Arbitro donna presa a schiaffi: 4 anni e mezzo di squalifica per un 17enne

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La Giustizia Sportiva questa volta non ha fatto sconti. Un giocatore di 17 anni è stato squalificato per quattro anni e mezzo dopo aver schiaffeggiato e insultato un arbitro donna che lo aveva espulso. Il Giudice Sportivo ha anche squalificato fino all’8 dicembre prossimo un dirigente del Falasche per essere entrato indebitamente sul terreno di gioco rivolgendo all’arbitro parole offensive. Si tratta purtroppo dell’ennesimo episodio, a dimostrazione del fatto che i tristi precedenti non hanno insegnato nulla.

Durante l’incontro del campionato Juniores primavera tra il Falasche di Anzio e la Borghesiana, match terminato con una sconfitta per 1-2 subita dalla squadra di casa, Enrica Peretta, arbitro della Sezione di Aprilia, aveva infatti espulso un calciatore neroniano per un intervento falloso su un avversario. Il 17enne non ha accettato il provvedimento e ha colpito con forza al volto il direttore di gara rincarando la dose con i soliti insulti sessisti. La ragazza è stata costretta a rifugiarsi negli spogliatoi e a recarsi in ospedale sotto shock, dove le sono stati dati tre giorni di prognosi. Ad accompagnarla è stato il padre che era sugli spalti.

L’episodio è finito subito al vaglio dei carabinieri, che hanno raccolto varie testimonianze, e il Giudice Sportivo ha punito il calciatore con una pena esemplare: non potrà giocare fino al 30 giugno 2021, quando avrà 21 anni e mezzo di età. La società GSD Falasche, con un comunicato, non ha accampato scuse e “senza se e senza ma” ha espresso “solidarietà all’arbitro” condannando “il comportamento scorretto del suo tesserato”. Allo stesso tempo, però, ha voluto evidenziare “il comportamento sempre corretto dei suoi tesserati, della dirigenza, degli allenatori e delle tante famiglie che, sacrificando il loro tempo, contribuiscono al buon andamento degli allenamenti e delle partite al fine di evitare possibili generalizzazioni. Allo sbaglio di un giovane, corrispondono gli innumerevoli esempi positivi di tantissimi atleti e di una società che, prima di essere impegnata nello sport, si preoccupa di formare, con valori positivi, gli uomini di oggi e di domani”.

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