconti e tutte le cariche istituzionali che l’evento richiedeva. È la straordinaria vittoria di Luca Sarsano al termine della partita più appassionante della sua carriera: il giovane presidente dell’AIA Milano, quasi in lacrime, ha ringraziato coloro che l’hanno sostenuto in questa folle – nell’accezione più vicina allo “Stay hungry, stay foolish” di Steve Jobs – avventura. Il suo merito più grande è quello di aver costruito una squadra di uomini, prima che di direttori di gara, dimostrando che l’arbitraggio va ben al di là dell’andare in campo nel weekend per garantire la regolarità dei campionati: l’arbitro deve essere un esempio di lealtà, di spirito di sacrificio, di quella “rettitudine” che il Vescovo ausiliare Tremolada ha sottolineato nell’omelia della celebrazione che ha aperto la serata. Non potevano mancare i ringraziamenti ad Andrea Fanzago del Comune di Milano, alla stessa Chiara Bisconti, a chi ha dato il via ai lavori di ristrutturazione, dall’associato Stoilov al geometra Malaspina, al consiglio direttivo ma soprattutto a tutti quei ragazzi che, per la prima volta nella loro vita, hanno usato un pennello costruendo mattone dopo mattone una struttura che oggi può essere presa a modello. Con il taglio del nastro Milano ha aperto le porte dell’ex Sezione Umberto Meazza, fondatore dell’AIA, ribattezzata Meazza-Campanati, in onore dell’indimenticabile “Presidentissimo” Giulio Campanati. Nel cuore della nuova casa spicca un cortile dove è stata posizionata una pianta d’ulivo: “Una pianta fragile ma con delle radici forti. L’ulivo come metafora del dirigente che pianta il seme e attende con pazienza che l’albero cresca iniziando a dare i suoi frutti”, ha chiosato Alberto Zaroli, componente del Comitato Nazionale. Non era facile trovare dei locali idonei nel capoluogo lombardo considerate le risorse economiche a disposizione. Non era facile riuscirci in poco tempo dopo un invito non troppo implicito a cambiare aria. Gli arbitri di Milano ora possono anche vantare un polo di allenamento all’interno delle loro mura. Inizia così una nuova era per la Sezione Meazza-Campanati, chiamata a diventare un’eccellenza nel mondo dello sport nazionale. Tutti coloro che l’hanno creata si sono ritagliati un piccolo spazio nella sua storia e chi è stato arbitro può affermare con fierezza di sentirsi arbitro per sempre.

La moviola della 16esima giornata di Serie A

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Genoa-Bologna 0-1 (arbitro Di Bello)

Al 4’ Diawara entra a piedi uniti su Izzo con totale noncuranza delle conseguenze per l’avversario: il giocatore del Bologna doveva essere quantomeno ammonito per imprudenza.

Diawara, Genoa-Bologna

Al 36’ del secondo tempo Perotti viene espulso per condotta violenta: chiara la gomitata ai danni di Diawara, a sua volta giustamente ammonito per la trattenuta che l’aveva provocata. Lo stesso Diawara, in occasione dello 0-1, riceve il secondo giallo a causa di un’esultanza sopra le righe. È bene ricordare che, secondo la Regola 12, un calciatore deve essere ammonito se: “A giudizio dell’arbitro, fa gesti che sono provocatori o derisori”.

Palermo-Frosinone 4-1 (arbitro Doveri)

Goldaniga, Palermo-Frosinone

Il gol del vantaggio del Palermo era da annullare: l’assistente Gava non rileva la posizione irregolare di Goldaniga che, inoltre, stoppa il pallone con il braccio destro per poi depositarlo in rete. Doveri e l’addizionale non se ne avvedono.

Goldaniga,Palermo-Frosinone

Nel finale del primo tempo, però, si assiste a un esempio di collaborazione ben riuscita tra Doveri e Gava: l’arbitro ammonisce Blanchard estraendo il cartellino rosso per somma di gialli. Il difensore del Frosinone assicura di non aver commesso il fallo mentre Gori ammette la colpa. Dopo un conciliabolo di circa un minuto e mezzo, la segnalazione di Gava a Doveri porta i suoi frutti: in effetti, il centrocampista era intervenuto con un pestone su Djurdjevic mentre il difensore era piombato in un secondo momento sul pallone. Blanchard resta quindi in campo mentre Gori se ne va felice come non mai per aver incassato l’ammonizione più gradita della sua carriera.

Gori, Palermo-Frosinone

Sassuolo-Torino rinviata (arbitro Celi)

In caso di nebbia, il regolamento parla chiaro: non c’era la visibilità da una porta all’altra. Semmai si potrebbe discutere sull’opportunità di fissare una partita alle ore 18 del 12 dicembre in Emilia dove la nebbia, si sa, è un fenomeno raro…

Udinese-Inter 0-4 (arbitro Massa)

Nei primi minuti l’Inter rimedia tre ammonizioni: corrette quelle a carico di Perisic e Ljajic mentre Telles è protagonista di un contatto assolutamente veniale su Widmer. Al contrario, Felipe Melo meritava il giallo per un’entrata in scivolata su Iturra. Nel complesso, la direzione del fischietto ligure e dei suoi assistenti è da promuovere: al 4’ della ripresa, Lodi calcia da fuori, Thereau devia la palla in rete, ma la sua posizione è nettamente irregolare: giusto annullare.

Chievo-Atalanta 1-0 (arbitro Pasqua)

Cherubin,Chievo-Atalanta

Al 44′ Cherubin ferma Castro da dietro: non è rigore, ma non viene fischiata nemmeno la punizione dal limite.

Paloschi,Chievo-Atalanta

Il momento più importante del match è quello che porta all’espulsione di Cherubin. Paloschi si lascia cadere in area di rigore (manca il giallo per simulazione) e poi cerca lo scontro frontale con il giocatore dell’Atalanta che cade nella trappola: atteggiamento prima provocatorio e poi ancora simulatorio – e meritevole di ammonizione – da parte di Paloschi in quanto ingigantisce le proporzioni dell’accaduto. La testata di Cherubin, per quanto lieve, è comunque da punire, il rosso è la conseguenza mentre il penalty è la beffa finale perché il tutto avviene con il pallone in gioco.

Cherubin-Paloschi, Chievo-Atalanta

Quando l’attaccante batte il rigore, Paletta (che poi recupererà il pallone) è abbondantemente dentro l’area dei 16 metri: il penalty doveva essere ripetuto.

Paloschi, Chievo-Atalanta

Nel finale, Kurtic commette un fallo da dietro su Hetemaj: giusto il giallo, come il seguente rosso diretto per un applauso ironico del centrocampista atalantino nei confronti di Pasqua.

Milan-Verona 1-1 (arbitro Valeri)

Al 32′ il Verona chiede un rigore per un contatto tra Alex e Toni: la trattenuta è appena accennata, corretto lasciar proseguire.

Bacca,Milan-Verona

Subito dopo Lo Cicero, il secondo assistente di Valeri, ferma Bacca in due occasioni per fuorigioco: in entrambi i casi, il colombiano si trovava in posizione regolare con Niang prima e Luiz Adriano poi a insaccare il pallone in rete a gioco fermo. Notiamo che, nella seconda circostanza, l’assistente è intralciato da Luiz Adriano che non riceverà il pallone e che si trova in off-side non punibile con il piede sinistro.

Bacca, Milan-Verona

Corretta la non chiamata di De Pinto sul vantaggio del Milan: Moras sbaglia il fuorigioco e permette al solito Bacca di concludere. Vede bene Valeri sul fallo da rigore di de Jong che frana da dietro su Greco, pronto a calciare in porta: inevitabile l’espulsione per l’evidente opportunità di segnare una rete.

De Jong, Milan-Verona

Nel finale, rischia molto Marquez che allunga le braccia e spinge in area di rigore Bonaventura.

Bonaventura, Milan-Verona

Empoli-Carpi 3-0 (arbitro Cervellera)

Due gialli in tutto il match: da manuale quello di Gagliolo su Saponara mentre Di Gaudio viene punito per simulazione dopo un presunto contatto con Laurini in area. Cervellera non sbaglia.

Napoli-Roma 0-0 (arbitro Rizzoli)

Complicatissima chiamata per Cariolato che segnala un fuorigioco di Callejon, sul cui cross Digne ferma il pallone con la mano: non si può parlare di errore.

Callejon, Napoli-Roma

Nella ripresa, sul pallone di Salah diretto a Digne, Mertens viene ammonito per un fallo di mano. Le proteste del belga sono vibranti, ma si tratta di un giallo ineccepibile poiché interrompe un passaggio tra due avversari.

Mertens, Napoli-Roma

Lo stesso Mertens, subito dopo, allarga in corsa il braccio sinistro sulla testa di Digne rischiando il secondo giallo.

Mertens,Napoli-Roma

La decisione più delicata della sfida sorride a Barbirati, subentrato all’assistente Cariolato dopo il singolare stiramento di quest’ultimo.

La sfera, sul cross di Rudiger per il colpo di testa vincente di De Rossi a fischio già emesso, esce oltre la linea di porta per poi rientrare. Barbirati d’istinto segnala immediatamente: non avendo certezze ma sensazioni, sempre d’istinto, merita un plauso.

Rudiger, Napoli-Roma

Juventus-Fiorentina 3-1 (arbitro Orsato)

Al 2’ l’addizionale Damato invita Orsato a fischiare il rigore per la Fiorentina sul contatto Bernardeschi-Chiellini: gamba sinistra contro gamba sinistra, decisione condivisibile e difensore passibile di ammonizione per aver interrotto un’azione promettente.

Bernardeschi, Juventus-Fiorentina

Fiscale l’ammonizione di Pogba (anche se le proteste dei bianconeri, che accerchiano Orsato, non sono a prescindere giustificabili) in un contrasto con Borja Valero, ammonito a sua volta (giustamente) per un intervento in netto ritardo su Marchisio. Non viene vista una deviazione di Gonzalo che avrebbe comportato un corner per la Juventus, ma questa è un’inezia rispetto all’unica vera macchia del team arbitrale: all’82’ Borja Valero va dritto su Mandzukic in area senza guardare il pallone e allargando il gomito destro. Nessun dubbio sul rigore e il centrocampista, meritevole quantomeno del secondo giallo, viene graziato in quanto passibile di rosso per condotta violenta.

Borja Valero, Juventus-Fiorentina

Lazio-Sampdoria 1-1 (arbitro Calvarese)

Gara sempre tenuta in mano dal fischietto di Teramo. Il momento clou è il 92’, quando Berisha esce dall’area di rigore per fermare l’avanzata di Muriel: punizione e giallo il provvedimento nei confronti del secondo portiere biancoceleste. È opportuno ricordare i parametri che delineano, secondo la Regola 12, un’evidente opportunità di segnare una rete: la distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta; la probabilità di mantenere o entrare in possesso del pallone; la direzione dello sviluppo dell’azione di gioco; la posizione ed il numero dei difensori. In questo caso viene a mancare il possesso del pallone quindi il direttore di gara fa bene a non espellere Berisha. Dalla punizione seguente Zukanovic realizza il pareggio.

La moviola della 15esima giornata di Serie A

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Prendiamo in esame le decisioni più discusse della domenica.

Bologna-Napoli 3-2 (arbitro Mazzoleni)

Al 6’ Koulibaly stende Mounier al limite dell’area interrompendo un’azione significativa: il difensore meritava l’ammonizione.

Koulibaly, Bologna-Napoli

Al 14’ il gol di Destro è viziato da un fuorigioco complicatissimo da rilevare: l’assistente Di Liberatore è fuori posizione per il lancio lungo di Diawara, l’attaccante è leggermente oltre Albiol ma potremmo definirla una valutazione “robotica”.

Destro, Bologna-Napoli

Al 38’ Mazzoleni interrompe un contropiede del Napoli per un fallo di Destro su Albiol: l’ammonizione è troppo severa e lasciando proseguire il gioco i partenopei avrebbero beneficiato di un’azione che vedeva Hamsik in campo aperto.

Atalanta-Palermo 3-0 (arbitro Russo)

Al 68’ Moralez subisce un’entrata da dietro di Gonzalez: il giallo non è abbastanza, il costaricano era da sanzionare con il rosso per vigoria sproporzionata.

Gonzalez, Atalanta-Palermo

Ineccepibile l’espulsione record di Migliaccio che mette a rischio l’incolumità di Brugman.

Migliaccio, Atalanta-Palermo

Frosinone-Chievo 0-2 (arbitro Rocchi)

All’87’ Diakité causa un rigore per una “cintura” ai danni di Meggiorini: corretto assegnare il penalty. Appena ammonito, Pepe si fa espellere nel recupero: vola una parola di troppo da parte dell’ex Juve, molto nervoso, e Rocchi è costretto a estrarre il rosso diretto per proteste.

Verona-Empoli 0-1 (arbitro Tagliavento)

All’inizio del match viene fermato in posizione irregolare Toni, solo davanti a Skorupski: Mario Rui lo tiene in gioco.

Toni, Verona-Empoli

Saponara cade sulla linea dell’area di rigore dopo un contatto con Pisano: c’erano gli estremi per la massima punizione perché il difensore colpisce prima la gamba del fantasista e solo in un secondo momento il pallone, la cui direzione è un chiaro indizio.

Pisano, Verona-Empoli

Fiorentina-Udinese 3-0 (arbitro Guida)

Al 34’ episodio curioso: Iturra, con un’entrata imprudente, affossa Borja Valero. Guida ammonisce Piris, ma poi si accorge dello scambio di persona e torna sui suoi passi: la fedina del difensore ritorna pulita e il giallo viene comminato a Iturra con l’arbitro che chiede scusa. Solare il rigore concesso alla Fiorentina al 61’: Badu entra fuori tempo e con irruenza su Kalinic, il penalty con ammonizione è inevitabile.

Sampdoria-Sassuolo 1-3 (arbitro Mariani)

Cassano reclama un rigore al 15’: l’attaccante barese si lascia andare, vede bene l’arbitro sul contatto con Cannavaro. Al 49’ anche Eder chiede il rigore: Cannavaro la tocca di mano, ma il movimento è congruo e giudicato involontario. Mariani giudica bene anche questa volta.

Carpi-Milan 0-0 (arbitro Irrati)

Manca un rigore per parte. Più difficile quello del primo tempo con Lasagna che tocca il pallone togliendolo dalla disponibilità di Donnarumma, un attimo prima che il portiere lo travolga. L’attaccante era lanciato a rete, il penalty avrebbe comportato anche la chiara occasione da gol e il rosso per l’estremo difensore.

Lasagna, Carpi-Milan

Al termine del match, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, c’è un abbraccio prolungato di Lollo ai danni di Luiz Adriano in area: non ci sono dubbi, Irrati non vede l’ingenuità del centrocampista che doveva essere punita con il calcio di rigore.

Lollo, Carpi-Milan

Gli anticipi della 15esima giornata di Serie A

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Lazio-Juventus 0-2 (arbitro Banti)

Partita piena di falli e ammonizioni, comminate correttamente dal fischietto di Livorno. Una di queste vede coinvolto Radu che, al 48’, ferma Lichtsteiner colpendolo sulla spalla e non sul braccio: lo svizzero accentua notevolmente le proporzioni del gesto.

Radu, Lazio-Juventus

Al 50’ Barzagli ferma lo stesso Radu ostacolandolo con il braccio: manca una punizione dal limite alla Lazio. Nel finale Klose, già ammonito, interviene su Chiellini nel tentativo di prendere il pallone. I toni agonistici sono dimessi e l’arbitro propende per la negligenza non prendendo ulteriori provvedimenti nei confronti del tedesco.

Barzagli, Lazio-Juventus

Torino-Roma 1-1 (arbitro Damato)

Il rigore che permette ai granata di pareggiare è una valutazione complessa: vivisezionando l’immagine si nota come Manolas, sbilanciato da Maxi Lopez, prenda il pallone togliendolo dalla disponibilità di Belotti.

Manolas, Torino-Roma

L’addizionale Fabbri segnala il penalty a Damato che quindi commette un altro errore estraendo il giallo e non il rosso ai danni del difensore greco per chiara occasione da gol.

Belotti, Torino-Roma

Nainggolan, già ammonito, era entrato in ritardo pochi minuti prima su Baselli, costretto a uscire per infortunio: intervento imprudente, il belga meritava il secondo giallo.

Nainggolan, Torino-Roma

Assolutamente regolare il gol della Roma: l’unica posizione dubbia è quella di De Rossi che non interferisce minimamente; sulla traiettoria della punizione di Pjanic va, infatti, Dzeko che è in posizione nettamente regolare.

Dzeko, Torino-Roma

Nel primo tempo, Bovo è in possesso del pallone, ma allarga pericolosamente la gamba per evitare il ritorno di Nainggolan rischiando il cartellino giallo.

Bovo, Torino-Roma

Inter-Genoa 1-0 (arbitro Giacomelli)

Tino Costa rifila una manata a Medel nella prima frazione: il cileno accentua le proporzioni e il centrocampista riesce a scamparla anche se pochi secondi dopo si farà ammonire ingenuamente per un altro fallo su Medel. Contrasto spalla a spalla tra Ansaldi e Jovetic al limite dell’area, giusto lasciar proseguire. Nella ripresa, la punizione vincente di Ljajic nasce da un intervento in scivolata di Figueiras sullo stesso attaccante serbo: in realtà, il giocatore rossoblù prende il pallone.

Figueiras, Inter-Genoa

Al 62’, Brozovic pesca in profondità Ljajic che poi serve Palacio per il comodo 2-0: l’assistente Di Fiore segnala un fuorigioco inesistente.

Ljajic, Inter-Genoa

Al 76’ Ansaldi stende Palacio in area di rigore con il pallone in gioco: manca un penalty all’Inter. Due falli tattici, su Ansaldi e Perotti, comportano altrettanti gialli per D’Ambrosio. Nel finale ammonito anche Perotti, contrastato da Miranda: la simulazione non c’era.

Ansaldi, Inter-Genoa

Mike Dean, l’arbitro tifoso che esulta ai gol segnati

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È il sogno di ogni arbitro, è inutile nasconderlo: lasciarsi andare almeno una volta nella vita infischiandosene dell’aplomb che il ruolo impone. Mike Dean, 47enne originario del distretto metropolitano del Wirral, nel Merseyside, l’ha fatto, l’ha rifatto, ci ha preso gusto.

La sua squadra del cuore? Dalle immagini lo potete intuire da soli… To dare is to do è uno dei motti della tifoseria in questione: sugli spalti di White Hart Lane e sulle sciarpe dei sostenitori del Tottenham è uno slogan ricorrente. Dean ha osato a tal punto che, nel mese di settembre 2015, i tifosi dell’Arsenal, rivali storici degli Spurs, hanno lanciato una petizione per impedirgli di arbitrare un match che vedesse protagonisti i Gunners. Il risultato? Centomila firme in una settimana.

Un consiglio ai giovani fischietti che prendono esempio dai colleghi più “navigati”: non imitatelo, gli inglesi sono meno complottisti di noi e, in 15 anni di gare dirette da Dean in Premier League, ci hanno riso sopra fino agli ultimi, smaccati, accadimenti. In Italia le conseguenze potrebbero essere spiacevoli, o perlomeno, se proprio volete osare anche voi, aspettate l’ultima partita della vostra carriera, sfoderate tutta la vostra prestanza atletica per volatilizzarvi e fatevi accompagnare da qualcuno pronto a prelevarvi con il motore acceso.

I posticipi della 14esima giornata: Sassuolo-Fiorentina e Napoli-Inter

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Sassuolo-Fiorentina 1-1 (arbitro Massa)

Al 4’ proteste della Fiorentina: Ilicic subisce un’evidente spinta (le braccia sono larghe) da Acerbi la cui gamba sinistra impatta, al contempo, sulla gamba sinistra dello sloveno. Un minuto dopo la Viola segna lo stesso con Borja Valero, ma doveva essere fischiato il calcio di rigore.

Acerbi, Sassuolo-Fiorentina

Napoli-Inter 2-1 (arbitro Orsato)

Mancini va su tutte le furie per l’arbitraggio di Orsato: sotto la lente d’ingrandimento l’espulsione, per doppia ammonizione, di Nagatomo tra il 35’ e il 44’. Le proteste dei nerazzurri riguardano principalmente il primo giallo: nella metà campo del Napoli il giapponese, a palla ormai lontana, spinge Callejon e con il piede sinistro tocca il piede destro dello spagnolo.

Naga,Napoli-Inter

Callejon non fa nulla per restare in piedi e a quel punto subisce una leggera ginocchiata sul fondoschiena. La caduta è accentuata, l’ammonizione fiscale, ma non c’è nulla di scandaloso.

Naga, Napoli-Inter

Nessun dubbio sul secondo giallo del giapponese che entra in ritardo su Allan fermando un’azione potenzialmente promettente dei partenopei. Sapendo di essere già ammonito, Nagatomo non avrebbe mai dovuto intervenire in quel modo: l’errore grave è quello del difensore.

Allan-Nagatomo, Inter

A inizio gara il controllo di Callejon, che poi serve Higuain in posizione nettamente regolare per l’1-0, è pulito: lo spagnolo stoppa la sfera con il petto.

Callejon, Napoli