La moviola della 17esima giornata di Serie A

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Analizziamo le decisioni più discusse nell’ultima giornata di campionato del 2015.

Bologna-Empoli 2-3 (arbitro Mariani)

L’azione da cui nasce l’1-1 di Brienza è regolare: il fantasista lancia in profondità Destro che parte in posizione di fuorigioco, ma la sua posizione viene sanata dalla giocata di Tonelli. L’attaccante subisce quindi fallo da Costa al limite dell’area: non è rigore, vedono bene sia Mariani che l’assistente Alassio anche se l’ammonizione per Costa è generosa. Con Destro in posizione centrale e in possesso del pallone c’erano gli estremi per l’evidente opportunità di segnare una rete. Regolare anche il secondo gol di Maccarone: il pallone servitogli da Pucciarelli non era uscito interamente dal terreno di gioco, anche se l’arbitro fischia un attimo prima che il pallone varchi la linea generando incertezza. Nel finale Destro colpisce la traversa: sulla respinta Mario Rui interviene su Masina facendogli perdere l’equilibrio. Sarebbe stato rigore e secondo giallo con la conseguente espulsione. Non è di questo avviso l’addizionale Ripa.

Bologna-Empoli, Masina

Carpi-Juventus 2-3 (arbitro Giacomelli)

Regolare la rete del momentaneo 1-1 di Mandzukic. Gagliolo infatti tiene in gioco tutti al momento del tiro di Khedira da cui poi nasce il gol del croato. A quel punto Evra e Dybala si trovano entrambi in posizione di fuorigioco passivo perché non interferiscono nella visuale del portiere. Nella ripresa è corretto anche l’annullamento al 20′ del gol del 4-1 di Rugani. L’ex difensore dell’Empoli al momento del tiro era, infatti, in off-side. All’8’ risparmiato un cartellino giallo a Cuadrado che ferma una promettente azione avversaria.

Fiorentina-Chievo 2-0 (arbitro Tagliavento)

Sul gol di Kalinic, il croato è tenuto in gioco da Dainelli. Valutazione corretta come quella che concerne un tocco di petto di Ilicic, nonostante i clivensi reclamassero un fallo di mano in area. Non c’era l’ammonizione ai danni di Gamberini: contrasto testa contro testa fortuito tra il difensore e Kalinic. Infine, contatto spalla a spalla in area di rigore tra Cacciatore e Borja Valero: Tagliavento lascia correre e fa bene.

Atalanta-Napoli 1-3 (arbitro Rocchi)

Il rigore che consente il primo utilizzo della Goal Line Technology in Italia è una decisione inevitabile: stoppata pallavolistica di de Roon (che doveva essere ammonito). Al 71’ prima ammonizione per Jorginho che si appende a Gomez (classico fallo tattico) e dà la mano all’arbitro in segno di approvazione. Due minuti dopo, però, il centrocampista entra con il piede a martello se de Roon: punito per imprudenza, corretto il secondo giallo. Paletta stende Mertens che si era involato verso la porta al 90’: giusto anche il secondo rigore per il Napoli e l’espulsione del difensore per la chiara occasione da gol.

Roma-Genoa 2-0 (arbitro Gervasoni)

Al 22’, Nainggolan irrompe su Ntcham con un colpo da arti marziali: ammonito, il belga cercava il pallone ma meritava l’espulsione per vigoria sproporzionata.

Nainggolan, Roma-Genoa

Dieci minuti dopo lo stesso Nainggolan ferma un passaggio tra due avversari toccando con un netto fallo di mano il pallone indirizzato da Laxalt a un compagno: manca il secondo giallo. Nel prosieguo del match, il belga rischia per la terza volta con un pestone a Tachtsidis.

Laxalt, Roma-Genoa

Pjanic interviene in scivolata andando dritto sulla caviglia di Rincon con il piede a martello: anche il bosniaco doveva essere punito con il cartellino rosso.

Pjanic, Roma-Genoa

Al 26’ della ripresa, sul tiro da distanza ravvicinata di Dzeko, Munoz intercetta la sfera prima che finisca in maniera accidentale sul suo braccio: giusto lasciar correre. Al 74’ Dzeko viene espulso dopo aver mandato ripetutamente l’arbitro “a quel paese” in un inglese standard.

Verona-Sassuolo 1-1 (arbitro Guida)

Giusto convalidare entrambe le reti: sul gol del Sassuolo, Floccari al momento del cross di Vrsaljko è tenuto in gioco da Bianchetti. Dalla parte opposta Toni è perfettamente in linea con Cannavaro prima di segnare l’1-1. Al 45′ Bianchetti tocca la caviglia di Floro Flores. Il contatto sembra avvenire sulla linea dell’area di rigore: l’arbitro è lontano dall’azione e non fischia nemmeno la punizione dal limite.

Bianchetti, Verona-Sassuolo

Torino-Udinese 0-1 (arbitro Gavillucci)

L’azione del gol-partita di Perica nasce da un contatto tra Zappacosta e Felipe al limite dell’area bianconera: l’arbitro lascia correre e in effetti non sembra nulla di vistoso. Corrette entrambe le ammonizioni di Wague: prima stende Quagliarella da dietro in tackle (imprudente), poi lo ferma al limite dell’area interrompendo un’azione promettente: al momento dell’espulsione, al 64’, meritava il giallo anche l’attaccante granata che chiede con insistenza il cartellino per il suo avversario (prassi consolidata, soprattutto in Italia, ma da punire).

Sampdoria-Palermo 2-0 (arbitro Fabbri)

Zamparini è furibondo nei confronti di Fabbri. Al 21’ Gilardino viene trattenuto per un braccio da Cassani: c’erano gli estremi per il rigore con tanto di espulsione per il difendente. Per la trattenuta non sono previsti i parametri della negligenza, imprudenza o vigoria sproporzionata.

Cassani, Sampdoria-Palermo

Al 3’ della ripresa, lo stesso attaccante rosanero finisce a terra in area, ma il punto di contatto con Moisander è al limite dell’area. Viene fischiato il fallo in attacco (che senza dubbio non c’è): il difensore perde l’equilibrio, ma poi Gilardino si lascia andare anziché concludere a rete a porta sguarnita. Comprensibili le proteste del Palermo nel recupero: netto il fallo di Lazaros su Djurdjevic, ingiustamente ammonito per simulazione. Oltre al danno la beffa.

Djurdjevic, Sampdoria-Palermo

Frosinone-Milan 2-4 (arbitro Banti)

Buona la collaborazione tra Barbirati e Banti sul primo gol del Milan. Il Frosinone reclama per una gamba tesa di Bonaventura che, però, anticipa correttamente Leali. Altra protesta per il giallo a Romagnoli, per il quale i ciociari chiedevano il rosso: il fallo è molto evidente, ma il colore del cartellino è giusto perché non c’è la chiara occasione da rete: tra i requisiti c’è, infatti, la distanza dalla porta, in questo caso considerevole. Si era quasi a centrocampo e in posizione defilata. Banti poteva comunque aspettare ad emettere il fischio perché toglie il vantaggio a Dionisi.

Frosinone-Milan, Romagnoli

Sull’1-2 rigore non concesso al Milan: Ciofani commette fallo su Bonaventura con uno sgambetto, Banti è vicino all’azione.

Bonaventura, Frosinone-Milan

Inter-Lazio 1-2 (arbitro Mazzoleni)

In Italia un calcio di punizione a due viene vissuto come una novità (abbiamo perso l’abitudine), ma la decisione di Mazzoleni è corretta: il retropassaggio al volo di Radu viene bloccato con le mani da Berisha, la cui ingenuità è palese dato che il portiere pensa solo a evitare un calcio d’angolo. Corretto anche il punto di battuta: “Un calcio di punizione indiretto, accordato all’interno dell’area di porta, deve essere eseguito dalla linea dell’area di porta, parallela alla linea di porta, nel punto più vicino a quello in cui è stata commessa l’infrazione”. Semmai è la distanza della barriera a non essere adeguata: di solito è 9,15 metri, ma in questo caso doveva essere posizionata sulla linea di porta.

Barriera, Inter-Lazio

Icardi parte in posizione regolare in occasione del momentaneo pareggio dell’Inter. Felipe Melo, nel finale, affossa Milinkovic-Savic in area: giusta l’assegnazione del rigore. Il brasiliano completa l’opera con un’entrata da Kung Fu su Biglia: lampante l’espulsione per condotta violenta.

Giustamente espulso anche Milinkovic-Savic: già ammonito per non aver rispettato la distanza su un calcio di punizione avversario, allontana il pallone a gioco fermo con l’intento di perdere tempo nel recupero. Anzi, il centrocampista doveva essere sanzionato con il secondo giallo al 77’: anche in quel frangente non aveva rispettato la distanza regolamentare.

Milinkovic-Savic, Inter-Lazio