La moviola della 22esima giornata di Serie A

16 Comments

Carpi-Palermo 1-1 (arbitro Rizzoli)

Zamparini s’infuria per il rigore concesso al Carpi: l’entrata in scivolata di Goldaniga su Mancosu è avventata; l’attaccante non fa nulla per restare in piedi, ma la scelta di Rizzoli, su segnalazione dell’addizionale Banti, appare condivisibile.

Goldaniga, Carpi-Palermo

Atalanta-Sassuolo 1-1 (arbitro Gavillucci)

Il gol di Berardi in avvio era regolare. L’attaccante è tenuto in gioco dal piede di Dramé: valutazione complicatissima per l’assistente che, impallato dallo stesso Dramé, perde per un istante l’incrocio e alza la bandierina.

Dramé, Atalanta-Sassuolo

Discussioni a non finire sul rigore concesso all’Atalanta: la dinamica in effetti è strana, ma vede bene Rocchi che invita Gavillucci a fischiare. Antei anticipa, infatti, l’intervento di Consigli con il portiere che a quel punto resta spiazzato e frana inavvertitamente su Kurtic. Da regolamento il penalty è corretto.

Consigli, Atalanta-Sassuolo

Roma-Frosinone 3-1 (arbitro Guida)

Al 2’, su corner di Pjanic, c’è una trattenuta prolungata di Blanchard su Dzeko che era meritevole di un calcio di rigore.

Blanchard, Roma-Frosinone

Sul primo gol della Roma Nainggolan subisce fallo da Rosi, probabilmente sulla linea dei 16 metri, ma Guida lascia correre e per sua fortuna il belga conclude a rete: Salah è in posizione di fuorigioco, ma non sembra disturbare Leali. Non si può affermare che vi sia un’ostruzione chiara della visuale del portiere quindi l’assistente va assolto.

Nainggolan, Roma-Frosinone

Manca un rigore anche al Frosinone: il tiro di Sammarco impatta su Dzeko che si trova a distanza considerevole. Il bosniaco avrebbe tutto il tempo per spostarsi, ma sembra proprio cercare il pallone per poi intercettarlo con il braccio, appena sotto la spalla.

Dzeko, Roma-Frosinone

Chievo-Juventus 0-4 (arbitro Doveri)

Sul gol dello 0-1, Morata è in linea con Frey sul suggerimento di Lichtsteiner. L’assistente è posizionato male, ma la decisione è giusta.

Morata, Chievo-Juventus

Udinese-Lazio 0-0 (arbitro Celi)

Gara complessa, ma Celi e i suoi assistenti se la cavano molto bene. Sull’annullamento del gol di Kuzmanovic c’è Edenilson, autore dell’assist, che è nettamente in off-side: la difficoltà è stabilire chi gli recapita il pallone, ma in effetti si tratta proprio di Kuzmanovic.

Edenilson, Udinese-Lazio

Corretto anche l’annullamento dei due gol di Matri: nella prima occasione l’attaccante è chiaramente in fuorigioco sul tiro di Parolo, deviato e non giocato da un avversario.

Matri, Udinese-Lazio

Nella seconda, il Mitra spinge Heurtaux per smarcarsi e insaccare di testa.

Heurtaux, Udinese-Lazio

Dopo un fallo non fischiato a suo favore, Matri insulta Manganelli e viene espulso. Niente da dire sui due gialli comminati a Danilo: il pestone imprudente su Djordjevic, che si fa anche male, segue un’ammonizione per proteste in seguito a un alterco con lo stesso centravanti biancoceleste.

Danilo, Udinese-Lazio

Napoli-Empoli 5-1 (arbitro Massa)

Massa non fischia un rigore su Higuain, che riesce a calciare lo stesso, nonostante Camporese gli frani addosso facendogli perdere l’equilibrio.

Camporese, Napoli-Empoli

Non viene concesso nemmeno un altro penalty, sempre sul Pipita: Laurini, Tonelli e Camporese intervengono in tre e lo abbattono in area. Ai fini dell’eventuale rosso per chiara occasione da gol sarebbe sempre Camporese il destinatario del provvedimento per una scivolata incauta.

Higuain, Napoli-Empoli

Gabbiadini, che cerca di intervenire sul pallone destinato a Callejon, è in posizione regolare sul quarto gol del Napoli.

Gabbiadini, Napoli-Empoli

Bologna-Sampdoria 3-2 (arbitro Fabbri)

Corretto l’annullamento del gol di Destro che si sistema il pallone con una mano.

Destro, Bologna-Samp

Proteste doriane comprensibili sul rigore che decide la partita: Destro devia di testa da distanza ravvicinata rispetto ad Alvarez che ha il braccio attaccato al corpo e compie un movimento sufficientemente naturale.

Alvarez, Bologna-Sampdoria

Gastaldello e Oikonomou subiscono due gialli diversi, sempre per irregolarità su Muriel: il primo, corretto, è un intervento in ritardo che ferma un’azione significativa mentre il secondo toglie al colombiano un’evidente opportunità di segnare una rete.

Gastaldello, Bologna-Samp

Oikonomou meritava il rosso.

Oikonomou, Bologna-Samp

Torino-Verona 0-0 (arbitro Mariani)

Nel secondo tempo il Toro reclama un rigore per una trattenuta di Albertazzi su Benassi: il difendente abbraccia vistosamente l’avversario con un placcaggio. Episodi del genere se ne vedono in abbondanza in area, ma è bene ricordare che per le trattenute l’entità, pur difficile da stabilire, a fini regolamentari non viene contemplata quindi Albertazzi ha rischiato moltissimo.

Albertazzi, Torino-Verona

Curioso episodio sul finire di primo tempo quando Immobile chiede una maglia di ricambio (la sua è strappata): non si trova e allora ne usa una di Benassi da indossare sotto quella rovinata.

Genoa-Fiorentina 0-0 (arbitro Giacomelli)

Giacomelli risparmia due espulsioni ai giocatori della Fiorentina. Vecino, appena ammonito, viene anticipato da Dzemaili e commette un fallo in netto ritardo meritevole di secondo giallo.

Vecino, Genoa-Fiorentina

Roncaglia, analogamente, rifila una manata a Perotti per impedirgli di ripartire in velocità. Anche il difensore aveva già subito in precedenza un’ammonizione.

Roncaglia, Genoa-Fiorentina

Il contatto in area tra Burdisso e Kalinic è veniale, lo stesso attaccante non prova nemmeno a protestare. Fiscale e al contempo curioso l’allontanamento di Paulo Sousa: Giacomelli, su segnalazione dei suoi assistenti, punisce il tecnico che entra in campo e con il pallone in gioco tocca istintivamente la sfera per risparmiare tempo. A quel punto, giusto riprendere con una palla scodellata.

Paulo Sousa, Genoa-Fiorentina

Milan-Inter 3-0 (arbitro Damato)

Non convince l’arbitraggio di Damato che passa in secondo piano solo per le proporzioni del risultato finale. Il fischietto di Barletta decide di fischiare il meno possibile e di lasciare i cartellini in tasca, ma già a inizio partita, gli episodi da rivedere non mancano: Eder, che brucia sullo scatto Antonelli e si trova nettamente davanti al suo diretto avversario, viene fermato al limite dell’area.

Antonelli, Milan-Inter

Damato punisce un tocco di Eder, che sulla corsa sfiora Antonelli, che a sua volta in caduta coglie l’occasione per stenderlo. La posizione leggermente defilata (quindi la direzione dell’azione) non configurava un’evidente opportunità di segnare una rete, ma un’ammonizione.

Eder, Milan-Inter

Analogamente Miranda si aggrappa a Kucka al limite dell’area: non viene concesso nemmeno il fallo, anche in questo caso meritevole di cartellino giallo.

Kucka, Milan-Inter

A inizio ripresa l’episodio controverso per il contrasto tra Donnarumma ed Eder: il portiere, su retropassaggio di Alex, svirgola il pallone per poi anticipare di un soffio l’attaccante toccando, però, con la mano la sfera per la seconda volta.

Donnarumma, Milan-Inter

Non è rigore, ma calcio di punizione indiretto in area: il caso è comunque anomalo – perché tra retropassaggio e tocco di mano c’è una svirgolata di piede dello stesso Donnarumma – e merita una specifica regolamentare.

Alex, Milan-Inter

Damato e Calvarese si fanno trovare impreparati sul fallo da rigore, giustamente concesso, di Alex su Icardi: l’attaccante sta per calciare in porta, anche se in precario equilibrio. Se non si configura il rosso diretto per l’evidente opportunità di segnare una rete, ci sarebbe quantomeno il secondo giallo.

Alex,Milan-Inter

Sezione AIA di Como: “La vita dietro al fischio”

108 Comments

Per chi come me è stato arbitro o lo è tuttora, rivivere le tappe iniziali di questa avventura rievocherà piacevoli ricordi. Per tutti gli altri, invece, sarà un modo per addentrarsi in una realtà che all’esterno è conosciuta solo superficialmente. È ancora ben marcata quella barriera regolamentare (per necessità), ma soprattutto culturale e mediatica (per italico vezzo) che esiste tra chi parla di arbitri e ovviamente ne prende le distanze – chi fa rispettare le regole è sempre antipatico – e chi arbitro sceglie di esserlo davvero per scoprire che oltre il luogo comune c’è ben altro.

Un ringraziamento ad Alessandro Ronchetti per il contributo, ad Andrea Colombo, l’ideatore del progetto, e a tutta la Sezione AIA di Como.

Dopo un fischio arbitrale spesso ci sono polemiche, moviole, articoli di giornale. Ma pochi sanno che dietro ogni fischio c’è una preparazione seria e faticosa, un percorso sportivo e di vita che coinvolge interamente le persone, che le porta ad essere arbitri dentro e fuori dal campo.
Per trasmettere questo messaggio, ma anche per far conoscere l’attività arbitrale a giovanissimi che potrebbero essere gli arbitri del futuro, la sezione A.I.A. di Como, presieduta da Adriano Sinibaldi, ha preparato un video di 8 minuti che racconta un mondo nascosto, “La vita dietro al fischio” (il titolo del video).
L’ideazione e la preparazione del video ha coinvolto numerosi arbitri della sezione, che hanno predisposto un copione e hanno girato le scene in una scuola di Cantù, per le vie della città di Como e in campo allo stadio Sinigaglia. Per le riprese è stato fatto anche uso di un drone.
Il video racconta il “reclutamento” di un giovane studente che conosce per la prima volta lo sport arbitrale sui banchi di scuola, grazie a tre giovani arbitri che poi vedrà in campo, proprio allo stadio Sinigaglia. Nello stesso tempo, viene descritta ogni fase della preparazione alla gara di un arbitro, dal momento “magico” dell’arrivo della designazione al briefing con gli assistenti, dall’arrivo al campo fino al fischio finale.
Dietro ogni fischio c’è quindi una realtà bellissima, fatta di concentrazione e allenamenti, ma anche di un coinvolgimento umano che pochi sport possono raggiungere.
Costruire questo video è stata un’esperienza intensa che ha reso più forte il legame tra gli arbitri della sezione di Como. Ma il vero obiettivo è quello di far conoscere il più possibile “La vita dietro al fischio”, perché il lavoro degli arbitri sia maggiormente apprezzato e perché tanti giovani che amano il calcio possano pensare di vivere il campo, ma da un’altra (affascinante) prospettiva.

La moviola della 21esima giornata di Serie A

98 Comments

Frosinone-Atalanta 0-0 (arbitro Valeri)

Valeri si affida inizialmente ai richiami, poi ricorre ai cartellini e tiene in mano il match. Sul finire del primo tempo, Masiello intercetta un cross di Pavlovic fuori area: l’arbitro decide per il calcio d’angolo, ma il braccio del difensore è largo e poteva essere concesso un calcio di punizione.

Masiello, Frosinone-Atalanta

Matteo Ciofani sgambetta Gomez mentre, nella ripresa, Soddimo raggiunge Kurtic solo per stenderlo: pur non essendoci gli estremi per la condotta violenta, entrambi gli episodi avvengono a palla lontana e i due giocatori della squadra ciociara se la cavano senza nessun provvedimento.

Empoli-Milan 2-2 (arbitro Russo)

All’8’ il Milan passa in vantaggio con Bacca: il colombiano è in fuorigioco con il piede destro rispetto al penultimo difensore, Tonelli, sul lancio di Antonelli. Valutazione complessa per l’assistente Paganessi.

Bacca, Empoli-Milan

Decisamente più facile l’off-side segnalato giustamente da De Pinto a Maccarone sulla punizione di Zielinski.

Maccarone, Empoli-Milan

Al 44’, su cross di Antonelli, un tentativo di disimpegno di Mario Rui carambola sul braccio di Buchel: intervento ravvicinato in una dinamica imprevedibile, fa bene Russo a propendere per l’involontarietà. Al 52’ Maiello stoppa in area un cross di Bonaventura aumentando considerevolmente il volume del corpo. Russo e l’addizionale Massa lasciano correre, ma questa volta il rigore andava fischiato.

Maiello, Empoli-Milan

Regolare il gol del 2-2 di Maccarone, tenuto in gioco da Antonelli dopo il primo tiro di Pucciarelli. Nel recupero, Balotelli ha testa e spalla oltre Mario Rui: corretto il fuorigioco sbandierato da De Pinto all’attaccante che fallisce comunque la chance.

Balotelli, Empoli-Milan

Fiorentina-Torino 2-0 (arbitro Mazzoleni)

Su una punizione calciata da Baselli, Bernardeschi rischia di causare un rigore che sarebbe stato fiscale ma condivisibile: la discriminante è il braccio del giocatore viola che è in orizzontale, non in verticale. Vives, già ammonito, entra in netto ritardo su Kalinic spalle alla porta: perdonato il centrocampista da Mazzoleni che gli risparmia il secondo giallo.

Inter-Carpi 1-1 (arbitro Gervasoni)

All’inizio del match Mbakogu segna a gioco fermo. Gervasoni fischia un precedente contatto di Mancosu ai danni di Murillo: se di sgambetto si tratta – pur essendo fortuito – sarebbe corretto punire la negligenza, ma il colombiano sembra perdere l’equilibrio per conto suo.

Murillo, Inter-Carpi

Romagnoli, in scivolata, atterra Icardi sullo 0-0: manca un rigore all’Inter.

Romagnoli, Inter-Carpi

Al 39’ è regolare il gol di Palacio, tenuto in gioco da Suagher. Al termine della prima frazione il Carpi reclama un penalty: il tiro di Bianco, intercettato da Murillo, è violento e ravvicinato; citando la Regola 12 è il pallone che va verso il braccio e non viceversa in un movimento congruo.

Bianco, Inter-Carpi

Pasciuti, ammonito per proteste dopo il gol dell’Inter, subisce il secondo giallo per un intervento imprudente su Miranda. Regolare la posizione di Lasagna, tenuto in gioco da Juan Jesus, sull’1-1 al 92’.

Lazio-Chievo 4-1 (arbitro Calvarese)

Konko tiene in gioco tutti compreso Cesar che segna lo 0-1 del Chievo.

Cesar, Lazio-Chievo

Le due ammonizioni comminate allo stesso Cesar sono condivisibili: la prima è conseguenza di un fallo tattico su Milinkovic-Savic, la seconda dell’interruzione di un’azione promettente di Keita. Candreva si procura un rigore con astuzia: la dinamica, a velocità normale, trae in inganno Calvarese poiché il centrocampista della Lazio cerca e trova le gambe di Gobbi per poi lasciarsi cadere.

Candreva, Lazio-Chievo

Corretta la decisione sul rigore fischiato a Paloschi: alle trattenute reciproche con Radu segue uno sgambetto del difensore che affossa l’attaccante. A quel punto il penalty (poi sbagliato) e il rosso per l’evidente opportunità di segnare una rete diventano inevitabili.

Radu, Lazio-Chievo

Palermo-Udinese 4-1 (arbitro Tagliavento)

Regolare il 2-0 di Hiljemark, tenuto in gioco da Felipe, quando parte il suggerimento di Quaison.

Quaison, Palermo-Udinese

Ammonito Widmer, ma il suo fallo su Hiljemark meritava il rosso per vigoria sproporzionata: piede a martello sulla caviglia dell’avversario senza alcuna possibilità di prendere il pallone.

Widmer, Palermo-Udinese

Sampdoria-Napoli 2-4 (arbitro Orsato)

Ingenuo Barreto che si gira fermando Albiol in area con il fondoschiena: rigore giusto.

Barreto, Samp-Napoli

Sull’angolo da cui nasce il 2-3 di Eder, Correa parte in fuorigioco. Niente da dire sulle due ammonizione ai danni di Cassani: fallo di mano che impedisce che il pallone arrivi a Insigne ed entrata in netto ritardo sempre sull’attaccante partenopeo.

Correa, Samp-Napoli

Sassuolo-Bologna 0-2 (arbitro Cervellera)

Regolare il gol di Giaccherini: il Sassuolo protesta per un fallo dell’esterno su Peluso, ma il contrasto aereo è pulito e Giaccherini prende semplicemente la posizione.

Verona-Genoa 1-1 (arbitro Rocchi)

Al 73′ chiede un rigore il Verona: Cerci, ultimo uomo in barriera, respinge con il braccio una punizione di Hallfredsson. Il braccio è attaccato al corpo, giusto non fischiare.

Cerci, Verona-Genoa

Juventus-Roma 1-0 (arbitro Banti)

Ammonito De Rossi in avvio, reo di aver rifilato un pestone a Mandzukic con il pallone lontano, ma in gioco. L’addizionale Irrati segnala a Banti l’intervento antisportivo. Chiamata corretta da parte dell’assistente Padovan sul fuorigioco di Dybala, lanciato da Bonucci: non era facile.

Dybala, Juventus-Roma

Proteste bianconere al 39’: Pjanic intercetta il pallone in area e il braccio è larghissimo, ma Banti fischia un fallo precedente di Mandzukic su De Rossi. L’eventuale applicazione della regola del vantaggio, in questo caso, è di cervellotica comprensione.

Pjanic, Juventus-Roma

A inizio ripresa, Mandzukic allarga troppo il gomito ai danni di Rudiger: condivisibile l’ammonizione decisa dall’arbitro che estrae anche il giallo all’indirizzo di Pjanic per proteste.

Mandzukic, Juventus-Roma

Regolare il gol-partita della Juve: è Rudiger a sbagliare il movimento e a tenere in gioco Dybala sull’assist di Pogba.

Dybala, Juve-Roma

Poco dopo Dzeko segna a gioco fermo, ma il direttore di gara livornese aveva fermato correttamente l’azione perché il bosniaco trattiene per un braccio Barzagli impedendogli di intervenire.

Dzeko, Juventus-Roma

Severo il giallo a Evra che in realtà, sul tiro di Florenzi, non colpisce la sfera con la mano. Infine, caso De Rossi: le telecamere pescano una frase razzista contro Mandzukic (“Stai muto zingaro di m…”), ma la prova tv, da regolamento, potrebbe scattare solo per atti violenti o frasi blasfeme (le bestemmie). Il rischio, nella settimana della querelle Sarri-Mancini, è creare un altro precedente: vedremo come agirà la Giustizia Sportiva.

La moviola della 20esima giornata di Serie A

113 Comments

Analizziamo i principali casi della giornata che ha aperto il girone di ritorno della Serie A 2015-16.

Atalanta-Inter 1-1 (arbitro Rizzoli)

Direzione di gara positiva e autorevole da parte di Rizzoli che ammonisce quattro giocatori dell’Atalanta e cinque dell’Inter. L’unico episodio di rilievo è la posizione di Gomez sull’autogol di Murillo al 17’: il Papu si trova oltre la linea del penultimo difensore ma non influenza né Handanovic né il colombiano che infila il portiere sloveno in scivolata. Si tratta di un fuorigioco passivo: corretta l’interpretazione dell’assistente De Pinto.

Murillo, Atalanta-Inter

Torino-Frosinone 4-2 (arbitro Irrati)

La gara si apre con un rigore per il Torino: Irrati vede la trattenuta leggera ma prolungata di Bertoncini ai danni di Glik e lo ammonisce. Va ricordato che per le trattenute, da regolamento, non vengono contemplati i parametri della negligenza, imprudenza e vigoria sproporzionata.

Bertoncini, Torino-Frosinone

Bravo Irrati, nell’azione che porta al gol dell’1-1 del Frosinone, a concedere il vantaggio per un fallo di Benassi su Kragl. Al 62’ Molinaro rischia il secondo giallo per un tackle ai limiti dell’imprudenza su un pallone perso da Glik e una ripartenza di Dionisi. Bisogna aggiungere, però, che appena tre minuti prima l’esterno era stato ammonito per un intervento sul pallone in un contrasto con Tonev.

Molinaro, Torino-Frosinone

Napoli-Sassuolo 3-1 (arbitro Giacomelli)

Albiol allarga la gamba sinistra e commette fallo su Sansone: corretta l’assegnazione del rigore al Sassuolo.

Albiol, Napoli-Sassuolo

Acerbi e Peluso tengono in gioco Insigne, autore dell’assist per Callejon, in occasione del pareggio partenopeo. Sul sinistro di Duncan, Hysaj ha il gomito attaccato al corpo: intervento involontario, giusto non fischiare rigore. Analogamente Acerbi colpisce il pallone prima con la gamba, poi con il braccio su un pallone messo in area da Mertens mentre, nel primo tempo, Consigli calcia da distanza ravvicinata la sfera addosso ad Acerbi: fa bene l’arbitro a lasciar correre. L’unica imprecisione è l’ammonizione – l’unica del match – ai danni dello stesso Acerbi che s’infuria nel finale: nella circostanza il difensore si limita a prendere la posizione, è semmai Higuain a commettere fallo.

Genoa-Palermo 4-0 (arbitro Celi)

Andelkovic espulso per doppia ammonizione: corretti entrambi i gialli, il primo per un fallo da dietro fuori tempo su Suso, il secondo per un placcaggio (classico fallo tattico) su Diego Capel.

Udinese-Juventus 0-4 (arbitro Rocchi)

La punizione del vantaggio bianconero nasce da una manata di Badu sul viso di Asamoah.

Badu,Udinese-Juve

Ingenuo il centrocampista che giustamente non viene espulso, perché, oltre alla considerevole distanza dalla porta, Asamoah si era allargato lateralmente (direzione dell’azione).

Badu, Udinese-Juventus

Sul gol di Khedira, il tedesco si trova dietro la linea del pallone sull’assist di Dybala che a sua volta era stato ‘servito’ da Widmer, sempre di testa, a sanare qualsiasi eventuale posizione irregolare.

Danilo, Udinese-Juventus

Poco prima del rosso diretto a Danilo – corretto per l’evidente opportunità di segnare una rete negata a Mandzukic – Badu ferma Dybala, ma si tratta di un contatto spalla a spalla seppur energico.

Roma-Verona 1-1 (arbitro Massa)

In occasione del gol del momentaneo vantaggio dei giallorossi con Nainggolan, Dzeko si trova in evidente posizione di fuorigioco. La squadra arbitrale, però, convalida giustamente la rete in quanto il bosniaco non partecipa all’azione. Corretta anche la valutazione sul rigore concesso all’Hellas. Castan, infatti, entra in scivolata su Wszolek senza trovare il pallone, ma solo il piede sinistro dell’avversario.

Castan, Roma-Verona

Bologna-Lazio 2-2 (arbitro Di Bello)

Al 4’ timide proteste biancocelesti per una presunta gomitata di Destro a Mauricio: l’attaccante, di spalle, allarga il braccio per prendere la posizione. Il gesto sembra fortuito e non è violento, in ogni caso andava concesso il fallo.

Destro, Bologna-Lazio

Da valutare la posizione dello stesso Destro in occasione del gol del Bologna al 18’: l’attaccante dei rossoblù è, in realtà, leggermente oltre il penultimo difensore non quando riceve il pallone per la rete – in quel caso parte in posizione regolare dietro a Radu, sul tocco di Gastaldello – ma sull’avvio dell’azione quando intercetta quasi da difensore un cross su punizione dalla sinistra.

Masina, Bologna-Lazio

Al 69’, sul calcio di rigore assegnato alla Lazio viene espulso Masina per la chiara occasione da gol: Klose era pronto a calciare in porta, ma l’intervento di Masina sul tedesco sembra veniale, al contrario di quello di Rossettini che rifila all’attaccante una tacchettata sulla coscia.

Rossettini, Bologna-Lazio

Chievo-Empoli 1-1 (arbitro Abisso)

Regolare la posizione di Tonelli sulla rete del pareggio toscano: sul tiro da fuori di Zielinski il difensore è in linea con Castro, penultimo difendente, mentre Barba non ostruisce la visuale di Bizzarri.

Tonelli, Chievo-Empoli

Carpi-Sampdoria 2-1 (arbitro Mariani)

Gagliolo viene correttamente ammonito due volte per situazioni analoghe: due sgambetti da dietro su Cassano che si era liberato del pallone.

Gagliolo, Carpi-Sampdoria

Il difensore rischia in altre due circostanze su Eder: nel primo tempo per una scivolata in area di rigore, nella ripresa per un’entrata imprudente in tackle, anche se il gioco era stato giustamente fermato per il fuorigioco dell’italo-brasiliano. Netto il fallo da rigore di Fernando su Di Gaudio.

Fernando, Carpi-Sampdoria

Meritava il rosso anche Soriano: il centrocampista protesta andando corpo a corpo con l’arbitro per una punizione non concessa; ammonito, continua a protestare con insistenza, ma viene perdonato.

Milan-Fiorentina 2-0 (arbitro Doveri)

Regolari i due gol rossoneri: Bacca è tenuto in gioco da Tomovic sul passaggio di Bonaventura, Boateng da Roncaglia sul lancio di Kucka.

Un arbitro turco sfoggia le scarpe di… Cristiano Ronaldo!

99 Comments

Nella gara vinta per 3-1 dal Galatasaray contro il Karsiyaka, valida per la Coppa di Turchia, l’inatteso protagonista è stato l’arbitro. Sarper Baris Saka ha, infatti, messo in mostra le scarpe di Cristiano Ronaldo, particolare prontamente catturato dalle telecamere e rimbalzato in rete su tutti i social network.

https://twitter.com/susgarret/status/686333250596417538%20

Il direttore di gara turco ha indossato precisamente il modello ‘Mercurial Superfly CR7 Nike’, ideato dalla multinazionale statunitense per il fuoriclasse portoghese in occasione della partita dello scorso 21 novembre giocata dal Real Madrid contro il Barcellona.

https://twitter.com/Eurosport_IT/status/687021520267407361

Restando in tema di calzature, è impossibile dimenticare il gesto di Arda Turan, che dopo aver perso una scarpa in un contrasto con Dani Alves, pensò bene di lanciarla contro un assistente per la mancata concessione del fallo a favore. La partita era Atletico Madrid-Barcellona 2-3 (quarti di finale di Coppa del Re della scorsa stagione), l’arbitro Jésus Gil Manzano che lo sanzionò con…un’ammonizione!

Difficilmente quell’assistente indosserà scarpe di Arda Turan, contrariamente al collega turco mentre il giocatore dell’Atletico – curiosamente della medesima nazionalità – si candida a recitare un ruolo da protagonista alle Olimpiadi di Rio…

https://twitter.com/partidoapartido/status/560816954265448449%20

La moviola della 19esima giornata di Serie A

106 Comments

Analizziamo gli episodi più discussi del weekend che ha concluso il girone d’andata del campionato all’indomani di una svolta storica: la decisione, comunicata dall’International Board alle Federazioni, di dare il via alla sperimentazione della moviola in campo.

Carpi-Udinese 2-1 (arbitro Fabbri)

Al 39’ su un cross di Letizia dalla sinistra, Lollo finisce a terra dopo una leggera spinta di Piris. L’arbitro giustamente non fischia il rigore, il contatto in effetti è veniale.

Fiorentina-Lazio 1-3 (arbitro Rizzoli)

Al 3’ Hoedt e Kalinic si trattengono a vicenda in area: fa bene Rizzoli a lasciar proseguire.

Hoedt, Fiorentina-Lazio

Al 22’ del primo tempo Mauricio stende Kalinic che si stava involando verso la porta: il croato si allarga leggermente e l’arbitro propende per il giallo.

Mauricio, Fiorentina-Lazio

Per configurare un’evidente opportunità di segnare una rete, infatti, bisogna tener presente “la direzione dello sviluppo dell’azione di gioco”. In questo caso siamo veramente al limite.

Fiorentina-Lazio,Mauricio

Altra valutazione complicata al 33’ della ripresa: contatto in area tra Mauricio e Kalinic (tanto per cambiare). Entrambi vanno alla ricerca del pallone, l’architetto bolognese lascia correre e la scelta appare condivisibile. Un minuto dopo, invece, Rizzoli risparmia il secondo giallo a Hoedt che entra fuori tempo su Rossi a pallone lontano.

Hoedt,Fiorentina-Lazio

Roma-Milan 1-1 (arbitro Orsato)

Regolare il gol del vantaggio giallorosso di Rudiger. Il difensore è nettamente in gioco al momento della punizione calciata da Pjanic. Al 25′ Szczesny, in uscita, anticipa Bacca lanciato a rete: l’intervento del portiere polacco è pulito. Al 42′ Florenzi vince un rimpallo, Luiz Adriano interviene sul pallone, ma viene fischiata la punizione e comminato il giallo all’attaccante. Provvedimento troppo severo per Luiz Adriano che rischia la seconda ammonizione nella ripresa per un intervento duro su Castan. Direzione di gara comunque all’altezza da parte di Orsato che allontana Mihajlovic, reo di aver calciato via una bottiglietta dopo un errore sotto porta di Kucka. Pochi giorni fa era toccata a Ventura per due pugni sulla panchina: forse le disposizioni che ricevono gli arbitri in merito a comportamenti sopra le righe da parte degli allenatori sono un po’ troppo rigide in questi frangenti.

https://twitter.com/Sport_Mediaset/status/685930329379614722%20

Inter-Sassuolo 0-1 (arbitro Doveri)

All’8’ c’è l’episodio che fa infuriare Mancini. Berardi è di spalle, tenta di colpire il pallone in semirovesciata e a quel punto allarga le braccia rifilando una manata a D’Ambrosio: a velocità normale il gesto sembra naturale e involontario. Il discorso cambia dopo aver visto il replay considerata anche la recidività dell’attaccante. In ogni caso potremmo definirla un’espulsione “televisiva”, difficilmente risolvibile anche con la moviola in campo dato che rientriamo nei meandri dell’interpretazione.

Berardi, Inter-Sassuolo

Al 33’ viene risparmiato un giallo a Peluso che interviene con imprudenza su Kondogbia.

Peluso, Inter-Sassuolo

Al 67’ viene ammonito Cannavaro, ma in realtà il cartellino andava mostrato a Ljajic per simulazione.

Cannavaro, Inter-Sassuolo

Al 70’ rischia il rosso Medel per un fallo di reazione, dopo aver perso palla, su Sansone. A quel punto l’attaccante affronta a muso duro il cileno rischiando a sua volta una sanzione disciplinare.

Medel, Inter-Sassuolo

In occasione del rigore decisivo, Defrel parte in posizione di fuorigioco non punibile a inizio azione: il fallo di Miranda è netto e si concretizza in area, il provvedimento disciplinare è discutibile. Tra i parametri della chiara occasione da gol c’è il possesso del pallone o la probabilità di ottenerlo.

Miranda, Inter-Sassuolo

Atalanta-Genoa 0-2 (arbitro Guida)

Il gol che sblocca il match andava annullato. Sul tiro al volo di Dzemaili, Pavoletti è in off-side a pochi metri da Sportiello e interferisce essendo sulla traiettoria del pallone tanto da abbassarsi. L’assistente Stallone non alza la bandierina. Corretto non fischiare rigore sul contatto Toloi-Pavoletti.

Dzemaili, Atalanta-Genoa

Bologna-Chievo 0-1 (arbitro Gavillucci)

Al 38’ viene assegnato un penalty al Bologna: Frey allarga la gamba e non fa in tempo a ritrarla su Giaccherini.

Cacciatore, Bologna-Chievo

Regolare il gol-partita: Cacciatore, autore dell’assist, è in linea con Gastaldello per una questione di centimetri mentre sul tiro di Pepe M’Poku è tenuto in gioco da Oikonomou e comunque non impalla Mirante come è possibile verificare da questo fotogramma: bravo l’assistente Paganessi.

Pepe, Bologna-Chievo

Frosinone-Napoli 1-5 (arbitro Tagliavento)

Regolare il gol con cui Albiol sblocca il risultato al 20′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Zappino, infastidito dal sole, non subisce fallo da Higuain. Netto anche il rigore che porta al 2-0 di Higuain, appena entrato in area: Crivello allarga la gamba destra atterrando proprio l’attaccante argentino.

Crivello, Frosinone-Napoli

Al 55’ fischiato un fallo a Dionisi (che va su tutte le furie) su Strinic al limite dell’area partenopea, ma semmai è l’attaccante a subirlo.

Strinic, Frosinone-Napoli

Torino-Empoli 0-1 (arbitro Gervasoni)

A metà primo tempo contatto spalla contro spalla tra Benassi e Paredes in area empolese: non ci sono gli estremi del rigore. Nella ripresa il Torino protesta per un tocco di mano di Costa sul tiro di Glik: fa bene Gervasoni a non rilevare la presunta irregolarità. Nessun dubbio sulla rete di Maccarone, tenuto in gioco da Moretti: l’attaccante dell’Empoli si trova in posizione regolare sul passaggio di Pucciarelli.

Verona-Palermo 0-1 (arbitro Banti)

Al 37′ manca un calcio di rigore in favore dei padroni di casa per un fallo di Gonzalez su Pazzini: l’attaccante ruba palla al difensore che a quel punto lo affossa con eccessivo mestiere per rimediare, sotto gli occhi dell’addizionale Manganiello.

Pazzini, Verona-Palermo

Trattenuta reciproca tra Goldaniga e Toni al 67’: viene fischiato un fallo contro l’attaccante, in ogni caso giusto non accordare il rigore.

Sampdoria-Juventus 1-2 (arbitro Mazzoleni)

Al 14’ della ripresa Rugani si aiuta appoggiando le mani sulla schiena di Ivan: manca un rigore alla Sampdoria.

Rugani, Sampdoria-Juventus

Corretto il rosso diretto a carico di Moisander che stende Zaza in scivolata senza avere nessuna possibilità di intervenire sul pallone: classico esempio di vigoria sproporzionata. All’inizio dell’azione Bonucci era intervenuto sul pallone, anche se la sua gamba, ricadendo, impatta energicamente contro quella di Fernando.

La moviola della 18esima giornata di Serie A

115 Comments

Analizziamo gli episodi più discussi della giornata di campionato, la prima del 2016.

Genoa-Sampdoria 2-3 (arbitro Valeri)

Fischia poco e fa bene Valeri che decide di non fermare il gioco per contatti veniali. Uno di questi è il contrasto duro, ma tutto sommato regolare, di Carbonero su Ansaldi in occasione del raddoppio della Sampdoria: l’arbitro romano mantiene lo stesso metro di giudizio. Rincon resta a terra, dopo un contrasto con Moisander: Cassano si ferma per farlo soccorrere, De Maio gli ruba palla e prosegue l’azione attirandosi l’ira degli avversari e di Montella.

Carbonero, Genoa-Sampdoria

Udinese-Atalanta 2-1 (arbitro Cervellera)

Rigore netto negato all’Udinese prima del vantaggio di Thereau. De Roon, senza possibilità di prendere il pallone, frana in maniera scomposta e in netto ritardo su Perica: né Cervellera né Banti, l’addizionale, segnalano l’irregolarità.

De Roon, Udinese-Atalanta

Nella ripresa, un tiro-cross di Bruno Fernandes viene parato da Sportiello e Thereau insacca in ribattuta: il fuorigioco rilevato ai danni del francese non c’era. Era in off-side Badu che, però, non partecipa all’azione.

Thereau, Udinese-Atalanta

Chievo-Roma 3-3 (arbitro Irrati)

Dopo Atalanta-Napoli, per la seconda volta consecutiva bisogna ricorrere alla Goal Line Technology: la rete del 3-3 di Pepe sarebbe stata quasi impossibile da vedere a velocità normale con l’occhio umano. In questo caso l’ausilio tecnologico risulta determinante per consentire al team arbitrale di prendere la decisione corretta.

Pepe, Chievo-Roma

Juventus-Verona 3-0 (arbitro Calvarese)

Contatto tra Bianchetti e Pogba, ma il francese accentua la caduta. Calvarese fa bene a lasciar correre. Corretto tenere abbassata la bandierina sul 3-0 di Zaza, partito in posizione regolare su passaggio filtrante di Pogba.

Lazio-Carpi 0-0 (arbitro Russo)

Nel primo tempo, decisione non semplice sul gol annullato a Zaccardo: la gamba sinistra di Onazi resta bassa, ma il giocatore del Carpi sembra comunque oltre la linea di qualche millimetro.

Zaccardo, Lazio-Carpi

Nella ripresa, proteste laziali per un contatto in area Pasciuti-Keita: il difendente si aiuta con il braccio destro, ma l’attaccante si lascia cadere con troppa facilità e con un attimo di ritardo.

Pasciuti, Lazio-Carpi

Milan-Bologna 0-1 (arbitro Massa)

Il fischietto ligure giudica bene al 13′ il mancato contatto in area tra Mounier e Mexes: corretta l’ammonizione per simulazione nei confronti del rossoblù. Al 29’ l’arbitro ferma il gioco e riprende con una sua rimessa: tutto nasce da un’errata chiamata di fuorigioco ricevuta in auricolare dall’assistente Passeri. Episodio singolare poiché Bonaventura non si libera mai del pallone per poi conquistare un calcio d’angolo. Annullato un gol a Bacca per fuorigioco e non per un fallo su Oikonomou: sul cross di Cerci il colombiano è leggermente davanti a Gastaldello (ricordiamo che si può segnare anche con la spalla), il penultimo difensore. L’assistente Fiorito vede bene un fuorigioco per nulla banale.

Bacca, Milan-Bologna

All’85’, dopo il gol subito dai rossoneri, Mexes entra fuori tempo in tackle su Mounier: l’ammonizione è inevitabile, il giocatore del Bologna ha la prontezza di spostarsi di qualche centimetro per evitare che il piede del francese affondi con conseguenze gravi. L’espulsione per vigoria sproporzionata non avrebbe scandalizzato nessuno.

Palermo-Fiorentina 1-3 (arbitro Damato)

Regolare la rete dell’1-3 di Blaszczykowski che chiude la partita. Il polacco parte in posizione regolare al momento del passaggio in profondità di Borja Valero: a tenerlo in gioco è Struna.

Sassuolo-Frosinone 2-2 (arbitro Pairetto)

Proteste ciociare in avvio di primo tempo, con Sammarco a terra dopo un contatto con Acerbi in area neroverde. Il difensore rischia allargando il braccio destro, ma la decisione dell’arbitro è condivisibile.

Acerbi, Sassuolo-Frosinone

Diakité colpisce con il braccio (appena fuori area) un pallone arrivatogli improvvisamente dalla testa di Floro Flores: il difendente non aumenta il volume del corpo e la distanza è molto ravvicinata per giustificare un fischio. Giusto lasciar proseguire.

Diakité, Sassuolo-Frosinone

In pieno recupero di secondo tempo, Sassuolo in dieci per l’espulsione di Pellegrini. Se la prima ammonizione, per fallo su Pavlovic, era stata un po’ fiscale nella prima frazione, in questo caso non ci sono dubbi: l’intervento è imprudente senza nessuna chance di prendere il pallone, ai limiti della vigoria sproporzionata. Il centrocampista poteva subire il rosso diretto.

Pellegrini, Sassuolo-Frosinone

Empoli-Inter 0-1 (arbitro Celi)

Nel primo tempo, Maccarone sente un tocco da parte di Murillo fuori area, ma aspetta qualche secondo e si lascia cadere in area di rigore: troppo fiscale l’assegnazione della punizione da parte di Celi.

Murillo, Empoli-Inter

Sugli sviluppi Miranda rischia trattenendo Pucciarelli: l’attaccante non fa nulla per restare in piedi e accentua, ma è bene ricordare che sulla trattenuta i concetti di negligenza, imprudenza e vigoria sproporzionata non vengono contemplati.

Miranda, Empoli-Inter

Nella ripresa, Murillo ferma Pucciarelli, lanciato da Saponara, in area dopo aver sfiorato il pallone senza essere riuscito ad allontanarlo: la gamba destra del difensore, che allarga anche il braccio sinistro, tocca la gamba destra dell’attaccante. C’erano gli estremi per il penalty: Celi e l’addizionale Fabbri non sono di questo avviso. A quel punto Nagatomo appoggia all’indietro per Handanovic che raccoglie la sfera con le mani, ma il calcio di punizione indiretto non viene concesso.

Murillo,Empoli-Inter

Napoli-Torino 2-1 (arbitro Di Bello)

Ghoulam interviene in scivolata su Bruno Peres e lo tocca ingenuamente: corretta l’assegnazione del rigore al Torino. È regolare la posizione di Hamsik sull’assist filtrante di Insigne in occasione del 2-1 partenopeo. Nella ripresa corretto il giallo per Bovo, per un’entrata imprudente su Mertens. Involontaria la manata di Acquah, già ammonito, su Higuain. Giusta la valutazione di Di Bello che, nel finale, allontana sia Sarri, che era uscito dalla sua area tecnica per protestare dopo un fallo non concesso a Koulibaly, che Ventura, probabilmente per aver tirato due pugni sulla panchina dopo un errore di Bovo.

La moviola della 17esima giornata di Serie A

7 Comments

Analizziamo le decisioni più discusse nell’ultima giornata di campionato del 2015.

Bologna-Empoli 2-3 (arbitro Mariani)

L’azione da cui nasce l’1-1 di Brienza è regolare: il fantasista lancia in profondità Destro che parte in posizione di fuorigioco, ma la sua posizione viene sanata dalla giocata di Tonelli. L’attaccante subisce quindi fallo da Costa al limite dell’area: non è rigore, vedono bene sia Mariani che l’assistente Alassio anche se l’ammonizione per Costa è generosa. Con Destro in posizione centrale e in possesso del pallone c’erano gli estremi per l’evidente opportunità di segnare una rete. Regolare anche il secondo gol di Maccarone: il pallone servitogli da Pucciarelli non era uscito interamente dal terreno di gioco, anche se l’arbitro fischia un attimo prima che il pallone varchi la linea generando incertezza. Nel finale Destro colpisce la traversa: sulla respinta Mario Rui interviene su Masina facendogli perdere l’equilibrio. Sarebbe stato rigore e secondo giallo con la conseguente espulsione. Non è di questo avviso l’addizionale Ripa.

Bologna-Empoli, Masina

Carpi-Juventus 2-3 (arbitro Giacomelli)

Regolare la rete del momentaneo 1-1 di Mandzukic. Gagliolo infatti tiene in gioco tutti al momento del tiro di Khedira da cui poi nasce il gol del croato. A quel punto Evra e Dybala si trovano entrambi in posizione di fuorigioco passivo perché non interferiscono nella visuale del portiere. Nella ripresa è corretto anche l’annullamento al 20′ del gol del 4-1 di Rugani. L’ex difensore dell’Empoli al momento del tiro era, infatti, in off-side. All’8’ risparmiato un cartellino giallo a Cuadrado che ferma una promettente azione avversaria.

Fiorentina-Chievo 2-0 (arbitro Tagliavento)

Sul gol di Kalinic, il croato è tenuto in gioco da Dainelli. Valutazione corretta come quella che concerne un tocco di petto di Ilicic, nonostante i clivensi reclamassero un fallo di mano in area. Non c’era l’ammonizione ai danni di Gamberini: contrasto testa contro testa fortuito tra il difensore e Kalinic. Infine, contatto spalla a spalla in area di rigore tra Cacciatore e Borja Valero: Tagliavento lascia correre e fa bene.

Atalanta-Napoli 1-3 (arbitro Rocchi)

Il rigore che consente il primo utilizzo della Goal Line Technology in Italia è una decisione inevitabile: stoppata pallavolistica di de Roon (che doveva essere ammonito). Al 71’ prima ammonizione per Jorginho che si appende a Gomez (classico fallo tattico) e dà la mano all’arbitro in segno di approvazione. Due minuti dopo, però, il centrocampista entra con il piede a martello se de Roon: punito per imprudenza, corretto il secondo giallo. Paletta stende Mertens che si era involato verso la porta al 90’: giusto anche il secondo rigore per il Napoli e l’espulsione del difensore per la chiara occasione da gol.

Roma-Genoa 2-0 (arbitro Gervasoni)

Al 22’, Nainggolan irrompe su Ntcham con un colpo da arti marziali: ammonito, il belga cercava il pallone ma meritava l’espulsione per vigoria sproporzionata.

Nainggolan, Roma-Genoa

Dieci minuti dopo lo stesso Nainggolan ferma un passaggio tra due avversari toccando con un netto fallo di mano il pallone indirizzato da Laxalt a un compagno: manca il secondo giallo. Nel prosieguo del match, il belga rischia per la terza volta con un pestone a Tachtsidis.

Laxalt, Roma-Genoa

Pjanic interviene in scivolata andando dritto sulla caviglia di Rincon con il piede a martello: anche il bosniaco doveva essere punito con il cartellino rosso.

Pjanic, Roma-Genoa

Al 26’ della ripresa, sul tiro da distanza ravvicinata di Dzeko, Munoz intercetta la sfera prima che finisca in maniera accidentale sul suo braccio: giusto lasciar correre. Al 74’ Dzeko viene espulso dopo aver mandato ripetutamente l’arbitro “a quel paese” in un inglese standard.

Verona-Sassuolo 1-1 (arbitro Guida)

Giusto convalidare entrambe le reti: sul gol del Sassuolo, Floccari al momento del cross di Vrsaljko è tenuto in gioco da Bianchetti. Dalla parte opposta Toni è perfettamente in linea con Cannavaro prima di segnare l’1-1. Al 45′ Bianchetti tocca la caviglia di Floro Flores. Il contatto sembra avvenire sulla linea dell’area di rigore: l’arbitro è lontano dall’azione e non fischia nemmeno la punizione dal limite.

Bianchetti, Verona-Sassuolo

Torino-Udinese 0-1 (arbitro Gavillucci)

L’azione del gol-partita di Perica nasce da un contatto tra Zappacosta e Felipe al limite dell’area bianconera: l’arbitro lascia correre e in effetti non sembra nulla di vistoso. Corrette entrambe le ammonizioni di Wague: prima stende Quagliarella da dietro in tackle (imprudente), poi lo ferma al limite dell’area interrompendo un’azione promettente: al momento dell’espulsione, al 64’, meritava il giallo anche l’attaccante granata che chiede con insistenza il cartellino per il suo avversario (prassi consolidata, soprattutto in Italia, ma da punire).

Sampdoria-Palermo 2-0 (arbitro Fabbri)

Zamparini è furibondo nei confronti di Fabbri. Al 21’ Gilardino viene trattenuto per un braccio da Cassani: c’erano gli estremi per il rigore con tanto di espulsione per il difendente. Per la trattenuta non sono previsti i parametri della negligenza, imprudenza o vigoria sproporzionata.

Cassani, Sampdoria-Palermo

Al 3’ della ripresa, lo stesso attaccante rosanero finisce a terra in area, ma il punto di contatto con Moisander è al limite dell’area. Viene fischiato il fallo in attacco (che senza dubbio non c’è): il difensore perde l’equilibrio, ma poi Gilardino si lascia andare anziché concludere a rete a porta sguarnita. Comprensibili le proteste del Palermo nel recupero: netto il fallo di Lazaros su Djurdjevic, ingiustamente ammonito per simulazione. Oltre al danno la beffa.

Djurdjevic, Sampdoria-Palermo

Frosinone-Milan 2-4 (arbitro Banti)

Buona la collaborazione tra Barbirati e Banti sul primo gol del Milan. Il Frosinone reclama per una gamba tesa di Bonaventura che, però, anticipa correttamente Leali. Altra protesta per il giallo a Romagnoli, per il quale i ciociari chiedevano il rosso: il fallo è molto evidente, ma il colore del cartellino è giusto perché non c’è la chiara occasione da rete: tra i requisiti c’è, infatti, la distanza dalla porta, in questo caso considerevole. Si era quasi a centrocampo e in posizione defilata. Banti poteva comunque aspettare ad emettere il fischio perché toglie il vantaggio a Dionisi.

Frosinone-Milan, Romagnoli

Sull’1-2 rigore non concesso al Milan: Ciofani commette fallo su Bonaventura con uno sgambetto, Banti è vicino all’azione.

Bonaventura, Frosinone-Milan

Inter-Lazio 1-2 (arbitro Mazzoleni)

In Italia un calcio di punizione a due viene vissuto come una novità (abbiamo perso l’abitudine), ma la decisione di Mazzoleni è corretta: il retropassaggio al volo di Radu viene bloccato con le mani da Berisha, la cui ingenuità è palese dato che il portiere pensa solo a evitare un calcio d’angolo. Corretto anche il punto di battuta: “Un calcio di punizione indiretto, accordato all’interno dell’area di porta, deve essere eseguito dalla linea dell’area di porta, parallela alla linea di porta, nel punto più vicino a quello in cui è stata commessa l’infrazione”. Semmai è la distanza della barriera a non essere adeguata: di solito è 9,15 metri, ma in questo caso doveva essere posizionata sulla linea di porta.

Barriera, Inter-Lazio

Icardi parte in posizione regolare in occasione del momentaneo pareggio dell’Inter. Felipe Melo, nel finale, affossa Milinkovic-Savic in area: giusta l’assegnazione del rigore. Il brasiliano completa l’opera con un’entrata da Kung Fu su Biglia: lampante l’espulsione per condotta violenta.

Giustamente espulso anche Milinkovic-Savic: già ammonito per non aver rispettato la distanza su un calcio di punizione avversario, allontana il pallone a gioco fermo con l’intento di perdere tempo nel recupero. Anzi, il centrocampista doveva essere sanzionato con il secondo giallo al 77’: anche in quel frangente non aveva rispettato la distanza regolamentare.

Milinkovic-Savic, Inter-Lazio

La svolta storica della Sezione AIA di Milano: gli arbitri si costruiscono la loro casa

23 Comments

Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo lo cambiano davvero” (Albert Einstein). Venerdì 11 dicembre 2015 la Sezione Arbitri di Milano ha cambiato il suo mondo, ha riscritto la sua storia con la folle ambizione di innalzare il prestigio della città e dell’AIA tutta. L’ha fatto a modo suo, con il sudore della fronte e con il lavoro dei suoi associati che hanno trasformato dei ruderi abbandonati, dei locali disastrati, nella Sezione più bella d’Europa per la categoria arbitrale.

Il Centro Sportivo Saini diventa così la nuova casa dei fischietti di Milano, città in cui l’Associazione Italiana Arbitri è nata 104 anni fa. Gli arbitri del capoluogo lombardo, all’incirca 630 unità per 9700 gare dirette a stagione, meritavano di essere proprietari della loro abitazione e non semplici affittuari: “La Lega Nazionale Dilettanti ha commesso un errore – spiega il presidente Marcello Nicchi in riferimento al cambio di sede da via Pitteri -. Ha stabilito che a una certa ora la Sezione dovesse chiudere. La casa degli arbitri deve sempre restare aperta”. Al Saini era presente la Diocesi Ambrosiana, il Comitato Nazionale dell’Associazione al gran completo, l’assessora allo sport Chiara Bisconti e tutte le cariche istituzionali che l’evento richiedeva. È la straordinaria vittoria di Luca Sarsano al termine della partita più appassionante della sua carriera: il giovane presidente dell’AIA Milano, quasi in lacrime, ha ringraziato coloro che l’hanno sostenuto in questa folle – nell’accezione più vicina allo “Stay hungry, stay foolish” di Steve Jobs – avventura. Il suo merito più grande è quello di aver costruito una squadra di uomini, prima che di direttori di gara, dimostrando che l’arbitraggio va ben al di là dell’andare in campo nel weekend per garantire la regolarità dei campionati: l’arbitro deve essere un esempio di lealtà, di spirito di sacrificio, di quella “rettitudine” che il Vescovo ausiliare Tremolada ha sottolineato nell’omelia della celebrazione che ha aperto la serata. Non potevano mancare i ringraziamenti ad Andrea Fanzago del Comune di Milano, alla stessa Chiara Bisconti, a chi ha dato il via ai lavori di ristrutturazione, dall’associato Stoilov al geometra Malaspina, al consiglio direttivo ma soprattutto a tutti quei ragazzi che, per la prima volta nella loro vita, hanno usato un pennello costruendo mattone dopo mattone una struttura che oggi può essere presa a modello. Con il taglio del nastro Milano ha aperto le porte dell’ex Sezione Umberto Meazza, fondatore dell’AIA, ribattezzata Meazza-Campanati, in onore dell’indimenticabile “Presidentissimo” Giulio Campanati. Nel cuore della nuova casa spicca un cortile dove è stata posizionata una pianta d’ulivo: “Una pianta fragile ma con delle radici forti. L’ulivo come metafora del dirigente che pianta il seme e attende con pazienza che l’albero cresca iniziando a dare i suoi frutti”, ha chiosato Alberto Zaroli, componente del Comitato Nazionale. Non era facile trovare dei locali idonei nel capoluogo lombardo considerate le risorse economiche a disposizione. Non era facile riuscirci in poco tempo dopo un invito non troppo implicito a cambiare aria. Gli arbitri di Milano ora possono anche vantare un polo di allenamento all’interno delle loro mura. Inizia così una nuova era per la Sezione Meazza-Campanati, chiamata a diventare un’eccellenza nel mondo dello sport nazionale. Tutti coloro che l’hanno creata si sono ritagliati un piccolo spazio nella sua storia e chi è stato arbitro può affermare con fierezza di sentirsi arbitro per sempre.

La moviola della 16esima giornata di Serie A

106 Comments

Genoa-Bologna 0-1 (arbitro Di Bello)

Al 4’ Diawara entra a piedi uniti su Izzo con totale noncuranza delle conseguenze per l’avversario: il giocatore del Bologna doveva essere quantomeno ammonito per imprudenza.

Diawara, Genoa-Bologna

Al 36’ del secondo tempo Perotti viene espulso per condotta violenta: chiara la gomitata ai danni di Diawara, a sua volta giustamente ammonito per la trattenuta che l’aveva provocata. Lo stesso Diawara, in occasione dello 0-1, riceve il secondo giallo a causa di un’esultanza sopra le righe. È bene ricordare che, secondo la Regola 12, un calciatore deve essere ammonito se: “A giudizio dell’arbitro, fa gesti che sono provocatori o derisori”.

Palermo-Frosinone 4-1 (arbitro Doveri)

Goldaniga, Palermo-Frosinone

Il gol del vantaggio del Palermo era da annullare: l’assistente Gava non rileva la posizione irregolare di Goldaniga che, inoltre, stoppa il pallone con il braccio destro per poi depositarlo in rete. Doveri e l’addizionale non se ne avvedono.

Goldaniga,Palermo-Frosinone

Nel finale del primo tempo, però, si assiste a un esempio di collaborazione ben riuscita tra Doveri e Gava: l’arbitro ammonisce Blanchard estraendo il cartellino rosso per somma di gialli. Il difensore del Frosinone assicura di non aver commesso il fallo mentre Gori ammette la colpa. Dopo un conciliabolo di circa un minuto e mezzo, la segnalazione di Gava a Doveri porta i suoi frutti: in effetti, il centrocampista era intervenuto con un pestone su Djurdjevic mentre il difensore era piombato in un secondo momento sul pallone. Blanchard resta quindi in campo mentre Gori se ne va felice come non mai per aver incassato l’ammonizione più gradita della sua carriera.

Gori, Palermo-Frosinone

Sassuolo-Torino rinviata (arbitro Celi)

In caso di nebbia, il regolamento parla chiaro: non c’era la visibilità da una porta all’altra. Semmai si potrebbe discutere sull’opportunità di fissare una partita alle ore 18 del 12 dicembre in Emilia dove la nebbia, si sa, è un fenomeno raro…

Udinese-Inter 0-4 (arbitro Massa)

Nei primi minuti l’Inter rimedia tre ammonizioni: corrette quelle a carico di Perisic e Ljajic mentre Telles è protagonista di un contatto assolutamente veniale su Widmer. Al contrario, Felipe Melo meritava il giallo per un’entrata in scivolata su Iturra. Nel complesso, la direzione del fischietto ligure e dei suoi assistenti è da promuovere: al 4’ della ripresa, Lodi calcia da fuori, Thereau devia la palla in rete, ma la sua posizione è nettamente irregolare: giusto annullare.

Chievo-Atalanta 1-0 (arbitro Pasqua)

Cherubin,Chievo-Atalanta

Al 44′ Cherubin ferma Castro da dietro: non è rigore, ma non viene fischiata nemmeno la punizione dal limite.

Paloschi,Chievo-Atalanta

Il momento più importante del match è quello che porta all’espulsione di Cherubin. Paloschi si lascia cadere in area di rigore (manca il giallo per simulazione) e poi cerca lo scontro frontale con il giocatore dell’Atalanta che cade nella trappola: atteggiamento prima provocatorio e poi ancora simulatorio – e meritevole di ammonizione – da parte di Paloschi in quanto ingigantisce le proporzioni dell’accaduto. La testata di Cherubin, per quanto lieve, è comunque da punire, il rosso è la conseguenza mentre il penalty è la beffa finale perché il tutto avviene con il pallone in gioco.

Cherubin-Paloschi, Chievo-Atalanta

Quando l’attaccante batte il rigore, Paletta (che poi recupererà il pallone) è abbondantemente dentro l’area dei 16 metri: il penalty doveva essere ripetuto.

Paloschi, Chievo-Atalanta

Nel finale, Kurtic commette un fallo da dietro su Hetemaj: giusto il giallo, come il seguente rosso diretto per un applauso ironico del centrocampista atalantino nei confronti di Pasqua.

Milan-Verona 1-1 (arbitro Valeri)

Al 32′ il Verona chiede un rigore per un contatto tra Alex e Toni: la trattenuta è appena accennata, corretto lasciar proseguire.

Bacca,Milan-Verona

Subito dopo Lo Cicero, il secondo assistente di Valeri, ferma Bacca in due occasioni per fuorigioco: in entrambi i casi, il colombiano si trovava in posizione regolare con Niang prima e Luiz Adriano poi a insaccare il pallone in rete a gioco fermo. Notiamo che, nella seconda circostanza, l’assistente è intralciato da Luiz Adriano che non riceverà il pallone e che si trova in off-side non punibile con il piede sinistro.

Bacca, Milan-Verona

Corretta la non chiamata di De Pinto sul vantaggio del Milan: Moras sbaglia il fuorigioco e permette al solito Bacca di concludere. Vede bene Valeri sul fallo da rigore di de Jong che frana da dietro su Greco, pronto a calciare in porta: inevitabile l’espulsione per l’evidente opportunità di segnare una rete.

De Jong, Milan-Verona

Nel finale, rischia molto Marquez che allunga le braccia e spinge in area di rigore Bonaventura.

Bonaventura, Milan-Verona

Empoli-Carpi 3-0 (arbitro Cervellera)

Due gialli in tutto il match: da manuale quello di Gagliolo su Saponara mentre Di Gaudio viene punito per simulazione dopo un presunto contatto con Laurini in area. Cervellera non sbaglia.

Napoli-Roma 0-0 (arbitro Rizzoli)

Complicatissima chiamata per Cariolato che segnala un fuorigioco di Callejon, sul cui cross Digne ferma il pallone con la mano: non si può parlare di errore.

Callejon, Napoli-Roma

Nella ripresa, sul pallone di Salah diretto a Digne, Mertens viene ammonito per un fallo di mano. Le proteste del belga sono vibranti, ma si tratta di un giallo ineccepibile poiché interrompe un passaggio tra due avversari.

Mertens, Napoli-Roma

Lo stesso Mertens, subito dopo, allarga in corsa il braccio sinistro sulla testa di Digne rischiando il secondo giallo.

Mertens,Napoli-Roma

La decisione più delicata della sfida sorride a Barbirati, subentrato all’assistente Cariolato dopo il singolare stiramento di quest’ultimo.

La sfera, sul cross di Rudiger per il colpo di testa vincente di De Rossi a fischio già emesso, esce oltre la linea di porta per poi rientrare. Barbirati d’istinto segnala immediatamente: non avendo certezze ma sensazioni, sempre d’istinto, merita un plauso.

Rudiger, Napoli-Roma

Juventus-Fiorentina 3-1 (arbitro Orsato)

Al 2’ l’addizionale Damato invita Orsato a fischiare il rigore per la Fiorentina sul contatto Bernardeschi-Chiellini: gamba sinistra contro gamba sinistra, decisione condivisibile e difensore passibile di ammonizione per aver interrotto un’azione promettente.

Bernardeschi, Juventus-Fiorentina

Fiscale l’ammonizione di Pogba (anche se le proteste dei bianconeri, che accerchiano Orsato, non sono a prescindere giustificabili) in un contrasto con Borja Valero, ammonito a sua volta (giustamente) per un intervento in netto ritardo su Marchisio. Non viene vista una deviazione di Gonzalo che avrebbe comportato un corner per la Juventus, ma questa è un’inezia rispetto all’unica vera macchia del team arbitrale: all’82’ Borja Valero va dritto su Mandzukic in area senza guardare il pallone e allargando il gomito destro. Nessun dubbio sul rigore e il centrocampista, meritevole quantomeno del secondo giallo, viene graziato in quanto passibile di rosso per condotta violenta.

Borja Valero, Juventus-Fiorentina

Lazio-Sampdoria 1-1 (arbitro Calvarese)

Gara sempre tenuta in mano dal fischietto di Teramo. Il momento clou è il 92’, quando Berisha esce dall’area di rigore per fermare l’avanzata di Muriel: punizione e giallo il provvedimento nei confronti del secondo portiere biancoceleste. È opportuno ricordare i parametri che delineano, secondo la Regola 12, un’evidente opportunità di segnare una rete: la distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta; la probabilità di mantenere o entrare in possesso del pallone; la direzione dello sviluppo dell’azione di gioco; la posizione ed il numero dei difensori. In questo caso viene a mancare il possesso del pallone quindi il direttore di gara fa bene a non espellere Berisha. Dalla punizione seguente Zukanovic realizza il pareggio.