Moviola Inter-Fiorentina: ai viola manca un rigore, rosso eccessivo a Gonzalo

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Serata non brillante da parte di Damato nel posticipo della 14esima giornata di Serie A. Al 34’ Miranda, nel tentativo di rinviare, trova solo la gamba di Gonzalo Rodriguez: intervento inutile e non facile da vedere (la VAR avrebbe risolto tutto), ma manca un rigore a favore della Fiorentina.

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Al 46’, Gonzalo Rodriguez allarga il braccio e ferma Icardi che si stava involando verso la porta: il rosso ai danni del capitano viola è eccessivo essenzialmente per due ragioni.

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Premesso che fuori area le regole non sono cambiate (la tripla sanzione e le relative modifiche riguardano gli interventi in area di rigore) ci sono due fattori che farebbero propendere per il giallo e che quindi fanno cadere i presupposti per l’evidente opportunità di segnare una rete: Icardi sposta il pallone lateralmente (direzione non più verso la porta).

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E, soprattutto, l’argentino non è in possesso del pallone quando subisce il fallo di Gonzalo perché se l’era allungato.

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Damato non gestisce al meglio nemmeno le ammonizioni (graziato Brozovic su Borja Valero) e la regola del vantaggio, ma fa bene ad ammonire Miranda per una mano in faccia a Ilicic. Nel finale, non viene segnalata un’entrata di Ranocchia su Chiesa con conseguente punizione dal limite per la Fiorentina: sul ribaltamento di fronte Icardi segna il 4-2. Paulo Sousa applaude ironicamente. Poco prima era stato risparmiato un giallo per simulazione a Perez.

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Fa pipì sul terreno di gioco: espulso per comportamento irriguardoso

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Dovrebbe essere l’ABC ma evidentemente non tutti sanno che il terreno di gioco non è fatto per i bisogni dei calciatori. Una riserva della Robeganese, formazione che milita in Promozione, ha costretto l’arbitro a estrarre il cartellino rosso nel corso della sfida contro l’Union Vipo.

Al 32’ del primo tempo, il giocatore ha pensato bene di fare pipì a bordocampo dietro la panchina, ma non è passato inosservato. Il direttore di gara l’ha espulso senza esitazioni per “comportamento irriguardoso”. La sua squadra si è ritrovata con un panchinaro in meno e, cosa ben più significativa, ha rimediato una magra figura.

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Howard Webb rivela: “I giocatori mi chiedevano di essere ammoniti per godersi il Natale”

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Ci è capitato più volte in passato di vedere giocatori cercare deliberatamente l’ammonizione al fine di saltare la partita successiva, un match ininfluente, per essere presenti a quella dopo. Avevano fatto clamore, ad esempio, i secondi gialli di Xabi Alonso e Sergio Ramos in Ajax-Real Madrid del novembre 2010 (quinta giornata della fase a gironi), pilotati su preciso ordine dell’allora tecnico dei Blancos José Mourinho ai suoi calciatori per avere la certezza di non perderli in vista del primo match a eliminazione diretta. All’epoca la UEFA era intervenuta con una squalifica ai danni del portoghese e delle multe a carico dei giocatori protagonisti. Giunge nuova, invece, la richiesta di alcuni calciatori di Premier League di farsi ammonire per non perdere la festività del Natale.

È quanto racconta l’ex arbitro inglese Howard Webb in un’intervista. In Inghilterra si gioca da tradizione a Santo Stefano, una delle giornate più belle per gli appassionati che vivono con trepidazione il Boxing Day e gli altri appuntamenti a cavallo di Capodanno. Evidentemente non tutti i tesserati erano ben disposti a sacrificare le giornate solitamente dedicate alle feste in famiglia per allenamenti e match ufficiali e hanno sfruttato la loro quinta sanzione, con conseguente squalifica da regolamento, in modo discutibile:

Non è una cosa che i tifosi vorrebbero sentire, ma alcuni giocatori mi chiedevano di essere ammoniti nel periodo di Natale

 

D’altronde basta veramente poco per ottenere lo scopo: “E’ sufficiente calciare lontano il pallone“, come racconta l’ex direttore di gara della finale di Champions League 2010 e della finale dei Mondiali in Sudafrica lo stesso anno. Mezzucci banali, studiati per far scattare sanzione e sospensione, che hanno scatenato delle reazioni su Twitter da parte dei tifosi: “Se i giocatori chiedono il cartellino giallo, dovrebbero essere multati e squalificati a lungo”. Difficile pensarla diversamente trattandosi di professionisti…

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Giocatrice espulsa cerca di baciare l’arbitro: 6 giornate di squalifica

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Le motivazioni di una lunga squalifica possono essere particolari, ma quella che vi stiamo per raccontare è assolutamente bizzarra e fuori dal comune. Tuffiamoci nel calcio a cinque e precisamente nel campionato regionale femminile. Giulia Mirmina, calciatrice dell’Atletico Foligno, subisce il secondo cartellino giallo da parte dell’arbitro e reagisce avventandosi su di lui al grido di: “Lo voglio baciare ripetutamente”.

Lo ha scritto il direttore di gara (uomo, è bene precisarlo) nel referto e il Giudice Sportivo, Marco Brusco, ha calcato la mano decretando una squalifica di 6 giornate:

Espulsa per doppia ammonizione, anziché abbandonare il campo, tentava di avventarsi sul direttore di gara urlando provocatoriamente “Lo voglio baciare ripetutamente”. Solo l’intervento di alcune compagne di squadra che la bloccavano, impediva alla stessa il contatto fisico con l’arbitro il quale, tuttavia, veniva fatto oggetto di frasi irriguardose

Un bacio ovviamente provocatorio, un modo di protestare anomalo. A Terni l’Atletico Foligno è stato sconfitto per 6-1 dal CLT, ma tutto il Palasport ricorderà la gara per quell’urlo di rabbia ad annunciare, o meglio minacciare, un bacio.

 

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Italia-Germania: la VAR annulla il gol di Volland, ma è subito polemica

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I test servono a questo, ad abituarsi alle situazioni più complesse per allenarsi e farsi trovare pronti quando la Video Assistant Referees entrerà stabilmente nel mondo del calcio. Ne ha avuto la dimostrazione il team arbitrale che ha diretto l’amichevole Italia-Germania. Al 62’ Kimmich serve dalla destra Volland che insacca il pallone alle spalle di Donnarumma. L’assistente Barbosa Tavares alza la bandierina senza esitazioni. A fine gara è Massimo Busacca, responsabile arbitri della FIFA, a svelare come sono andate le cose:

Non ho deciso io, ma i due assistenti alla VAR. In sei secondi sono riusciti a valutare che il ginocchio di Volland era avanti. Quindi la decisione di annullare quella rete era giusta. Anche da queste immagini riusciamo a commentare quello che la VAR ha visto in sei secondi

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Discorso chiuso? Un successo della tecnologia? Così non sembrerebbe perché la difficoltà nel prendere una decisione simile alimenta dei dubbi sui quali si sta lavorando, come ribadisce lo stesso Busacca. Valutare che il ginocchio di Volland era in fuorigioco mette a dura prova anche un computer, figuriamoci degli esseri umani che devono bloccare mentalmente l’immagine in una frazione di secondo. Per questo motivo si sta studiando l’introduzione di uno strumento che valuti l’offside modello Goal Line Technology al fine di emettere in tempi rapidissimi una sentenza definitiva anche sul centimetro. Il piano B sarebbe modificare la regola rendendola più semplice con un tuffo nel passato.

Roberto Rosetti, responsabile della VAR in Italia, conferma tempi e prospettive della nuova frontiera del calcio:

Il nostro obiettivo resta iniziare con la prossima Coppa Italia

“Si sta lavorando in modo produttivo, i risultati si vedono, bisogna ottimizzare alcune situazioni ma stiamo lavorando. L’arbitro non è indebolito, siamo concordi in questo anche con Pierluigi Collina. È importante che il direttore di gara mantenga la sua autorevolezza. Più passa il tempo e più mi convinco che sarà un’innovazione importante”, conclude Rosetti che dopo Italia-Francia a Bari e la gara di Bergamo dell’Under 21 contro la Danimarca ha visto all’opera la terza sperimentazione online della VAR, nella speranza che il lavoro dei video assistenti porti ai risultati auspicati.

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Cristiano Ronaldo graziato: “vaffa” all’arbitro e presunto gestaccio

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Non è il miglior momento della carriera di Cristiano Ronaldo. Per il portoghese Real Madrid-Leganes è stata la quinta partita consecutiva senza gol al Santiago Bernabeu e il suo nervosismo è emerso al 17’: Ruben Perez è intervenuto fallosamente sulla caviglia destra dell’asso dei Blancos, un intervento meritevole di cartellino giallo che l’arbitro ha lasciato correre. Ronaldo non l’ha presa bene, ha protestato per parecchi secondi e, anche quando il pallone gli è ritornato tra i piedi, ha proseguito la sua battaglia contro Mateu Lahoz: il labiale ha rivelato un inequivocabile “vaffa” in inglese.

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Lahoz è stato così costretto a interrompere il gioco per ammonire CR7, graziato poiché il rosso sarebbe stato sacrosanto. Anche nei minuti successivi Cristiano Ronaldo ha continuato a criticare l’operato del direttore di gara valenciano con il quale c’è un precedente non edificante. Nel marzo 2015, in un Barcellona-Real Madrid, il portoghese afferrò le proprie parti basse rivolgendosi polemicamente a Lahoz in questo modo: “Eh, Mateu! Te gusta, eh? Te gusta?”.

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Ronaldo, che ha terminato la gara senza riuscire a tirare in porta, era già stato avvisato da Lahoz che gli aveva intimato di giocare con la testa e senza eccedere nelle proteste. Dopo aver incassato il cartellino giallo, sui social si è scatenato il dibattito anche su un presunto gestaccio indirizzato all’arbitro oltre al già citato “vaffa”: in realtà, chi smentisce l’accusa fa leva sull’uso del dito indice da parte del portoghese.

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Tragedia in Messico: arbitro espelle giocatore, subisce una testata e muore

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Una partita tra dilettanti si trasforma in tragedia in Messico. A Tulancingo, città che si trova nello Stato di Hidalgo (Messico centrale), un calciatore riceve un’espulsione e colpisce l’arbitro con una testata, durante il match tra Canarios e Rojo Gomez di domenica 6 novembre. Il direttore di gara cade a terra privo di sensi e quando i paramedici accorrono per prestare i soccorsi purtroppo è già tardi.

Secondo le informazioni raccolte dai media locali il giocatore in questione è Ruben Rivera Vázquez mentre l’arbitro si chiamava Victor Trejo. L’episodio ha provocato una rissa e il colpevole ne ha approfittato per scappare: le autorità sono sulle sue tracce.

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Brasile, giocatore espulso perde la testa: arbitro colpito e protetto dall’esercito

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È finita come peggio non poteva la finale del campionato brasiliano di Serie C. Il Boa Esporte batte 3-0 il Guarani e un giocatore degli ospiti, Ferreira, perde letteralmente la testa. Dopo aver rifilato un colpo a Rodolfo, il difensore viene espulso dall’arbitro Marcos Mateus Pereira e, convinto di aver subito un’ingiustizia, si fionda sul direttore di gara spingendolo a terra.

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I compagni riescono a stento a frenare l’ira di Ferreira che si rifiuta di lasciare il terreno di gioco finché l’allenatore dei portieri della sua squadra, Gléguer, lo costringe a prendere la via degli spogliatoi. Nel frattempo, interviene l’esercito per difendere l’arbitro ed evitare ulteriori guai. Di fatto la sua reazione sancisce anticipatamente la fine delle speranze del Guarani di poter raddrizzare la finale di campionato.

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