In Cina comprano tutti, anche gli arbitri. Clattenburg: “Se facessero un’offerta…”

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Comprare Oscar, Tevez e tentare Cristiano Ronaldo con cifre da capogiro evidentemente non basta ai cinesi che si vogliono assicurare anche qualche celebre arbitro per lanciare la Chinese Super League e renderla appetibile ad ogni livello.

Mark Clattenburg, che ha arbitrato le più grandi finali di calcio del 2016 (Europeo, Champions League e FA Cup), ammette che non scarterebbe questa ipotesi:

Non c’è un’offerta sul tavolo, ma se mi facessero un’offerta, verrebbe presa in considerazione… Al momento ho ancora il piacere di lavorare per la Premier League e per la UEFA

Il 41enne direttore di gara è stato nominato “Arbitro dell’anno” a una cerimonia di premiazione all’inizio di questa settimana a Dubai e ha riconosciuto che sarebbe di suo gradimento poter aiutare un paese come la Cina a innalzare i suoi standard arbitrali:

La Cina sta cercando sicuramente di far crescere il suo calcio e l’arbitraggio è una parte importantissima di questo sport. Se l’occasione arriva, magari più avanti… Ora sono sotto contratto con la Premier League

Clattenburg, nella sua intervista ad Associated Press, pensa anche al futuro: “Devo guardare in prospettiva la mia carriera a lungo termine. Per quanto tempo posso essere un arbitro? Sono in Premier League da 12 anni. Questi sono stati 12 anni meravigliosi”. Infine, ci tiene però a specificare che non è una questione di soldi:

Il denaro non ha mai guidato un arbitro… È la possibilità di fare qualcosa di diverso, magari aiutando il reclutamento. Se non è successo ora, proverò a farlo in futuro, un po’ come ha fatto Howard Webb (in Arabia Saudita), dove si potrà dare una mano per creare una nuova realtà arbitrale

Se dovesse lasciare la Premier ci potremo comunque consolare con l’ineguagliabile Mike Dean…

“Scusa Beatrice”: una maglia per chiedere perdono all’arbitro

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Il rugby non è abituato a certi episodi e quello che ha visto come vittima l’arbitro Maria Beatrice Benvenuti nel terzo girone di Serie A ha fatto scalpore. Durante il match contro il Valsugana Padova, il capitano dei Rangers Rugby Vicenza, l’italo argentino Bruno Andres Doglioli, ha placcato l’arbitro alle spalle. La società d’appartenenza ha preso subito le distanze da un gesto vigliacco che non ha nulla a che fare con i valori dello sport, tantomeno con il rugby.

Doglioli è stato squalificato per tre anni, una condanna esemplare su cui nessuno ha avuto da ridire, la più dura inflitta dal tribunale sportivo del rugby negli ultimi 20 anni. L’intera squadra dei Rangers Vicenza, inoltre, è scesa in campo contro il Casale indossando una maglietta speciale con la scritta: “Scusa Beatrice”. Un gesto di solidarietà nei confronti della 23enne per scusarsi a nome dell’intero popolo della palla ovale italiana.

Uniti allo staff e ai tifosi i nostri giocatori hanno voluto esprimere un segno di vicinanza e sostegno all’arbitro Maria Beatrice Benvenuti augurandole una pronta guarigione e un veloce rientro sui campi di gioco

L’esperto arbitro ha gradito il sostegno abbracciando virtualmente la squadra su Facebook:

Grazie Rangers Rugby Vicenza per il bellissimo gesto di sostegno fatto oggi in campo! Questo è lo sport che amiamo e questi sono gli uomini che si celano dietro il nostro rugby, grazie veramente di cuore

Foto Facebook Rangers Rugby Vicenza

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Primo rigore concesso con la VAR, ma era fuorigioco? Atletico Nacional contro la FIFA

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Quello che è successo questa mattina in occasione della prima semifinale del Mondiale per club scatena le polemiche. La VAR, infatti, era stata sperimentata in modalità online solamente in sporadiche occasioni, come in una serie inferiore americana e in Coppa d’Olanda. Tutti attendevano quindi la sua applicazione in un evento dal grande appeal come il Mondiale per club e in molti hanno festeggiato l’assegnazione di un rigore grazie alla video assistenza arbitrale al 31’ del primo tempo.

A Osaka, nel corso del match tra Atletico Nacional e Kashima Antlers, l’intervento in area di Berrio su Daigo richiama l’attenzione del VAR Danny Makkelie che induce l’ungherese Viktor Kassai a visionare l’episodio. L’arbitro ungherese rivede le immagini sul monitor e decide di assegnare il penalty alla formazione giapponese, poi realizzato da Shoma. Finita l’azione, dopo due minuti dal contatto incriminato, l’ungherese corre a bordo campo per rivederlo e in 15 secondi prende la sua decisione: rigore. Alla fine, tra il fallo e la trasformazione del rigore trascorrerenno ben 4 minuti e 20 secondi.

Da qui, però, nasce il giallo. Il giocatore del Kashima Antlers che ha subito il fallo da rigore (l’ultimo a destra nel fotogramma) si trova in posizione geografica di fuorigioco. I tifosi dell’Atletico Nacional non ci stanno e su Twitter denunciano l’accaduto: “Si trattava di un fuorigioco evidente. Si dovrebbe rivedere nuovamente la giocata e annullare il gol”, recita il tweet dei fan del club. In effetti, la posizione di off-side è ravvisabile anche a occhio nudo grazie alla linea dell’area di rigore.

La FIFA, però, ha preso posizione sull’accaduto:

L’assistente arbitro ha correttamente applicato la tecnica ‘wait and see’, ‘aspetta e guarda’ rispetto alla valutazione della posizione di fuorigioco o meno del giocatore che aveva subito il fallo. Il giocatore (Daigo) non è stato ritenuto in posizione di fuorigioco in quanto non sarebbe stato in grado di sfidare l’avversario per la palla. Così Kassai ha potuto valutare solo l’episodio del calcio di rigore, poi assegnato

Fuorigioco non punibile: questo è il verdetto. Busacca, capo degli arbitri della FIFA, ha aggiunto: “E’ stata la prima applicazione dal vivo del sistema ‘Video Assistant Referees’, è successo in una competizione FIFA ed è una novità per tutti. Specialmente il fatto di aver visto l’arbitro correre verso l’area replay a bordo campo, per consultare il video”. “Nell’azione della partita di oggi – precisa lo svizzero – la comunicazione fra l’arbitro e l’assistente video è stata chiara, la tecnologia ha lavorato bene e la decisione finale è stata presa da Kassai, quindi dall’arbitro. E sarà sempre così, perché la VAR è solo un supporto tecnico”. Insomma, ben venga la tecnologia ma la fase di sperimentazione serve eccome. Occorre ancora del tempo per assimilare funzionamento, comunicazione tra le varie componenti arbitrali e applicazione della VAR per non correre il rischio di guardare la pagliuzza e di non vedere la trave. La morale è comunque una: anche con la VAR le polemiche non si placheranno e oggi ne abbiamo avuta una chiara dimostrazione.

Spagna: arbitro picchiato brutalmente, giocatore cacciato dal club

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Il weekend calcistico ci ha presentato per l’ennesima volta un episodio di violenza. Siamo in Spagna, precisamente a Saragozza (Aragona), nel campionato Primera Regional. Sono, infatti, 19 le Federazioni territoriali (una per ciascuna delle Comunità autonome) che compongono la Federazione calcistica della Spagna. Al 28’ del primo tempo, nel match tra Miralbueno e San Juan, l’arbitro concede il secondo rigore a favore degli ospiti e il numero 14 dei locali lo aggredisce brutalmente.

Fahd Abbou El Mourabit, 18enne di origini marocchine, cade a terra e Chouaib Rhanim lo colpisce una seconda volta. La partita è stata ovviamente sospesa e il giovane direttore di gara è stato accompagnato all’ospedale Miguel Servet di Saragozza dal fratello, anche lui arbitro. “Ha riportato contusioni al collo, al cuoio capelluto e al viso. Deve stare a riposo con un collare morbido per tre giorni”, fanno sapere i medici.

Sto bene. Mi fa male un po’ il collo. È stata la prima volta che mi è successa una cosa del genere, ma non ho intenzione di smettere di arbitrare. È una cosa che amo e che mi rende molto felice

Il ragazzo non ha nessuna intenzione di arrendersi. I suoi genitori, Ahmed e Malika, lo sostengono anche perché i figli arbitri in famiglia sono ben tre: “E’ un ragazzo molto vitale. Ha tutto il nostro sostegno per fare quello che gli piace. E noi dobbiamo fare tutto il possibile affinché questo non accada di nuovo su un campo da calcio”. Fahd è in contatto con il Comitato Arbitri per decidere quali azioni intraprendere nei confronti del suo aggressore che almeno si è scusato:

Quello che è successo questa mattina non ha alcuna giustificazione. Da quel momento mi trovo in una nuvola di rabbia, incomprensione e rimpianto. Accetterò tutto quello che verrà deciso, non voglio essere un esempio di violenza

Intanto, il suo ormai ex club, il Miralbueno, ha già preso provvedimenti:

Ci scusiamo per quanto accaduto, non si possono mai giustificare questi atteggiamenti. Il giocatore sarà mandato via immediatamente dal club

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