La moviola della 31esima giornata di Serie A

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Il campionato entra nella sua fase più calda. Dopo la giornata peggiore della stagione per la classe arbitrale (il turno pre-pasquale), si riprende senza mezze misure: ci sono assistenti che brillano come Dobosz allo Stadium e arbitri che steccano come Guida al Meazza.

Carpi-Sassuolo 1-3 (arbitro Cervellera)

Al 4′ è regolare la posizione di Sansone sul lancio di Defrel in occasione del primo gol del Sassuolo. Magnanelli stende Di Gaudio e viene ammonito, dalla giusta punizione arriva il gol del Carpi. Al 26′ Duncan in area per Defrel che va giù sul contrasto di Gagliolo, per Cervellera è tutto regolare. Giusto così. Nel finale di primo tempo fallo di mano di Sansone al limite, non in area di rigore. Giusta la punizione senza cartellino giallo: l’attaccante, infatti, non interrompe un passaggio tra due avversari, ma crossa un pallone indirizzato nel mucchio a centro area.

Juventus-Empoli 1-0 (arbitro Calvarese)

Esame superato per il direttore di gara, ma soprattutto per l’assistente internazionale Dobosz, tirato a lucido: al 28’ Lichtsteiner conclude da fuori area, Skorupski respinge e Morata controlla per poi saltare Bittante che lo atterra. Sarebbe rigore e rosso per l’evidente opportunità di segnare una rete negata, ma un attimo prima arriva il fischio per il fuorigioco di rientro dello stesso Morata sul tiro dello svizzero: chiamata da palati fini.

Morata, Juventus-Empoli

Al 39’ viene fermato anche Pogba: in realtà, l’off-side è sempre di Morata che secondo l’assistente partecipa all’azione impedendo a Bittante di intervenire. In questo caso la finezza è un po’ forzata. Infine, sul gol-partita nessun dubbio: Lichtsteiner è davanti a tutti ma non influenza nessuno e Mandzukic, in posizione regolare, stacca di testa su cross di Pogba. Allo scadere Zaza, già ammonito, chiede un rigore che non c’è e poi protesta vibratamente (vola un “figlio di p…”), ma Calvarese fa finta di non sentire.

Udinese-Napoli 3-1 (arbitro Irrati)

I due rigori contro il Napoli ci sono: il primo nasce da un fallo di Koulibaly, in ritardo su Badu; in questo caso siamo ai limiti della chiara occasione da gol, ma il giallo è condivisibile. Il secondo è meno evidente, ma Ghoulam tocca da dietro Widmer sul tallone facendogli perdere l’equilibrio: in questo caso il giallo è severo (considerata la posizione defilata e mancando il requisito dell’imprudenza) e la mente va a episodi simili in cui la sanzione non è stata comminata, tra cui Alex Sandro nel derby della Mole.

Ghoulam, Udinese-Napoli

Poco dopo Sarri protesta per un fallo di Callejon su Armero e viene allontanato. In avvio di ripresa Zapata ruba il pallone a Koulibaly e s’invola in contropiede: il difensore lo trattiene interrompendo un’azione significativa. Errore del team arbitrale: mancano la punizione e un secondo giallo da manuale.

Koulibaly, Udinese-Napoli

Ineccepibile il doppio giallo mostrato a Higuain: protesta plateale nella prima occasione per un fuorigioco che non c’era e reazione su Felipe (ginocchiata e calcetto maliziosi) alla mezzora della ripresa. Seconda ammonizione corretta, anche se Felipe meritava a sua volta il giallo per la sceneggiata.

Higuain, Udinese-Napoli

A quel punto l’argentino perde la testa, inveisce contro Irrati e gli mette le mani sul petto: ora rischia una squalifica pesantissima (tre giornate?)

Atalanta-Milan 2-1 (arbitro Rocchi)

Corretta l’assegnazione del rigore al Milan: Stendardo tocca il pallone inspiegabilmente con la mano dopo una sponda di Bacca per Zapata; manca il giallo per l’Avvocato. Contatto Bertolacci-Diamanti in area: fa bene Rocchi a lasciar correre. Il pari dell’Atalanta nasce da un angolo per presunta deviazione di Antonelli sul tiro di Gomez: difficilissimo ravvisare il tocco in tempo reale, che comunque sembra non esserci. Alla mezzora della ripresa c’è una furbata di Cigarini che resta impunita: sugli sviluppi di un corner il centrocampista esce deliberatamente dal terreno di gioco per indurre l’assistente a segnalare un eventuale fuorigioco.

Cigarini, Atalanta-Milan

Poi, però, rientra e salva quasi sulla linea di porta un tiro pericoloso di Menez. Cigarini, che una volta uscito dal campo era come se fosse sulla linea di fondo ai fini del fuorigioco, andava ammonito per comportamento antisportivo (con punizione per il Milan sulla linea dell’area di porta nel punto più vicino rispetto all’infrazione): si sarebbe trattato, tra l’altro, del secondo giallo con conseguente espulsione.

Cigarini,Atalanta-Milan

Chievo-Palermo 3-1 (arbitro Mariani)

Sospetto off-side sul pareggio del Palermo: Gilardino parte leggermente oltre Gobbi, penultimo difendente, con la spalla è in fuorigioco ma nel dubbio l’assistente Stallone tiene la bandierina abbassata.

Gilardino, Chievo-Palermo

Poco dopo, però, lo stesso Stallone non fa altrettanto fermando Trajkovski che, a gioco fermo, conclude in rete: la sua posizione era regolare. Questione di centimetri anche la posizione di Rigoni sul 2-1 per il Chievo, sempre dalla parte di Stallone: in questo caso è corretto non segnalare il fuorigioco.

Fiorentina-Sampdoria 1-1 (arbitro Gervasoni)

Regolare la posizione di Ilicic sull’assist di Borja Valero per il gol d’apertura. Sul pareggio della Samp protesta la Fiorentina, ma il contatto tra Correa e Babacar è lieve e non giustifica l’assegnazione del fallo. Nulla da eccepire sulla doppia ammonizione di Correa: prima perde il pallone e stende Vecino interrompendo il contropiede avversario, poi fa lo stesso errore con Ilicic con una vistosa trattenuta. Nel finale è solare il fuorigioco di Błaszczykowski che ribadisce il pallone in rete dopo una respinta di Viviano su conclusione di Marcos Alonso.

Genoa-Frosinone 4-0 (arbitro Mazzoleni)

Proteste dei ciociari su due mancati fischi di Mazzoleni che portano ai primi due gol di Suso: nella prima occasione, in effetti, Gabriel Silva si aiuta con un braccio e atterra Dionisi con una trattenuta ascellare commettendo fallo.

Gabriel Silva, Genoa-Frosinone

Nella seconda, invece, Izzo ruba il pallone a Kragl: intervento deciso ma sul pallone, corretto lasciar proseguire.

Lazio-Roma 1-4 (arbitro Banti)

Alla fine del primo tempo Felipe Anderson si lascia cadere in area dopo un contrasto con Rudiger: giusto non concedere rigore. I dubbi riguardano semmai l’intervento di Manolas su Keita. Il greco, con un’entrata molto rischiosa in scivolata, prende pallone e avversario, ma c’è anche un sospetto tocco di Florenzi (piede destro su piede destro) che avrebbe giustificato il calcio di rigore.

Florenzi, Lazio-Roma

Sull’1-4 della Roma, Perotti si aggiusta il pallone con un braccio: l’azione andava fermata.

Perotti, Lazio-Roma

Corretta l’espulsione di Hoedt per due entrate entrambe a rischio rosso diretto: prima stende Nainggolan – perfetta la concessione del vantaggio da parte di Banti che porta allo 0-2 della Roma e attento anche l’assistente sulla posizione di Dzeko che è regolare – poi irrompe in scivolata su Florenzi in maniera quantomeno imprudente.

Inter-Torino 1-2 (arbitro Guida)

Nel primo tempo Guida assegna un rigore all’Inter: Moretti si avventura a corpo morto per murare il tiro di Brozovic e si prende tutti i rischi del caso. Il braccio appoggiato a terra è sufficientemente largo e la distanza non è ravvicinata.

Moretti, Inter-Torino

Le direttive Fifa e Uefa valutano interventi del genere punibili con il calcio di rigore: semmai andrebbe rivista la regola perché il buon senso suggerisce ovviamente l’involontarietà. Ma per il fallo di mano ci sono da anni chiari parametri per uscire dall’equivoco dell’involontarietà che, essendo la più alta forma esistente di discrezionalità, non può costituire un riferimento per un arbitro. Icardi cade in area a inizio ripresa: troppo poco per giustificare il penalty. Inter in 10 per la doppia ammonizione di Miranda: il primo giallo, subito dopo l’1-0 dell’Inter, è severo; il brasiliano intercetta il pallone appena sotto la spalla e Guida lo interpreta come interruzione di un passaggio di Maxi Lopez a Belotti.

Miranda, Inter-Torino

Il secondo, invece, è sacrosanto perché Miranda con un fallo da dietro ferma ingenuamente lo stesso Belotti. Decisivo l’errore di Guida e dell’addizionale sul presunto contatto Nagatomo-Belotti che porta all’1-2 granata e alla doppia inferiorità numerica dei nerazzurri: l’attaccante è furbo e si lascia cadere trascinando la gamba e simulando dopo che il giapponese si era fermato in tempo per evitare il contatto.

Belotti,Inter-Torino

A quel punto scatta automaticamente il rosso ai danni di Nagatomo per l’evidente opportunità di segnare una rete: oltre al danno la beffa.

Bologna-Verona 0-1 (arbitro Ghersini)

Partita sempre saldamente in controllo del fischietto genovese che si limita a quattro ammonizioni.

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