“Ammonizione oltraggiosa”: arbitro donna di 17 anni aggredita dal papà del calciatore

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Tutta colpa di un banale cartellino giallo. Siamo a Monterchi, in provincia di Arezzo, durante l’incontro della categoria Giovanissimi regionali (Under 15) tra Junior Tiferno e Bastia. I calciatori sono giovani che devono fare esperienza e lo stesso vale per gli arbitri che passando dalla periferia cercano di scalare le gerarchie e le categorie dell’AIA.

Il direttore di gara in questione è una ragazza di 17 anni che a un certo punto decide di ammonire un calciatore, un ragazzino poco più giovane di lei. Il papà del giocatore sanzionato con il giallo ritiene il fatto oltraggioso e comincia a inveire contro l’arbitro “per aver umiliato suo figlio”.

Appena finita la gara, la coda delle polemiche prosegue negli spogliatoi. Il genitore, mentre la giovane è intenta a consegnare i documenti ai dirigenti del Bastia, s’introduce in una zona il cui accesso doveva essergli vietato, insulta ancora la ragazza e le sbatte la porta dello spogliatoio addosso con un calcio: l’arbitro viene colpito all’anca e finisce a terra.

A quel punto alcuni dirigenti chiamano i carabinieri e soccorrono la giovane direttrice di gara sotto shock: accompagnata all’ospedale di Città di Castello, viene dimessa con 10 giorni di prognosi. L’uomo tenta di dileguarsi ma non ci riesce: allo stadio vengono quindi effettuati i primi accertamenti da parte dei carabinieri mentre la ragazza di 17 anni sporgerà denuncia il giorno dopo.

Come eliminare la VAR? Con un bandierone! In Portogallo l’autogol arriva dagli spalti

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Negli ultimi tempi si parla tanto di tecnologia, applicata correttamente o meno al calcio. Quello che è successo, però, in Desportivo Aves-Boavista, match valido per il campionato portoghese (Primeira Liga) ha dell’incredibile.

I padroni di casa sono avanti per 2 a 0 e segnano anche la terza rete: sugli sviluppi di un corner un giocatore colpisce la palla di testa facendo la sponda per un compagno appostato sul secondo palo che insacca. L’arbitro ha la netta sensazione che ci sia un fuorigioco e decide così di ricorrere alla VAR: un caso semplice da risolvere, un controllo immediato sul gol segnato (da protocollo) che non si presta a troppe interpretazioni.

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Peccato che in quel momento i tifosi del Boavista stiano sventolando con orgoglio un bandierone banconero che va a impallare la telecamera. Morale? Gli assistenti dell’arbitro non possono emettere il verdetto, senza quell’angolazione il controllo è nullo. In mancanza dell’ausilio della tecnologia, l’arbitro è così costretto a confermare la sua prima decisione: gol, 3-0 e tutti a casa, compresi i tifosi del Boavista che non hanno fatto un grande favore ai propri beniamini…

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