Non solo VAR: anche FIFA 18 aggiorna le decisioni dell’arbitro

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È tempo di rivoluzioni in campo arbitrale e, mentre attendiamo con trepidazione l’inizio della prima stagione di Serie A con la VAR in modalità online, anche il virtuale corre ai ripari. Il team di sviluppo di FIFA 18 ha, infatti, stabilito di migliorare la figura dell’arbitro in modo molto accurato.

Le decisioni dei direttori di gara saranno più coerenti e verosimili con quelle del calcio reale. A chi non è capitato di prendersela per un’espulsione assurda o per un potenziale contropiede in campo aperto fermato magari per un precedente fallo assolutamente veniale?

Sono state molte le critiche e le segnalazioni ricevute dalla EA Sports per la questione arbitri sui precedenti capitoli del gioco ed è per questo che è stata realizzata un’approfondita ricerca e uno studio dei potenziali miglioramenti da introdurre. Anche nel virtuale l’arbitro starà al passo con i tempi.

Clamoroso: l’arbitro espelle 6 giocatori e fischia la fine, ma è errore tecnico

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Siamo in attesa di conoscere il verdetto del Giudice Sportivo anche se in questo caso non c’è molto spazio per la fantasia o le interpretazioni. È davvero clamoroso il caso di Sellero Novelle-San Giovanni Bosco Bienno, derby valevole per il campionato di prima categoria bresciana.

La gara è molto calda e l’arbitro espelle ben 6 giocatori fischiando la fine del match in anticipo, dopo soli 75 minuti di gioco, nella convinzione che il Bienno non abbia più il numero minimo di calciatori per poter proseguire la gara. In realtà, il sesto cartellino rosso, sventolato sul 4-3 per i padroni di casa, decreta il 9 contro 7. Sette come il numero minimo consentito dal regolamento.

IL CLAMOROSO CASO DI SELLERO BIENNO: Il direttore di gara con il triplice fischio decreta la fine del derby al 37° del secondo tempo dopo l'espulsione che lascia il Bienno in 7 ( numero minimo per giocare). Tra la festa del Sellero, che vinceva 4-3, e le proteste del Bienno, torna sui suoi passi capendo l'errore in un secondo momento. Il Sellero è pronto a scendere in campo, il Bienno dichiara che i suoi giocatori hanno già fatto la doccia e la partita finisce qui. Pronto il ricorso del Bienno per errore tecnico del direttore di gara.

Posted by Lunedì Sport on Sunday, 12 February 2017

Tra lo stupore e le proteste del pubblico arriva, però, il triplice fischio che manda le squadre negli spogliatoi. Dieci minuti più tardi, durante la doccia, l’arbitro si rende conto dell’errore e richiama le due formazioni in campo. Il Sellero è pronto, ma il Bienno dichiara che i suoi giocatori hanno già fatto la doccia. Tutti a casa. Il Bienno ha quindi presentato ricorso per errore tecnico del direttore di gara.

In Cina comprano tutti, anche gli arbitri. Clattenburg: “Se facessero un’offerta…”

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Comprare Oscar, Tevez e tentare Cristiano Ronaldo con cifre da capogiro evidentemente non basta ai cinesi che si vogliono assicurare anche qualche celebre arbitro per lanciare la Chinese Super League e renderla appetibile ad ogni livello.

Mark Clattenburg, che ha arbitrato le più grandi finali di calcio del 2016 (Europeo, Champions League e FA Cup), ammette che non scarterebbe questa ipotesi:

Non c’è un’offerta sul tavolo, ma se mi facessero un’offerta, verrebbe presa in considerazione… Al momento ho ancora il piacere di lavorare per la Premier League e per la UEFA

Il 41enne direttore di gara è stato nominato “Arbitro dell’anno” a una cerimonia di premiazione all’inizio di questa settimana a Dubai e ha riconosciuto che sarebbe di suo gradimento poter aiutare un paese come la Cina a innalzare i suoi standard arbitrali:

La Cina sta cercando sicuramente di far crescere il suo calcio e l’arbitraggio è una parte importantissima di questo sport. Se l’occasione arriva, magari più avanti… Ora sono sotto contratto con la Premier League

Clattenburg, nella sua intervista ad Associated Press, pensa anche al futuro: “Devo guardare in prospettiva la mia carriera a lungo termine. Per quanto tempo posso essere un arbitro? Sono in Premier League da 12 anni. Questi sono stati 12 anni meravigliosi”. Infine, ci tiene però a specificare che non è una questione di soldi:

Il denaro non ha mai guidato un arbitro… È la possibilità di fare qualcosa di diverso, magari aiutando il reclutamento. Se non è successo ora, proverò a farlo in futuro, un po’ come ha fatto Howard Webb (in Arabia Saudita), dove si potrà dare una mano per creare una nuova realtà arbitrale

Se dovesse lasciare la Premier ci potremo comunque consolare con l’ineguagliabile Mike Dean…

L’arbitro ne espelle 9! Il parroco presidente minaccia il ritiro della squadra

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È successo in Terza Categoria, dove arbitrare non è mai facile. La situazione, però, è sfuggita di mano a un direttore di gara della Sezione di Brescia nel match tra Manerba e Oratorio San Michele di domenica 2 ottobre. Gli ospiti hanno perso per 5-4 una gara che li vedeva condurre 3-0 fino alla metà del secondo tempo. In una ventina di minuti, però, si sono visti assegnare 4 rigori contro, coincisi con altrettante espulsioni a sfavore (una ad ogni rigore). Al termine della partita, anche i dirigenti hanno chiesto spiegazioni all’arbitro. Risultato? Altri 5 espulsi, o se preferite allontanamenti, tra cui l’allenatore, il suo vice e i due portieri.

Don Davide Corini, padre spirituale dell’oratorio San Michele di Travagliato (dove Franco e Beppe Baresi diedero i primi calci al pallone) e presidente della società parrocchiale, ha commentato:

La FIGC deve intervenire, altrimenti ci ritireremo dai campionati con tutte le nostre squadre. È stato uno smacco. Tutti i dirigenti hanno giurato sulla buona fede dei nostri tesserati. Sommosse non ve ne sono state, persino la società avversaria ha scritto alla Federcalcio per testimoniare che quanto è accaduto non ha logica. Ora provvedano a fare giustizia

La FIGC, attraverso l’AIA, ascolterà di sicuro il punto di vista dell’arbitro bresciano, dato che la ricostruzione dei fatti è avvenuta attraverso le testimonianze delle due società. In primis, l’Oratorio San Michele di Travagliato che, come parte lesa, si è recato negli uffici della Delegazione Provinciale di Brescia per chiedere una sorta di amnistia: “Non vogliamo rigiocare l’incontro, accettiamo il risultato del campo. Chiediamo solo che non venga infangata la nostra dignità”. Per dimenticare questa brutta faccenda, in caso di conclusione positiva della stessa, il San Michele è pronto a offrire una cena ai vincitori della partita: “Paghiamo noi, perché sono stati dei signori. Loro…”. Il verdetto del Giudice Sportivo è atteso per giovedì.

Lo strano caso del Sig. Schmidt

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La 22esima giornata della Bundesliga ci ha regalato un siparietto che passerà alla storia. Siamo a Leverkusen dove va in scena il match tra il Bayer e il Borussia Dortmund, terminato 0-1. Al 64’ di una partita tirata ed equilibrata, i gialloneri trovano il vantaggio grazie a un contropiede finalizzato da Aubameyang. La rete causa veementi proteste da parte dei padroni di casa e in particolare del loro allenatore, Roger Schmidt. Il direttore di gara, Felix Zwayer – l’arbitro che pochi giorni fa era al Franchi per dirigere Fiorentina-Tottenham di Europa League – ha appena permesso agli ospiti di battere qualche metro più avanti la punizione che innesca il micidiale contropiede del gol-partita. È questo il torto che il tecnico delle Aspirine non accetta e Zwayer, dopo aver invitato da lontano Schmidt ad andarsene – con il tipico gesto del “prego si accomodi” -, sollecita il capitano del Bayer, Stefan Kiessling, a ribadire al suo allenatore la decisione dell’allontanamento. Solitamente è l’arbitro che si avvicina al tecnico per comunicargli il suo provvedimento (Kiessling sembra chiedere “ma perché devo dirglielo io?”), ma per Schmidt diventa una questione di principio. L’ambasciatore, Kiessling, riferisce al fischietto tedesco che il suo allenatore si rifiuta di abbandonare il terreno di gioco. A quel punto Zwayer sospende il match sotto gli occhi attoniti e divertiti di giocatori e spettatori: dal momento del gol alla sospensione passano tre minuti. Sarà necessario un intervento diplomatico di Rudi Voeller, ds del Bayer Leverkusen, per indurre Schmidt ad “accettare” l’allontanamento e ripristinare la normalità attraverso la ripresa del gioco dopo 10 minuti di sospensione.

Cosa dice il Regolamento in merito? Abbiamo preso in esame la Guida Pratica relativa alla Regola 5, quella che, non a caso, è intitolata “L’arbitro”. Il punto 4 recita: “Qualora un calciatore espulso o un dirigente allontanato si rifiuti di lasciare il recinto di gioco, come dovrà regolarsi l’arbitro? Dovrà chiedere l’intervento del capitano della squadra e, se questi si dimostrasse concorde con l’espulso, adotterà nei suoi confronti il medesimo provvedimento, invitando il vice capitano a dare esecuzione alle sue decisioni. Nel caso in cui pure il nuovo capitano si rifiutasse, l’arbitro sospenderà definitivamente la gara, facendo menzione nel rapporto di gara dei fatti accaduti. La sospensione della gara dovrà essere decisa anche nel caso in cui, nonostante il fattivo interessamento del capitano o del vice capitano, il calciatore o il dirigente si ostini a non voler uscire. Nel rapporto di gara l’arbitro dovrà descrivere i fatti accaduti in ogni particolare”.

Il verdetto? Al di là del fatto che Felix Zwayer poteva fare qualche metro in più per comunicare direttamente a Roger Schmidt la sua decisione, con qualche chance maggiore di successo, motivandogliela faccia a faccia ed evitando tre minuti piuttosto teatrali, il regolamento dà ragione all’arbitro. La DFB ha aperto un fascicolo relativo al comportamento del tecnico.

Un arbitro turco sfoggia le scarpe di… Cristiano Ronaldo!

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Nella gara vinta per 3-1 dal Galatasaray contro il Karsiyaka, valida per la Coppa di Turchia, l’inatteso protagonista è stato l’arbitro. Sarper Baris Saka ha, infatti, messo in mostra le scarpe di Cristiano Ronaldo, particolare prontamente catturato dalle telecamere e rimbalzato in rete su tutti i social network.

https://twitter.com/susgarret/status/686333250596417538%20

Il direttore di gara turco ha indossato precisamente il modello ‘Mercurial Superfly CR7 Nike’, ideato dalla multinazionale statunitense per il fuoriclasse portoghese in occasione della partita dello scorso 21 novembre giocata dal Real Madrid contro il Barcellona.

https://twitter.com/Eurosport_IT/status/687021520267407361

Restando in tema di calzature, è impossibile dimenticare il gesto di Arda Turan, che dopo aver perso una scarpa in un contrasto con Dani Alves, pensò bene di lanciarla contro un assistente per la mancata concessione del fallo a favore. La partita era Atletico Madrid-Barcellona 2-3 (quarti di finale di Coppa del Re della scorsa stagione), l’arbitro Jésus Gil Manzano che lo sanzionò con…un’ammonizione!

Difficilmente quell’assistente indosserà scarpe di Arda Turan, contrariamente al collega turco mentre il giocatore dell’Atletico – curiosamente della medesima nazionalità – si candida a recitare un ruolo da protagonista alle Olimpiadi di Rio…

https://twitter.com/partidoapartido/status/560816954265448449%20

Mike Dean, l’arbitro tifoso che esulta ai gol segnati

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È il sogno di ogni arbitro, è inutile nasconderlo: lasciarsi andare almeno una volta nella vita infischiandosene dell’aplomb che il ruolo impone. Mike Dean, 47enne originario del distretto metropolitano del Wirral, nel Merseyside, l’ha fatto, l’ha rifatto, ci ha preso gusto.

La sua squadra del cuore? Dalle immagini lo potete intuire da soli… To dare is to do è uno dei motti della tifoseria in questione: sugli spalti di White Hart Lane e sulle sciarpe dei sostenitori del Tottenham è uno slogan ricorrente. Dean ha osato a tal punto che, nel mese di settembre 2015, i tifosi dell’Arsenal, rivali storici degli Spurs, hanno lanciato una petizione per impedirgli di arbitrare un match che vedesse protagonisti i Gunners. Il risultato? Centomila firme in una settimana.

Un consiglio ai giovani fischietti che prendono esempio dai colleghi più “navigati”: non imitatelo, gli inglesi sono meno complottisti di noi e, in 15 anni di gare dirette da Dean in Premier League, ci hanno riso sopra fino agli ultimi, smaccati, accadimenti. In Italia le conseguenze potrebbero essere spiacevoli, o perlomeno, se proprio volete osare anche voi, aspettate l’ultima partita della vostra carriera, sfoderate tutta la vostra prestanza atletica per volatilizzarvi e fatevi accompagnare da qualcuno pronto a prelevarvi con il motore acceso.