Come cambia il regolamento: il via in Copa America e a Euro 2016

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Archiviate le Coppe nazionali, la stagione 2015-16 può considerarsi conclusa per i club dei principali campionati europei. L’eccezione è la finale di Champions League del prossimo 28 maggio a Milano, dove Atletico e Real Madrid vedranno ancora applicato quello che possiamo definire il vecchio regolamento, pronto ad andare in soffitta per essere sostituito dal primo giugno 2016 da regole rinnovate e ristudiate con l‘ausilio di una spiegazione tecnica. Calciatori, allenatori e addetti ai lavori prendano nota: la Copa America e gli Europei sono alle porte ed è bene farsi trovare preparati!

Sul sito dell’IFAB, l’organo internazionale che ha il potere di stabilire qualsiasi modifica e innovazione delle regole del gioco del calcio a livello internazionale e nazionale, vengono presentate le cosiddette Laws of the game, per ora disponibili solo in lingua inglese. Oltre a essere state rimosse molte parole per rendere la comprensione più semplice ed efficace, ci sono delle variazioni di diversa natura:

  • Formali, come nel titolo della Regola 6: da “Gli assistenti arbitrali” si è passati alla dicitura “Gli altri ufficiali di gara”, dato che ormai sono stabilmente incluse le figure degli addizionali, meglio conosciuti come arbitri di porta, oltre agli assistenti e al quarto uomo.
  • Precisazioni, come nella Regola 7, per specificare che l’arbitro dovrà far recuperare tutto il tempo perso nei casi di giocatori infortunati, con eventuale intervento dello staff medico per portarli fuori dal terreno di gioco, o qualora i calciatori si fermino per dissetarsi (novità nel regolamento) o per altre ragioni mediche previste dalle regole del gioco. Queste frequenti cause d’interruzione che portano a un recupero più corposo al termine dei periodi di gara sono state così messe nero su bianco.
  • Modifiche a livello contenutistico, quelle che ci interessano maggiormente.

La Regola 8 ad esempio è sempre stata un punto fermo fin dai campetti delle giovanili. Da questo momento in poi il pallone non dovrà più muoversi ed essere calciato in avanti per essere in gioco, ma basterà che venga calciato e chiaramente mosso. Ciò significa che sul calcio d’inizio non servirà più che un giocatore riceva il pallone calciato in avanti da un compagno, dovendo stazionare nella metà campo avversaria (cosa non permessa dal regolamento e motivo della variazione), ma basterà un solo uomo posizionato al centro del campo per passare la sfera direttamente all’indietro.

La Regola 11 è rimasta pressoché inalterata, ma è bene ricordare che un difendente che abbandona il terreno di gioco senza il permesso dell’arbitro (che per il fuorigioco equivale a essere sulla linea di porta) terrà tutti gli attaccanti in posizione regolare finché la difesa rinvierà il pallone fuori dalla propria area di rigore. A quel punto per l’arbitro nascerà una nuova azione che azzererà le posizioni precedenti mentre, secondo la vecchia regola, il difensore teneva tutti in gioco fino alla prima interruzione. Questo, però, è stato considerato penalizzante in caso di giocatori infortunati a bordo campo ed ecco spiegato il cambiamento.

Un altro chiarimento su questa regola evidenzia che le mani e le braccia di tutti i giocatori non contano nelle valutazioni di fuorigioco, portieri inclusi: in sostanza se un portiere si trova a essere il penultimo difendente (di solito è l’ultimo), le sue mani e le sue braccia non rilevano ai fini del fuorigioco anche se lui le potrebbe usare all’interno della propria area. Il portiere diventa quindi come un qualsiasi altro suo compagno di squadra.

Dulcis in fundo la famigerata Regola 12. Due cambiamenti molto importanti vanno sottolineati.

Pjanic,Inter-Roma

È stato cancellato il giallo automatico per un fallo di mano che interrompe un passaggio tra due avversari. Nelle ultime due stagioni questa regola ha portato ad ammonizioni pesanti per falli marginali commessi a metà campo facendo scattare gialli automatici paradossali.

Pjanic, Inter-Roma

Basti pensare a quello di Pjanic che gli costò l’espulsione in Inter-Roma o, sempre per restare a questa stagione, alle proteste motivate di Zenga sulla mancata seconda ammonizione a Vecino in Sampdoria-Fiorentina.

Vecino, Sampdoria-Fiorentina

Il giallo rimarrà sui falli di mano che interrompono una promettente azione avversaria o negli altri casi canonici, come quando un attaccante cerca di segnare di mano (comportamento antisportivo) o un difensore tenta – senza riuscirci, altrimenti scatta il rosso – di evitare la segnatura di una rete (condotta gravemente sleale).

Skriniar, Samp

Un’altra vittoria del buonsenso è l’addio alla tripla sanzione: rigore, espulsione, squalifica. Quando un difensore (il più classico è il caso del portiere) interviene in area negando un’evidente opportunità di segnare una rete all’avversario nel tentativo di giocare o di contendergli il pallone, scatterà solo l’ammonizione. Il rigore, infatti, punisce già il fallo senza bisogno di lasciare una squadra in inferiorità numerica. Attenzione, però, perché il cartellino rosso verrà comunque estratto dall’arbitro nei casi di spinte, trattenute, falli di mano e laddove non vi sia da parte del difendente l’intenzione o la possibilità di giocare il pallone e ancora, ovviamente, se il fallo prevede di per sé il cartellino rosso (come nella condotta violenta). Insomma, dovrà essere bravo l’arbitro a cogliere questa sfumatura mentre fuori area resterà inalterato il rosso per chiara occasione da gol così come lo conosciamo. Episodi come l’espulsione a Skriniar in Juventus-Sampdoria si tramuteranno in una punizione più sensata e non nella mannaia che ha rovinato tante gare.

Skriniar, Juve-Samp

Altre variazioni marginali riguardano i falli commessi non nei confronti degli avversari ma delle altre componenti (compagni di squadra, panchinari, arbitri) da ora puniti con un calcio di punizione diretto e non più indiretto. Infine, se un giocatore uscirà dal terreno di gioco come conseguenza naturale dell’azione (immaginiamo due uomini in corsa) e commetterà fallo nei confronti di un avversario, il gioco verrà ripreso con un calcio di punizione diretto sulla linea nel punto più vicino a quello dell’infrazione. Si considera che il fallo venga effettuato all’interno del terreno di gioco quindi occhio alle aree di rigore.

La Moviola della 38esima giornata di Serie A

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Juventus-Sampdoria 5-0 (arbitro Gavillucci)

Dopo meno di un quarto d’ora la Sampdoria resta in 10 per il fallo da rigore di Skriniar su Mandzukic: inevitabile la decisione dell’arbitro, il giocatore blucerchiato stende in tackle da dietro il croato negandogli un’evidente opportunità di segnare una rete.

Milan-Roma 1-3 (arbitro Rizzoli)

Regolari tutti i gol. Sullo 0-1, Alex tiene in gioco Salah innescato dal lancio di Strootman. La linea di difesa del Milan sbanda lasciando via libera anche a El Shaarawy (tenuto in gioco da tre uomini) ed Emerson Palmieri, sempre in posizione regolare. Al 16’ della ripresa Bonaventura cerca il rimpallo su Salah per ottenere una rimessa laterale: l’egiziano si sposta e la sfera finisce a Donnarumma che la raccoglie con le mani. Rizzoli concede un calcio di punizione indiretto, ma il regolamento parla chiaramente di retropassaggio volontario per far scattare la punizione a due in area e Bonaventura non voleva assolutamente servire Donnarumma.

Napoli-Frosinone 4-0 (arbitro Celi)

Il Frosinone resta in 10 dopo 13 minuti. Gori commette fallo su Insigne, calcia il pallone verso di lui, ma l’arbitro non prende nessun provvedimento disciplinare. Mentre Celi sistema la barriera, però, evidentemente Gori si lascia scappare qualche parola offensiva dato che incassa il rosso diretto. Era da annullare il secondo gol di Higuain al 62’, quello che dà il 3-0 al Napoli: il Pipita è in off-side sul cross di Hysaj, ma l’assistente Posado non se avvede.

Higuain, Napoli-Frosinone

Sassuolo-Inter 3-1 (arbitro Gervasoni)

Al 5’ Jovetic viene fermato davanti a Consigli: il suo off-side sull’imbeccata di Palacio è netto. Regolare il raddoppio del Sassuolo: Murillo si appoggia in elevazione su Defrel, che non fa ponte, ricadendo poi a terra; non c’è fallo e in seguito nessun giocatore neroverde è in fuorigioco. Sempre nel primo tempo Gervasoni abbassa, come si dice in gergo, il primo assistente De Luca che però aveva assolutamente ragione: il fuorigioco di Jovetic, sul passaggio di Felipe Melo, è macroscopico.

Jovetic, Sassuolo-Inter

In avvio di ripresa viene annullato un gol di D’Ambrosio: inizialmente Gervasoni convalida tanto che i giocatori dell’Inter festeggiano e lo speaker dello stadio annuncia la rete degli ospiti. Dopo essersi consultato con l’assistente Fiorito, Gervasoni invece annulla mandando su tutte le furie Mancini: la posizione del terzino sul passaggio di testa di Kondogbia è regolarissima, ma è probabilmente quella di Eder, la cui influenza sul portiere sarebbe motivo di discussione, a trarre in inganno. In realtà, però, anche l’attaccante è tenuto in gioco da Magnanelli.

D'Ambrosio, Sassuolo-Inter

Al 59’ viene espulso Murillo: il fallo su Falcinelli, punito con il cartellino giallo, non c’è con il difensore che fa di tutto per evitare il contatto e l’attaccante che si lascia cadere. A quel punto le proteste reiterate del colombiano inducono Gervasoni a estrarre il rosso diretto senza passare per la seconda ammonizione. Per il direttore di gara di Mantova, dismesso per limite di permanenza nel ruolo, non è un grande addio.

Murillo, Sassuolo-Inter

Chievo-Bologna 0-0 (arbitro Ros)

Ritmi da spiaggia al Bentegodi e nessun episodio da segnalare.

Empoli-Torino 2-1 (arbitro Saia)

Nel finale il Torino chiede il rigore per una spinta di Mario Rui a Belotti, dopo un cross di Bruno Peres. Effettivamente il giocatore dell’Empoli spinge, sia pure non clamorosamente l’avversario, e il penalty poteva essere assegnato da Saia della Sezione di Palermo, alla seconda direzione in Serie A: l’addizionale Massa nella circostanza non lo aiuta.

Belotti, Empoli-Torino

Genoa-Atalanta 1-2 (arbitro Aureliano)

Pavoletti segna un gol, ma se ne vede annullare due per fuorigioco. Evidente il primo, al 19’, sull’assist di Dzemaili. Più difficile rilevare il secondo perché Pavoletti, che insacca il pallone sulla punizione di Dzemaili, è in posizione regolare. Al contrario, non lo è Gabriel Silva che cerca di intervenire sulla sfera influenzando il possibile intervento di Radunovic, portiere della Dea. Chiamata corretta, come quella sul gol annullato a D’Alessandro nella ripresa, anche lui in off-side. L’assistente Cecconi, esordiente in Serie A, fa 3 su 3!

Lazio-Fiorentina 2-4 (arbitro Manganiello)

Non demerita alla sua terza apparizione in Serie A (in pratica, una a stagione nelle ultime tre) Gianluca Manganiello, 34 anni, della Sezione di Pinerolo. La gara è corretta e l’unica ammonizione arriva a ridosso del 90’ ai danni di Tino Costa per un pestone a Milinkovic-Savic. Il fischietto della CAN B concede il rigore dell’addio di Klose e vede bene: Gonzalo Rodriguez allarga la gamba e frena l’avanzata di Lulic all’ingresso dell’area di rigore.

Palermo-Verona 3-2 (arbitro Irrati)

Rischia moltissimo Helander che con il braccio tocca prima la spalla di Vazquez e poi anche il pallone in area, prima che il Mudo lo tocchi con la mano a sua volta. Irrati e l’addizionale Calvarese propendono per l’involontarietà, ma il rigore poteva essere fischiato.

Helander, Palermo-Verona

Al 35’ le due squadre rimangono in 10: Morganella e Wszolek si trattengono a vicenda per poi generare una rissa con botte da orbi. Irrati giustamente manda sotto la doccia entrambi, anche se tra i due il più esagitato è Morganella. Il gol del 3-1 di Gilardino è viziato da un fuorigioco non sbandierato a Rispoli, autore dell’assist.

Rispoli, Palermo-Verona

Udinese-Carpi 1-2 (arbitro Mazzoleni)

Corretto il rigore che apre le marcature: al 36’ Lasagna arriva sul pallone un attimo prima di Felipe che lo tocca sul piede in area facendogli perdere l’equilibrio.

Lasagna, Udinese-Carpi

Prima della ripresa del gioco, Thereau, che non gradisce la decisione di Mazzoleni (esclamando “Vergogna”), si fa espellere per proteste. Decisamente generoso, invece, il penalty per l’Udinese che permette a Di Natale di segnare il gol dell’addio ai friulani: la mano sulla spalla di Widmer da parte di Porcari è appena accennata.

Porcari, Udinese-Carpi

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La moviola della 36esima giornata di Serie A

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Udinese-Torino 1-5 (arbitro Mariani)

Sullo 0-0 viene annullato un gol regolare al Torino. Su cross di Acquah dalla destra, Belotti s’inserisce e trafigge Karnezis sotto la traversa. De Pinto alza la bandierina per una posizione di fuorigioco che non c’è, dato che Adnan, proprio a pochi metri dal primo assistente di Mariani, teneva in gioco la punta granata.

Belotti, Udinese-Torino

Non sbaglia, invece, Fiorito che nella ripresa “resta giù” sul tocco di Acquah indirizzato a Martinez che spiana la strada al terzo gol del Torino: il venezuelano scatta in posizione regolare. Corretta anche la segnalazione sul secondo gol annullato a Belotti: sul suggerimento di Bruno Peres, il Gallo parte leggermente oltre con busto e testa.

Peres, Udinese-Torino

Chievo-Fiorentina 0-0 (arbitro Guida)

Al 36’ del primo tempo Guida commette un grave errore. Marcos Alonso finisce oltre la linea del fallo laterale e Cacciatore, da terra, lo punta per poi rifilargli un calcione nelle parti basse.

Cacciatore, Chievo-Fiorentina

Il gesto è assolutamente intenzionale e premeditato – probabilmente si è trattato di un regolamento di conti dopo che, qualche minuto prima, i due erano stati protagonisti di un acceso diverbio per un contrasto a gomiti larghi – ma né Guida, a pochi metri dall’azione, né il quarto uomo prendono l’inevitabile provvedimento: espulsione diretta per condotta violenta.

Cacciatore,Chievo-Fiorentina

A Cacciatore va di lusso con un’inspiegabile ammonizione.

Juventus-Carpi 2-0 (arbitro Irrati)

I giocatori della Juventus puliscono la loro fedina in vista della trasferta di Verona che anticiperà la festa scudetto della settimana successiva, in casa contro la Sampdoria. Mandzukic viene ammonito in seguito alle proteste per una trattenuta in area di Gagliolo: la classica trattenuta reciproca in cui si tende a dar ragione al difensore. Il croato, apparso già nervoso in precedenza anche con il quarto uomo, incassa il giallo. Nel finale, però, anche gli altri tre diffidati bianconeri vengono ammoniti, tutti nel recupero, tra il 91’ e il 93’: Lichtsteiner, Pogba ed Hernanes (che a fine gara ammetterà di aver fatto apposta) cercano e trovano il giallo che pulisce la loro fedina per il prossimo campionato.

Ammonizioni, Juve-Carpi

Era successa una cosa apparentemente simile in Champions League con i giocatori del Real Madrid, allenati da Mourinho, pilotati dallo Special One a farsi espellere. Le differenze sono, però, evidenti in quanto, nel caso di Xabi Alonso e Sergio Ramos, contro l’Ajax nel 2010, si trattava di seconde ammonizioni per perdite di tempo. Come se non bastasse, nell’occasione erano stati coinvolti anche Casillas e Dudek per trasferire in campo gli ordini impartiti dalla panchina. La Uefa aveva condannato con delle multe il club, i quattro giocatori colpevoli e Mourinho che incassò anche una squalifica di un turno (più un altro con la condizionale). In sostanza quindi, per tornare a Juventus-Carpi, né l’arbitro né il Giudice Sportivo possono fare nulla per ammonizioni di cui risulta complesso provare la premeditazione: si tratta perciò di una furbata lecita.

Empoli-Bologna 0-0 (arbitro Chiffi)

L’episodio incriminato al Castellani è al 19’ della ripresa. Croce riceve il pallone da Saponara dopo un’azione convulsa in area e insacca. L’assistente di Chiffi alza la bandierina e, in effetti, il centrocampista empolese è in fuorigioco.

Saponara, Empoli-Bologna

Tutto nasce, però, da un tocco di Saponara contrastato da Masina: il difensore non devia il pallone – altrimenti avrebbe sanato la posizione di Croce – ma commette fallo sul trequartista dell’Empoli in tackle. A quel punto Chiffi, alla quarta direzione in Serie A, aspetta a fischiare, considerando evidentemente regolare l’intervento di Masina, e annulla la rete: non avrebbe avuto senso concedere il vantaggio dopo un fallo in area di rigore e una volta annullato il gol, non essendosi concretizzato il vantaggio, l’arbitro sarebbe dovuto tornare alla decisione precedente e all’assegnazione del penalty.

Masina, Empoli-Bologna

In ogni caso l’azione è veloce e coglie alla sprovvista il direttore di gara padovano perché il fallo di Masina sembra netto.

Milan-Frosinone 3-3 (arbitro Massa)

Al 30’ Montolivo intercetta con una mano un tentativo di cross di Dionisi: come spiega all’attaccante dei ciociari l’addizionale Rizzoli, posizionato a due metri dall’azione, Montolivo ha il braccio attaccato al corpo. Giusto fischiare il rigore al Milan al 2’ della ripresa: la distanza sul tiro di De Sciglio è davvero considerevole e il braccio di Russo decisamente staccato dal corpo con conseguente aumento di volume.

Russo, Milan-Frosinone

Da analizzare la battuta del penalty: quando Balotelli calcia, due avversari sono già all’interno dell’area e uno di questi, Ajeti, impedisce all’attaccante di effettuare la ribattuta. Il calcio di rigore andava ripetuto.

L’esultanza di Gori in faccia a Balotelli era meritevole di ammonizione per comportamento antisportivo.

Diverso l’episodio del 3-3 di Menez: Pryima allarga il braccio, ma la girata di Balotelli è estremamente ravvicinata. Il giocatore del Frosinone cerca di togliere la mano ma non ci riesce per un impatto che non sarebbe stato sbagliato giudicare casuale.

Pryima, Milan-Frosinone

Pryima,Milan-Frosinone

Sull’1-3 viene annullato correttamente il gol di Honda: Balotelli, che colpisce il pallone di testa e poi lo rimette al centro per il giapponese dopo la respinta di Bardi, parte in posizione irregolare. L’attaccante, nel primo tempo, rischia la seconda ammonizione quando toglie la bandierina del corner e la butta a bordocampo.

Palermo-Sampdoria 2-0 (arbitro Mazzoleni)

La Samp protesta per un presunto intervento con il braccio di Morganella in area di rigore su cross di Muriel: il braccio è aderente al corpo e il giocatore rosanero intercetta il pallone con la spalla, corretto lasciar proseguire.

Sassuolo-Verona 1-0 (arbitro Gavillucci)

Partita corretta e saldamente nelle mani di Gavillucci che estrae un solo giallo, quello a carico di Albertazzi.

Lazio-Inter 2-0 (arbitro Banti)

Curiosità prima del fischio d’inizio: l’addizionale Orsato rimprovera capitan Biglia, al momento del sorteggio, perché un suo compagno non aveva salutato gli arbitri. “Gli arbitri vanno sempre salutati”, afferma perentoriamente il fischietto di Schio.

Banti ammonisce Keita per simulazione: il contatto spalla a spalla con Medel in area non è da rigore, ma è onesto e l’esterno offensivo non meritava la sanzione.

Keita, Lazio-Inter

Evidentemente Keita comincia a pagare – questa volta a torto, è bene sottolinearlo – una fama di “tuffatore” che si è guadagnato sul campo. Simone Inzaghi va su tutte le furie e abbandona l’area tecnica: Banti non può che allontanarlo per proteste. Severo il direttore di gara livornese quando ferma Konko, lanciato a rete, dopo un intervento pulito per soffiare il pallone al distratto Miranda.

Konko, Lazio-Inter

Candreva deposita la sfera in rete per il possibile 2-0, ma il gioco era già fermo da parecchi secondi per un fuorigioco giustamente segnalato a Lulic. Infine, nessun dubbio sul rigore che chiude la sfida: Keita è più veloce di Murillo che gli frana addosso rimediando nel giro di pochi minuti anche il secondo giallo.

Genoa-Roma 2-3 (arbitro Gervasoni)

Al 25’ del primo tempo rischia Izzo che si aiuta allargando il gomito per frenare l’avanzata di El Shaarawy in area di rigore: c’erano gli estremi per il penalty.

Izzo, Genoa-Roma

Nella ripresa il Genoa protesta per il fallo da cui nasce la punizione realizzata da Totti in occasione del 2-2: in realtà Dzemaili interviene sul giocatore della Roma che lo anticipa, il fallo c’è. Al 37’ De Rossi entra in tackle con il piede a martello su Rincon: cercava il pallone, ma l’attenuante non basta. Il giallo è poco, il rosso per vigoria sproporzionata non sarebbe stato eccessivo.

De Rossi, Genoa-Roma

Napoli-Atalanta 2-1 (arbitro Giacomelli)

Tutti e due regolari i gol di Higuain, vigili gli assistenti sul fuorigioco.

La moviola della 35esima giornata di Serie A

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Inter-Udinese 3-1 (arbitro Celi)

Partita senza particolari problemi per Celi. Unico appunto l’ammonizione, frettolosa ed esagerata, comminata a Perisic che si era limitato a chiedere un calcio d’angolo con toni pacati. Giallo severo anche per Zapata dopo un intervento semplicemente negligente su Nagatomo.

Frosinone-Palermo 0-2 (arbitro Rocchi)

Era da annullare il gol del vantaggio del Palermo. Gilardino, infatti, è oltre Pavlovic, penultimo difendente, prima di anticipare l’uscita di Leali per l’1-0.

Gilardino, Frosinone-Palermo

L’ultima azione provoca molto nervosismo: in effetti, Gonzalez, già ammonito, rifila una manata a Dionisi: mancano il rigore per il Frosinone e l’espulsione per il difensore.

Gonzalez, Frosinone-Palermo

Atalanta-Chievo 1-0 (arbitro Cervellera)

Sul cross di Cigarini, Spolli intercetta il pallone con una mano: il braccio è aderente al corpo e l’impatto avviene fuori area, giusto lasciar correre. La Dea chiude il match in 10 per l’espulsione di Gomez (quattordicesimo rosso in campionato per l’Atalanta, un record), reo di aver colpito con una gomitata Hetemaj: è il pugno chiuso del Papu a far propendere l’arbitro per la decisione più drastica. Nel finale allontanato Reja per un gesto di disappunto non gradito da Cervellera.

Bologna-Genoa 2-0 (arbitro Damato)

Non c’è fuorigioco sull’1-0 del Bologna: Giaccherini è in posizione regolare sul passaggio di Brienza. Damato sempre in controllo.

Sampdoria-Lazio 2-1 (arbitro Rizzoli)

La gara è ricca di episodi, ma finalmente Rizzoli, con l’aiuto dei suoi assistenti, è promosso a pieni voti. Djordjevic, tenuto in gioco da Cassani e Silvestre sul cross di Candreva, è in posizione regolare sull’1-0. Un cross di Candreva genera una carambola tra Diakité e Krsticic che colpisce la sfera con la faccia e il braccio: giusto non concedere rigore. Lo stesso Candreva viene ammonito per proteste dopo una trattenuta appena accennata di Cassani. Keita si lascia cadere in area, in seguito a un presunto fallo di Diakité. Non c’è nulla, puntuale Rizzoli con il giallo per simulazione al giovane biancoceleste, non nuovo a simili furbate. Al contrario, quando Dodò entra in maniera scomposta su Keita, l’architetto di Bologna concede il sacrosanto rigore alla Lazio.

Gol, Sampdoria-Lazio

Sul 2-1 si crea un po’ di confusione, ma Diakité e De Silvestri, appostati sulla linea di porta, non commettono fallo su Konko. De Silvestri tocca la palla quel tanto che basta per far scattare la Goal Line Technology che dà conferma del gol realizzato.

Torino-Sassuolo 1-3 (arbitro Fabbri)

Il direttore di gara non punisce Vrsaljko che colpisce con una manata al viso Belotti. Nella ripresa, al 10′, Gazzi perde palla e Magnanelli serve Falcinelli in profondità: Moretti cerca di fermare la sua avanzata in area di rigore con una scivolata e tocca il pallone che, però, resta nella disponibilità dell’attaccante. A quel punto Moretti travolge Falcinelli, ma Fabbri non lo punisce con un rigore da fischiare.

Moretti, Torino-Sassuolo

Fiorentina-Juventus 1-2 (arbitro Tagliavento)

La Juventus va in gol con Khedira, servito da Mandzukic: il fuorigioco del tedesco viene correttamente rilevato da Costanzo. Ilicic serve quindi Bernardeschi che supera Buffon; questa volta la segnalazione di off-side (valutazione non facile), effettuata dall’assistente Giallatini, è sbagliata perché Bernardeschi era in linea con Barzagli.

Bernardeschi, Fiorentina-Juventus

Al 44’ del primo tempo Rugani si appende a Marcos Alonso disinteressandosi completamente del pallone: poco importa se l’esterno viola riesce comunque a colpire la sfera di testa (sbagliando un gol), il bianconero lo sbilancia in maniera decisiva e manca un rigore.

Rugani, Fiorentina-Juventus

Nella ripresa arriva la prima ammonizione in A per Rugani che trattiene per la maglia Bernardeschi: l’eccezionalità dell’evento va evidenziata. Nella ripresa Tagliavento sorvola su una spinta vigorosa di Marcos Alonso su Lichtsteiner e anche su un pestone di Dybala ai danni di Borja Valero.

Kalinic, Fiorentina-Juventus

Nel finale il fischietto di Terni completa una serata negativa concedendo un rigore alla Fiorentina. Cuadrado appoggia il braccio su Kalinic che crolla in area accentuando vistosamente una caduta che punire con il giallo per simulazione non sarebbe stato sbagliato.

Roma-Napoli 1-0 (arbitro Orsato)

Al 16′ del primo tempo Higuain colpisce con una manata Manolas per liberarsi della sua marcatura. Non è un gesto violento, ma imprudente, e costringe il greco ad abbandonare il campo. Manca un cartellino giallo nei confronti del Pipita.

Higuain, Roma-Napoli

Al 25′ giusto annullare un gol a Callejon per fuorigioco. L’esterno del Napoli, infatti, è con un piede oltre la linea difensiva della Roma: bravissimo l’assistente Di Liberatore, uno dei più esperti in Italia e in campo internazionale. Chiamata robotica.

Callejon, Napoli-Roma

Doppio giallo nella stessa azione per Koulibaly e Ghoulam: Orsato concede il vantaggio dopo il fallo netto del centrale su Nainggolan, poi l’algerino viene ugualmente ammonito per un tackle su Salah. L’egiziano, però, cade a scoppio ritardato lasciando molte perplessità sul contatto.

Verona-Milan 2-1 (arbitro Di Bello)

Al 21’ il Milan passa in vantaggio, ma Menez parte in fuorigioco: il francese sul tiro di Honda respinto da Gollini è leggermente oltre Moras, penultimo difendente.

Menez, Verona-Milan

Nel finale di primo tempo Albertazzi rischia molto con una trattenuta su Menez a pochi metri dalla porta: c’erano gli estremi per il calcio di rigore.

Albertazzi, Verona-Milan

Su un cross di Antonelli, Pisano intercetta il pallone con il braccio: vede bene Di Bello perché l’irregolarità avviene fuori area. Il rigore accordato al Verona è un caso complesso: il fallo di mano di Romagnoli è sicuramente plateale ma il difensore era in precario equilibrio dopo una spinta evidentissima subita da Pisano, a sua volta trattenuto leggermente da Romagnoli all’inizio dell’azione. Sarebbe stato corretto fischiare il fallo in attacco.

Pisano, Verona-Milan

Carpi-Empoli 1-0 (arbitro Valeri)

Al 25’ Mchedlidze viene espulso per una manata a Crimi: Valeri si avvicina con il giallo in mano, ma l’assistente Manganelli lo invita a estrarre il rosso. L’attaccante, allargando il braccio, rifila un colpo fortuito: aveva visto giusto l’arbitro. Castori, nel tentativo di riportare la calma, abbandona l’area tecnica ed entra in campo. L’arbitro non può che allontanarlo. Corretto l’annullamento del gol di Pucciarelli: dopo il guizzo di Saponara, Gagliolo si appresta a rinviare, ma Pucciarelli lo tocca sul piede facendogli perdere l’equilibrio.

Poli, Carpi-Empoli

Al 90’ lo stesso Pucciarelli viene agganciato per la maglietta da Poli: la trattenuta si concretizza in area di rigore e, inoltre, Poli sposta il pallone con una mano.

Pucciarelli, Carpi-Empoli

Manca quindi un rigore a favore dell’Empoli.

La moviola della 34esima giornata di Serie A

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Napoli-Bologna 6-0 (arbitro Gervasoni)

Al 35’ del primo tempo il Napoli chiude la partita. Callejon cerca il contatto con Constant che fa di tutto per togliere la gamba: lo spagnolo cade e fa cadere Gervasoni nella trappola, il rigore non c’era.

Callejon, Napoli-Bologna

Sassuolo-Sampdoria 0-0 (arbitro Mariani)

Espulso Ranocchia nel primo tempo per due ammonizioni rimediate nel giro di pochi minuti: la prima è severa perché il difensore è in vantaggio su Defrel e lo contrasta aiutandosi con il braccio destro in modo onesto. Mariani lo punisce per la pericolosità dell’azione, ma poteva bastare solo il fallo.

Ranocchia, Sassuolo-Sampdoria

Nessun dubbio sul secondo giallo: Ranocchia rifila una scarpata in faccia allo stesso Defrel. Mariani inizialmente non se ne avvede, ma l’addizionale Fabbri lo aiuta segnalandogli l’irregolarità. Decisamente frettoloso Mariani quando fischia ammonendo Sansone per simulazione: dopo un leggerissimo contatto con De Silvestri l’esterno offensivo perde l’equilibrio, ma poi appoggia le mani a terra e si rialza subito; non c’era nessuna volontà di ingannare l’arbitro con un comportamento antisportivo.

Sansone, Sassuolo-Sampdoria

Giusto assegnare il rigore ai neroverdi nel finale della ripresa per l’intervento scomposto di Krsticic ai danni di Berardi. Dal dischetto l’attaccante del Sassuolo si fa ipnotizzare da Viviano.

Chievo-Frosinone 5-1 (arbitro Russo)

Lamentele dei ciociari per i due rossi subiti. Sul primo poco da dire: Ajeti abbatte Floro Flores con il piede a martello sul basso ventre. Inspiegabile un’entrata del genere a centrocampo in un’azione assolutamente innocua.

Ajeti, Chievo-Frosinone

In apertura di ripresa, rigore per il Chievo: la trattenuta di Pavlovic ai danni di Rigoni è evidente. Sbagliato, invece, il secondo giallo sventolato a Chibsah per un presunto tocco di mano: la palla viene intercettata tra il fianco e il petto (fotogramma 1) dal giocatore che comunque tiene sempre il braccio aderente al corpo (fotogramma 2).

Chibsah, Chievo-Frosinone

Chibsah,Chievo-Frosinone

Infine, qualche dubbio sull’azione del gol di Nicola Rigoni che, prima di insaccare con un pregevole pallonetto il pallone del 3-1, si libera di Soddimo: il gioco poteva essere interrotto per un fallo a favore del Frosinone.

Empoli-Verona 1-0 (arbitro Serra)

Il giovane Serra, al debutto in Serie A, ammonisce per simulazione Souprayen dopo una caduta in area di rigore: in realtà, Paredes affonda il tackle e prende in pieno il piede sinistro dell’avversario. Manca un penalty al Verona.

Paredes, Empoli-Verona

Condivisibile, invece, il secondo giallo estratto ai danni di Viviani, imprudente, al 90’.

Genoa-Inter 1-0 (arbitro Irrati)

Al 22’ Laxalt al limite dell’area anticipa Felipe Melo che lo atterra: Irrati concede il vantaggio che, però, non si concretizza. L’arbitro avrebbe potuto a quel punto assegnare la punizione per il Genoa da buona posizione, ma soprattutto avrebbe dovuto ammonire Melo. Al 41’ proteste (a diro il vero neanche troppo convinte) di Pavoletti dopo un corpo a corpo con Miranda in area: non c’è assolutamente nulla, è l’attaccante che si lascia andare. Sul colpo di testa di Tachtsidis, autore dell’assist per De Maio, Telles non sale e tiene in gioco il centrocampista, servito da Munoz: regolare il gol-partita del Genoa.

Juventus-Lazio 3-0 (arbitro Mazzoleni)

Mandzukic è in posizione regolare, quando riceve il pallone da Pogba, in occasione della rete del vantaggio bianconero al 40′. Biglia è a ridosso della linea di porta. Il croato subisce un’entrata imprudente da Patric, giustamente ammonito. A inizio ripresa Patric rimedia il secondo giallo per una trattenuta evidente (fallo tattico) su Dybala. Ingenuo Gentiletti che dopo una trattenuta reciproca con Bonucci, da terra, gli allunga la maglia: a quel punto il difensore bianconero accentua vistosamente la caduta (cade in avanti), ma il rigore ci sta.

Gentiletti, Juventus-Lazio

Palermo-Atalanta 2-2 (arbitro Doveri)

Solare il rigore concesso dopo un minuto ai rosanero per il muro pallavolistico di Bellini sul colpo di testa di Chochev. Penalty anche per i nerazzurri qualche minuto dopo: Struna falcia Gomez e prende tutto, sia il pallone che la gamba, ma il rigore è sacrosanto e avrebbe meritato anche il giallo. Regolare la posizione di Paletta, servito da Cigarini su punizione, per l’1-2. Corretta l’espulsione di Vitiello: Gomez, lanciato a rete, viene cinturato prima dell’ingresso in area; evidente opportunità di segnare una rete negata.

Roma-Torino 3-2 (arbitro Calvarese)

Gara a dir poco complicata per Calvarese e i suoi assistenti. La prima decisione è giusta, su segnalazione dell’addizionale Giacomelli: la trattenuta di Manolas su Belotti è meritevole del calcio di rigore per i granata. Poi arrivano le dolenti note: al 42’ il tiro di Nainggolan viene deviato dal braccio largo di Gaston Silva che aumenta il volume del corpo. Nemmeno l’addizionale Minelli ravvisa l’irregolarità.

Gaston Silva, Roma-Torino

Il secondo rigore negato alla Roma arriva al 12’ della ripresa: angolo di Florenzi, deviazione dello stesso Nainggolan e Gazzi mura analogamente con una “parata”. Giacomelli, in questo caso, non è d’aiuto a Calvarese.

Gazzi, Roma-Torino

Moretti tiene in gioco Totti in occasione del 2-2, poi l’arbitro completa la sua serataccia assegnando il penalty del 3-2 ai giallorossi per un tocco di mano di Maksimovic sul cross di Perotti. Il braccio non potrebbe essere più attaccato al corpo di così.

Maksimovic, Roma-Torino

Udinese-Fiorentina 2-1 (arbitro Massa)

Al 9’ del primo tempo Zapata s’invola in campo aperto verso la porta avversaria, ma Tomovic lo stende: il giallo è poco, il difensore viola doveva essere espulso per l’evidente opportunità di segnare una rete negata.

Tomovic, Udinese-Fiorentina

Manca un rigore alla Fiorentina un minuto prima del pareggio di Zarate: Danilo aggancia così Marcos Alonso.

Felipe, Udinese-Fiorentina

Milan-Carpi 0-0 (arbitro Guida)

La partita fila via liscia con decisioni condivisibili come il mancato fischio sul tocco sospetto di Antonelli (gomito attaccato al corpo) e l’ammonizione ai danni di Balotelli per un’entrata imprudente su Belec. All’83’, c’è l’episodio chiave del match: sul cross di Poli, Suagher intercetta il pallone con il braccio destro, piuttosto largo.

Suagher, Milan-Carpi

Serve chiarezza in merito a questa casistica. Evidentemente Guida ha ascoltato le parole di Collina che ha esposto le linee direttive da seguire a Euro 2016 giusto il giorno prima: in questi frangenti, se il braccio usato dal giocatore per appoggiarsi a terra è in posizione naturale a bilanciamento del corpo – ciò che si può definire un movimento “onesto” – l’arbitro dovrà lasciar correre. Peccato che, fino a ieri, interventi del genere – di recente Guida ha concesso un penalty all’Inter contro il Torino in una situazione simile, anche se nel caso di Moretti la distanza non era così ravvicinata – venivano puniti con il calcio di rigore. In mancanza di riferimenti chiari e precisi, è bene seguire Collina ma forse sarebbe stato meglio mettere le cose in chiaro con una regola meno interpretabile (stabilire se il braccio è in posizione naturale, in una frazione di secondo, può essere fuorviante oltreché complesso) fin da subito. Il concetto di volontarietà, a questo proposito, sta finalmente scomparendo in vista delle modifiche al regolamento stabilite dall’Ifab che entreranno in vigore dall’Europeo.

Alex, Milan-Carpi

Pochi minuti dopo, Antonelli colpisce il pallone di testa e Belec para: sulla respinta Alex ribatte in bocca al portiere salvando il Carpi e anche il secondo assistente di Guida che non aveva segnalato un fuorigioco chilometrico.

La moviola della 33esima giornata di Serie A

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Bologna-Torino 0-1 (arbitro Abisso)

Al 39’ del primo tempo il Torino reclama un rigore.

Glik, Bologna-Torino

In effetti c’è una trattenuta prolungata di Rossettini ai danni di Glik, ma l’arbitro fischia il fallo in attacco.

Glik,Bologna-Torino

Abisso, direttore di gara di Serie B quotato per il salto di categoria, su segnalazione dell’addizionale Tagliavento concede ai granata il penalty decisivo in extremis: Belotti è furbo, cerca il contatto e lo trova. Ingenuo Rossettini che lo tocca: condivisibile la decisione.

Carpi-Genoa 4-1 (arbitro Rizzoli)

Al 16′ Cerci cade in area contrastato da Gagliolo, Rizzoli fa proseguire. C’è una leggera spinta, ma è troppo poco per assegnare la massima punizione. Nel recupero del primo tempo Izzo viene ammonito per la seconda volta: Letizia lo supera in campo aperto, ma è lui a trattenere per la maglia il difensore rossoblù. Il fallo, costato l’espulsione, andava invertito.

Izzo, Carpi-Genoa

A quel punto il Carpi segna due gol, il secondo ben oltre i quattro minuti di recupero concessi da Rizzoli. È bene ricordare che l’arbitro ha piena facoltà di allungare il recupero qualora lo ritenga necessario: nella fattispecie Izzo ci impiega due minuti ad abbandonare il campo. Gasperini va su tutte le furie e Rizzoli decide di allontanarlo su sollecitazione del quarto uomo. A inizio ripresa il tecnico si appresta a ritornare sul terreno di gioco, ma viene rispedito indietro. Gasperini, a fine gara, protesterà dicendo:

“Sono stato allontanato con la moviola che è già entrata nel calcio. Gli arbitri avranno visto delle immagini tv all’intervallo”.

È la presenza di una telecamera negli spogliatoi ad ingannarlo perché in realtà a far fede è semplicemente il resoconto del quarto uomo Pegorin.

Inter-Napoli 2-0 (arbitro Rocchi)

Al 4’ l’Inter passa in vantaggio: l’assistente Padovan è allineato bene, ma non si accorge che il piede destro di Icardi è oltre il penultimo difendente, Hysaj. Valutazione complicatissima.

Icardi, Inter-Napoli

Lo stesso Padovan prende la decisione corretta sul secondo gol dei nerazzurri: sul lancio di Jovetic, Icardi è tenuto in gioco da Albiol. Murillo rischia il giallo con una manata su Hysaj dopo nemmeno un minuto. Al 21’ della ripresa Kondogbia commette fallo rifilando un pestone a Mertens, l’azione prosegue e Jorginho, anche lui già ammonito, ferma Miranda con un fallo tattico che interrompe un contropiede dell’Inter. Rocchi lascia correre in entrambe le occasioni, ma in realtà sono due errori che si sommano. Il Napoli protesta anche per un presunto fallo in area di rigore dell’Inter: Albiol fa un blocco su Kondogbia che cade, il francese frana su Koulibaly che cade a sua volta. Il primo a commetere fallo è, però, lo spagnolo del Napoli.

Atalanta-Roma 3-3 (arbitro Irrati)

Gara ricca di episodi e di lavoro per l’arbitro e i suoi assistenti. Al 22’ D’Alessandro manda in porta il Papu Gomez che viene fermato per un fuorigioco che non c’è.

Gomez, Atalanta-Roma

Irrati sceglie la linea morbida a Bergamo. Ci sono due situazioni in cui un giocatore dell’Atalanta lanciato verso la porta viene steso da un calciatore giallorosso. Nel primo tempo è Zukanovic ad abbattere D’Alessandro, ma Irrati sceglie il giallo per il possibile recupero di Manolas.

Zukanovic, Atalanta-Roma

Nel secondo Manolas trattiene Pinilla, che lo aveva scavalcato, e la decisione è analoga per la presenza di Rudiger che, però, in realtà era in ritardo. La direzione dell’azione e la distanza dalla porta, oltre alla mancanza di altri difendenti, suggeriscono che, soprattutto nel secondo caso, l’arbitro avrebbe potuto estrarre il cartellino rosso per l’evidente opportunità di segnare una rete negata.

Manolas, Atalanta-Roma

Protesta l’Atalanta sul 3-2 per una trattenuta in area dello stesso Manolas su Borriello: la trattenuta è reciproca ma il difensore greco rischia moltissimo.

Borriello, Atalanta-Roma

Regolare il pareggio di Totti: il cross di Perotti arriva con il pallone ancora in campo. Dopo aver raggiunto il 3-3, la Roma chiede un rigore per un contatto tra Toloi e Dzeko: davvero troppo poco per considerarlo falloso. Spalletti non ci sta e la protesta gli costa l’allontanamento.

Toloi, Atalanta-Roma

Fiorentina-Sassuolo 3-1 (arbitro Banti)

Buona direzione di gara del team arbitrale al Franchi. È regolare la posizione di Gonzalo Rodriguez sul gol del vantaggio viola. Regolare anche la posizione di Defrel (valutazione molto difficile) quando riceve il pallone che porta al momentaneo pareggio di Berardi nella ripresa. Due gol annullati alla Fiorentina e un piccolo dubbio: su quello di Marcos Alonso il fallo di Kalinic su Cannavaro a centro area non è così evidente (si trattengono entrambi) mentre Bernardeschi è in fuorigioco quando ribadisce in rete una punizione di Alonso respinta dalla traversa.

Juventus-Palermo 4-0 (arbitro Giacomelli)

Regolare la posizione di Khedira in occasione del gol del vantaggio bianconero, ininfluente il fuorigioco di Mandzukic. Nessun dubbio nemmeno sul 2-0 di Pogba. Giornata serena per l’arbitro triestino.

Udinese-Chievo 0-0 (arbitro Gavillucci)

Un’espulsione per parte alla Dacia Arena. Radovanovic, che allontana il pallone (e per questo meritava un giallo risparmiatogli dall’arbitro) ingaggia un duello con Felipe che perde il controllo e gli rifila una manata davanti a Gavillucci: rosso diretto indiscutibile. L’arbitro è, invece, inflessibile sul rosso a Meggiorini usando un metro più “europeo”: l’attaccante stende da dietro Bruno Fernandes, involatosi in contropiede, ma il giallo poteva bastare considerata l’imprudenza. La vigoria sproporzionata, in questo caso, è eccessiva.

Meggiorini, Udinese-Chievo

Fra i due episodi c’era, però, l’espulsione dello stesso Fernandes per un fallo di reazione su Hetemaj: manata da dietro a palla lontana, se la cava solo con il giallo.

Bruno Fernandes, Udinese-Chievo

Verona-Frosinone 1-2 (arbitro Doveri)

Pazzini chiede un rigore per un mani in area di Crivello: il braccio è, però, aderente al corpo.

Lazio-Empoli 2-0 (arbitro Cervellera)

Cervellera concede il rigore dell’1-0 alla Lazio per il fallo di mano di Cosic sul tiro di Parolo, su segnalazione dell’addizionale Massa: in effetti il braccio è largo. Candreva, che aveva avviato l’azione, era in posizione di fuorigioco, sanata però da una giocata volontaria e non riuscita (non è una semplice deviazione) di Mario Rui.

Mario Rui, Lazio-Empoli

A metà primo tempo Keita interviene con imprudenza su Paredes e viene giustamente ammonito. Il centrocampista dell’Empoli reagisce male e ne nasce un battibecco con lo stesso Keita: a quel punto, però, simula una testata da parte del senegalese e si accascia a terra. Meritava il giallo anche Paredes.

Sampdoria-Milan 0-1 (arbitro Valeri)

Il thriller della serata è al 25’ del primo tempo: la rovesciata di Fernando diventa un assist per Dodò che è in posizione regolare quando deposita il pallone in rete, con Alex che lo tiene in gioco. Valeri inizialmente convalida perché l’assistente Dobosz tiene la bandierina abbassata.

Dodò, Sampdoria-Milan

L’addizionale Di Bello, però, che è il più vicino a Quagliarella, segnala all’arbitro una presunta spizzata dell’attaccante che a quel punto vedrebbe Dodò in off-side in quanto al di là di Alex, penultimo difendente. La decisione viene presa in qualche secondo, tempo necessario per il confronto a distanza tra i componenti del team arbitrale, ma i replay evidenziano che il tocco di testa di Quagliarella probabilmente non c’è. Di replay ne occorrono parecchi: questa valutazione non l’avrebbe risolta neppure la moviola in campo. Si tratta dunque di una sconfitta per il nuovo che avanza? No, perché in questa situazione, secondo il regolamento dell’ausilio tecnologico, a tener fede sarebbe stata la prima decisione dell’arbitro, quella corretta, vale a dire il gol assegnato alla Sampdoria. Proteste doriane anche sul gol del Milan: Kucka ruba il pallone a Dodò con un tacke deciso, ma regolare. Il brasiliano rimane a terra, ma l’infortunio non è così grave (lo sarebbe ad esempio un colpo alla testa) e non interferisce con lo sviluppo dell’azione quindi è giusto non fermare il gioco.

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La moviola della 32esima giornata di Serie A

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Frosinone-Inter 0-1 (arbitro Tagliavento)

Al 7’ Frara intercetta un tentativo di Felipe Melo allargando il gomito: manca una punizione dal limite a favore dell’Inter.

Frara, Frosinone-Inter

Al 17’ Juan Jesus lancia dalle retrovie Jovetic che s’invola in campo aperto: è posizionato male l’assistente Musolino che segnala un fuorigioco che non c’è; sull’incrocio è Blanchard, penultimo difendente, a tenere in gioco il montenegrino.

Jovetic, Frosinone-Inter

A quel punto Biabiany insacca, ma l’arbitro aveva già fischiato da qualche secondo. Pavlovic cade in area dopo un onesto contatto di gioco con Biabiany: non era assolutamente rigore, ma anche il giallo per simulazione è eccessivo. L’ammonizione poteva, invece, subirla Ciofani, al 25’ del primo tempo, per identico motivo: l’attaccante rialzandosi dice subito che non è rigore e per questo viene perdonato da Tagliavento. Ineccepibile il doppio giallo ai danni di Blanchard: prima interviene con la gamba alta su Icardi, che fortunatamente lo schiva, interrompendo un contropiede dei nerazzurri; a 10’ dalla fine commette, invece, un intervento imprudente con un’entrata dura e scomposta su Jovetic.

Chievo-Carpi 1-0 (arbitro Fabbri)

Gestione sicura da parte di Fabbri sia sul piano tecnico che su quello disciplinare. Al 5’ del secondo tempo Gamberini ferma in scivolata Mbakogu in area: corretto non fischiare, il difensore prende il pallone con un tackle pulito.

Sassuolo-Genoa 0-1 (arbitro Gavillucci)

Sono tre gli episodi chiave e tutti sorridono al team arbitrale. Berardi, prima di servire Defrel al 12’, viene pescato in posizione irregolare su assist di Sansone, con Munoz che devia ma non gioca il pallone, rendendolo punibile: decisione difficile, ma l’assistente Longo vede benissimo.

Berardi, Sassuolo-Genoa

Regolare il gol del Genoa: Rigoni è in off-side sul tiro di Matavz, ma non influenza nessun avversario e Dzemaili, in gioco, è libero di segnare. Proteste neroverdi per un tocco con il braccio di Munoz nel finale. Il pallone sbatte sul difensore dopo una carambola sul ginocchio e un rinvio molto ravvicinato di Tachtsidis: giusto non concedere il calcio di rigore.

Milan-Juventus 1-2 (arbitro Orsato)

Promosso Orsato nel delicato match di San Siro. Al 17’ Rugani respinge in area un cross di Balotelli: il bianconero stringe le braccia sul petto scongiurando saggiamente ogni eventuale rischio di rigore. Bacca si lascia cadere in area nel finale di prima frazione, ma Marchisio non lo tocca: l’attaccante si rialza subito e viene perdonato da Orsato che gli risparmia una corretta ammonizione per simulazione.

Bacca, Milan-Juventus

Sulla doppia miracolosa parata di Buffon su Bacca e Balotelli, l’ausilio della tecnologia aiuta il direttore di gara dopo che la sfera sbatte sulla traversa: a quel punto Balotelli segna con una mano e viene giustamente sanzionato con il giallo per comportamento antisportivo.

No gol, Milan-Juventus

Balotelli, Milan-Juventus

In occasione del gol-partita Pogba mette una mano sulla schiena di Abate e lo sbilancia leggermente: la spinta è lieve ed è condivisibile la decisione di non fischiare da parte di Orsato.

Pogba, Milan-Juventus

Empoli-Fiorentina 2-0 (arbitro Damato)

Corretta la valutazione degli assistenti su entrambe le reti annullate per fuorigioco alla Fiorentina: sia Ilicic, nel primo tempo, che Kalinic, nella ripresa, si trovano infatti al di là del penultimo difensore al momento della conclusione. Curiosità dopo il gol del 2-0 di Zielinski: Dioussé leva la maglia al compagno che viene ammonito; in realtà a meritare il giallo per aver ecceduto nei festeggiamenti (con relativa perdita di tempo) è quindi il senegalese e non certamente Zielinski che si rammarica anche perché era diffidato. Salterà così Lazio-Empoli.

Dioussé, Empoli-Fiorentina

Napoli-Verona 3-0 (arbitro Celi)

Al 23’ Celi non assegna un calcio di rigore netto al Napoli, per evidente trattenuta di Pisano su Albiol sotto gli occhi dell’addizionale Mazzoleni.

Pisano, Napoli-Verona

A quel punto, però, Albiol perde il controllo, si toglie la maglia, protesta con Mazzoleni (e l’azione lì andava fermata subito concedendo un calcio di punizione indiretto al Verona…), viene ammonito da Celi e reagisce, sempre sotto gli occhi di arbitro e addizionale, con dei “bravo, bravo” rivolti ironicamente a Celi applaudendolo. E, cosa ancor più importante, tocca ripetutamente sulla spalla il direttore di gara: Albiol meritava per questo il rosso diretto, ma non arriva nemmeno il secondo giallo.

Albiol, Napoli-Verona

Callejon segna a gioco fermo al 28’, ma la sua posizione di fuorigioco, correttamente rilevata al momento del tocco di Hamsik, è evidente. Manca un giallo a carico di Emanuelson per un intervento imprudente al 40’ sullo stesso Albiol.

Emanuelson, Napoli-Verona

In chiusura di frazione, Callejon prende il tempo a Souprayen e si presenta da solo davanti a Gollini: il difensore non riesce a evitare il fallo, corretto il rigore con annessa espulsione per l’evidente opportunità di segnare una rete negata.

Sampdoria-Udinese 2-0 (arbitro Russo)

Si lamenta l’Udinese per il gol con cui i padroni di casa aprono le marcature. In effetti Muriel, prima di crossare il pallone che Armero devia nella propria porta, lo conquista con una vistosa trattenuta ai danni del connazionale colombiano: il gioco andava fermato.

Contatto in area tra Widmer e Dodò nella ripresa: c’è una leggera trattenuta ma il brasiliano accentua la caduta, giusto lasciar correre.

Torino-Atalanta 2-1 (arbitro Di Bello)

E’ regolare la rete del vantaggio granata. Bruno Peres scatta sul filo del fuorigioco sull’assist di Acquah: a tenerlo in gioco è il piede di Stendardo, perfettamente in linea con la spalla dell’esterno. L’assistente Tasso vede benissimo in una situazione non facile dando un esempio di allineamento esemplare.

Bruno Peres, Torino-Atalanta

La punizione firmata da Cigarini con cui gli ospiti accorciano le distanze è provocata da un tocco di braccio di Peres che interrompe la giocata proprio di Cigarini e viene giustamente ammonito. In pieno recupero viene espulso De Roon: insindacabili le ammonizioni per due entrate fuori tempo a interrompere altrettante azioni significative degli avversari, la prima su Belotti e la seconda su Bruno Peres.

Palermo-Lazio 0-3 (arbitro Gervasoni)

Sullo 0-1 viene annullato un gol a Bisevac: corretto fermare l’azione perché Keita, in gioco pericoloso, arriva quasi a colpire con la gamba la testa di Morganella. Sullo 0-2 giusto annullare il gol di Gilardino, in off-side sul suggerimento di Brugman.

Gilardino, Palermo-Lazio

Nella ripresa non c’è rigore su La Gumina: il contrasto di Lulic è “legale”. Manca un giallo ai danni dello stesso Gilardino, per un fallo di frustrazione in netto ritardo su Mauricio.

Gila, Palermo-Lazio

La gara viene interrotta per due volte da Gervasoni per lancio di petardi e fumogeni da parte della tifoseria di casa: in un clima teso l’arbitro riesce a portare a termine la partita, su indicazione del responsabile dell’ordine pubblico, al quale spetta il verdetto finale in caso di sospensione definitiva.

Roma-Bologna 1-1 (arbitro Massa)

Al 17′ El Shaarawy trova il gol, ma viene annullato per fuorigioco. Effettivamente l’italo-egiziano, al momento della conclusione di Salah, si trova davanti a tutti. Al 25′ Rossettini porta in vantaggio il Bologna. Il difensore, al momento della battuta del calcio di punizione da parte di Rizzo, è in linea con Florenzi, che tiene tutti in gioco. Al minuto 35 Mbaye viene correttamente ammonito per un intervento duro e in ritardo su Perotti. Al 50′ Salah porta in parità la Roma, ma la sua posizione è, seppur di poco, irregolare. Al momento dell’assist di Totti, l’egiziano è infatti davanti a Mbaye, penultimo difendente felsineo, con il ginocchio destro: l’assistente Di Fiore non è allineato e si fa sorprendere in colpevole ritardo.

Salah, Roma-Bologna

Al 78′ Oikonomou riceve il cartellino giallo per un fallo su Perotti, sfuggito alla sua marcatura. Al 94′ Totti viene ammonito per aver calciato lontano una palla in possesso del Bologna.

La moviola della 31esima giornata di Serie A

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Il campionato entra nella sua fase più calda. Dopo la giornata peggiore della stagione per la classe arbitrale (il turno pre-pasquale), si riprende senza mezze misure: ci sono assistenti che brillano come Dobosz allo Stadium e arbitri che steccano come Guida al Meazza.

Carpi-Sassuolo 1-3 (arbitro Cervellera)

Al 4′ è regolare la posizione di Sansone sul lancio di Defrel in occasione del primo gol del Sassuolo. Magnanelli stende Di Gaudio e viene ammonito, dalla giusta punizione arriva il gol del Carpi. Al 26′ Duncan in area per Defrel che va giù sul contrasto di Gagliolo, per Cervellera è tutto regolare. Giusto così. Nel finale di primo tempo fallo di mano di Sansone al limite, non in area di rigore. Giusta la punizione senza cartellino giallo: l’attaccante, infatti, non interrompe un passaggio tra due avversari, ma crossa un pallone indirizzato nel mucchio a centro area.

Juventus-Empoli 1-0 (arbitro Calvarese)

Esame superato per il direttore di gara, ma soprattutto per l’assistente internazionale Dobosz, tirato a lucido: al 28’ Lichtsteiner conclude da fuori area, Skorupski respinge e Morata controlla per poi saltare Bittante che lo atterra. Sarebbe rigore e rosso per l’evidente opportunità di segnare una rete negata, ma un attimo prima arriva il fischio per il fuorigioco di rientro dello stesso Morata sul tiro dello svizzero: chiamata da palati fini.

Morata, Juventus-Empoli

Al 39’ viene fermato anche Pogba: in realtà, l’off-side è sempre di Morata che secondo l’assistente partecipa all’azione impedendo a Bittante di intervenire. In questo caso la finezza è un po’ forzata. Infine, sul gol-partita nessun dubbio: Lichtsteiner è davanti a tutti ma non influenza nessuno e Mandzukic, in posizione regolare, stacca di testa su cross di Pogba. Allo scadere Zaza, già ammonito, chiede un rigore che non c’è e poi protesta vibratamente (vola un “figlio di p…”), ma Calvarese fa finta di non sentire.

Udinese-Napoli 3-1 (arbitro Irrati)

I due rigori contro il Napoli ci sono: il primo nasce da un fallo di Koulibaly, in ritardo su Badu; in questo caso siamo ai limiti della chiara occasione da gol, ma il giallo è condivisibile. Il secondo è meno evidente, ma Ghoulam tocca da dietro Widmer sul tallone facendogli perdere l’equilibrio: in questo caso il giallo è severo (considerata la posizione defilata e mancando il requisito dell’imprudenza) e la mente va a episodi simili in cui la sanzione non è stata comminata, tra cui Alex Sandro nel derby della Mole.

Ghoulam, Udinese-Napoli

Poco dopo Sarri protesta per un fallo di Callejon su Armero e viene allontanato. In avvio di ripresa Zapata ruba il pallone a Koulibaly e s’invola in contropiede: il difensore lo trattiene interrompendo un’azione significativa. Errore del team arbitrale: mancano la punizione e un secondo giallo da manuale.

Koulibaly, Udinese-Napoli

Ineccepibile il doppio giallo mostrato a Higuain: protesta plateale nella prima occasione per un fuorigioco che non c’era e reazione su Felipe (ginocchiata e calcetto maliziosi) alla mezzora della ripresa. Seconda ammonizione corretta, anche se Felipe meritava a sua volta il giallo per la sceneggiata.

Higuain, Udinese-Napoli

A quel punto l’argentino perde la testa, inveisce contro Irrati e gli mette le mani sul petto: ora rischia una squalifica pesantissima (tre giornate?)

Atalanta-Milan 2-1 (arbitro Rocchi)

Corretta l’assegnazione del rigore al Milan: Stendardo tocca il pallone inspiegabilmente con la mano dopo una sponda di Bacca per Zapata; manca il giallo per l’Avvocato. Contatto Bertolacci-Diamanti in area: fa bene Rocchi a lasciar correre. Il pari dell’Atalanta nasce da un angolo per presunta deviazione di Antonelli sul tiro di Gomez: difficilissimo ravvisare il tocco in tempo reale, che comunque sembra non esserci. Alla mezzora della ripresa c’è una furbata di Cigarini che resta impunita: sugli sviluppi di un corner il centrocampista esce deliberatamente dal terreno di gioco per indurre l’assistente a segnalare un eventuale fuorigioco.

Cigarini, Atalanta-Milan

Poi, però, rientra e salva quasi sulla linea di porta un tiro pericoloso di Menez. Cigarini, che una volta uscito dal campo era come se fosse sulla linea di fondo ai fini del fuorigioco, andava ammonito per comportamento antisportivo (con punizione per il Milan sulla linea dell’area di porta nel punto più vicino rispetto all’infrazione): si sarebbe trattato, tra l’altro, del secondo giallo con conseguente espulsione.

Cigarini,Atalanta-Milan

Chievo-Palermo 3-1 (arbitro Mariani)

Sospetto off-side sul pareggio del Palermo: Gilardino parte leggermente oltre Gobbi, penultimo difendente, con la spalla è in fuorigioco ma nel dubbio l’assistente Stallone tiene la bandierina abbassata.

Gilardino, Chievo-Palermo

Poco dopo, però, lo stesso Stallone non fa altrettanto fermando Trajkovski che, a gioco fermo, conclude in rete: la sua posizione era regolare. Questione di centimetri anche la posizione di Rigoni sul 2-1 per il Chievo, sempre dalla parte di Stallone: in questo caso è corretto non segnalare il fuorigioco.

Fiorentina-Sampdoria 1-1 (arbitro Gervasoni)

Regolare la posizione di Ilicic sull’assist di Borja Valero per il gol d’apertura. Sul pareggio della Samp protesta la Fiorentina, ma il contatto tra Correa e Babacar è lieve e non giustifica l’assegnazione del fallo. Nulla da eccepire sulla doppia ammonizione di Correa: prima perde il pallone e stende Vecino interrompendo il contropiede avversario, poi fa lo stesso errore con Ilicic con una vistosa trattenuta. Nel finale è solare il fuorigioco di Błaszczykowski che ribadisce il pallone in rete dopo una respinta di Viviano su conclusione di Marcos Alonso.

Genoa-Frosinone 4-0 (arbitro Mazzoleni)

Proteste dei ciociari su due mancati fischi di Mazzoleni che portano ai primi due gol di Suso: nella prima occasione, in effetti, Gabriel Silva si aiuta con un braccio e atterra Dionisi con una trattenuta ascellare commettendo fallo.

Gabriel Silva, Genoa-Frosinone

Nella seconda, invece, Izzo ruba il pallone a Kragl: intervento deciso ma sul pallone, corretto lasciar proseguire.

Lazio-Roma 1-4 (arbitro Banti)

Alla fine del primo tempo Felipe Anderson si lascia cadere in area dopo un contrasto con Rudiger: giusto non concedere rigore. I dubbi riguardano semmai l’intervento di Manolas su Keita. Il greco, con un’entrata molto rischiosa in scivolata, prende pallone e avversario, ma c’è anche un sospetto tocco di Florenzi (piede destro su piede destro) che avrebbe giustificato il calcio di rigore.

Florenzi, Lazio-Roma

Sull’1-4 della Roma, Perotti si aggiusta il pallone con un braccio: l’azione andava fermata.

Perotti, Lazio-Roma

Corretta l’espulsione di Hoedt per due entrate entrambe a rischio rosso diretto: prima stende Nainggolan – perfetta la concessione del vantaggio da parte di Banti che porta allo 0-2 della Roma e attento anche l’assistente sulla posizione di Dzeko che è regolare – poi irrompe in scivolata su Florenzi in maniera quantomeno imprudente.

Inter-Torino 1-2 (arbitro Guida)

Nel primo tempo Guida assegna un rigore all’Inter: Moretti si avventura a corpo morto per murare il tiro di Brozovic e si prende tutti i rischi del caso. Il braccio appoggiato a terra è sufficientemente largo e la distanza non è ravvicinata.

Moretti, Inter-Torino

Le direttive Fifa e Uefa valutano interventi del genere punibili con il calcio di rigore: semmai andrebbe rivista la regola perché il buon senso suggerisce ovviamente l’involontarietà. Ma per il fallo di mano ci sono da anni chiari parametri per uscire dall’equivoco dell’involontarietà che, essendo la più alta forma esistente di discrezionalità, non può costituire un riferimento per un arbitro. Icardi cade in area a inizio ripresa: troppo poco per giustificare il penalty. Inter in 10 per la doppia ammonizione di Miranda: il primo giallo, subito dopo l’1-0 dell’Inter, è severo; il brasiliano intercetta il pallone appena sotto la spalla e Guida lo interpreta come interruzione di un passaggio di Maxi Lopez a Belotti.

Miranda, Inter-Torino

Il secondo, invece, è sacrosanto perché Miranda con un fallo da dietro ferma ingenuamente lo stesso Belotti. Decisivo l’errore di Guida e dell’addizionale sul presunto contatto Nagatomo-Belotti che porta all’1-2 granata e alla doppia inferiorità numerica dei nerazzurri: l’attaccante è furbo e si lascia cadere trascinando la gamba e simulando dopo che il giapponese si era fermato in tempo per evitare il contatto.

Belotti,Inter-Torino

A quel punto scatta automaticamente il rosso ai danni di Nagatomo per l’evidente opportunità di segnare una rete: oltre al danno la beffa.

Bologna-Verona 0-1 (arbitro Ghersini)

Partita sempre saldamente in controllo del fischietto genovese che si limita a quattro ammonizioni.

La moviola della 30esima giornata di Serie A

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Arrivano le vacanze di Pasqua: Domenico Messina, designatore della Can A, richiamerà i suoi uomini a una maggiore attenzione poiché abbiamo assistito al peggiore weekend della stagione per la categoria arbitrale.

Empoli-Palermo 0-0 (arbitro Massa)

Gialli condivisibili. Ben coadiuvato sui fuorigioco, Massa dirige con disinvoltura una gara che fila via liscia.

Roma-Inter 1-1 (arbitro Orsato)

Al 16’ intervento imprudente e in netto ritardo di Pjanic su Medel: il bosniaco se ne rende conto e chiede subito scusa, ma meritava il cartellino giallo. Corretto annullare al 35’ una rete a Salah che sul fischio di Orsato scavalca Handanovic con un pallonetto: l’egiziano è oltre Murillo, penultimo difendente, sul lancio di Pjanic. Al 62’ non viene segnalato un fuorigioco di rientro dello stesso Pjanic: ne scaturisce un calcio in fronte di Medel ai danni del bosniaco con punizione dal limite e giallo sventolato al cileno.

Pjanic, Roma-Inter

Pjanic perde sangue e dovrebbe uscire dal campo, ma è troppa la voglia di battere la punizione e Orsato gli consente di utilizzare un tampone un po’ casereccio. Al 68’ Dzeko costringe Handanovic alla parata con un colpo di testa: nessuno, né l’arbitro né l’addizionale Rocchi né i giocatori della Roma si accorgono di una deviazione di mano di Miranda che salta con il braccio alto e si prende un enorme rischio. Era passibile di rigore.

Miranda, Roma-Inter

Atalanta-Bologna 2-0 (arbitro Giacomelli)

Non c’è fuorigioco di Gomez sull’assist di Diamanti in occasione del vantaggio atalantino. Giusto, invece, annullare la rete di Maietta: c’è l’offside. Reclama un rigore Giaccherini, ma il contatto con Masiello è troppo leggero per giustificare il fischio. Poi cominciano le dolenti note: da annullare il 2-0 dei bergamaschi perché Pinilla non si limita a un contrasto spalla a spalla, ma sbilancia Maietta colpendolo sulla schiena.

Pinilla, Atalanta-Bologna

Non c’è il rigore fischiato da Giacomelli e sbagliato da Pinilla: l’intervento di Gastaldello sul Papu Gomez è nettamente sulla palla. Il difensore rimedia anche un giallo (sarebbe dovuto essere rosso per la chiara occasione da gol negata) che gli costerà caro: nel finale arriva, infatti, anche il secondo per un fallo sullo stesso Gomez.

Gastaldello, Atalanta-Bologna

Giusto punire Mbaye con il rosso diretto: entrata con il piede a martello sempre sul Papu, il terzino colpisce anche il pallone ma questo non basta a esentarlo dalla vigoria sproporzionata.

Frosinone-Fiorentina 0-0 (arbitro Valeri)

Al 17’ Ciofani punta Gonzalo Rodriguez ed entra in area: il contatto non giustifica l’assegnazione del rigore, semmai è l’attaccante a lasciarsi cadere. Al 30’, invece, la squadra arbitrale non si accorge di una manata di Blanchard a Kalinic, appostato in area in attesa di ricevere un cross dalla sinistra: mancano rigore e rosso nei confronti del difensore per un episodio potenzialmente da prova televisiva.

Blanchard, Frosinone-Fiorentina

Torino-Juventus 1-4 (arbitro Rizzoli)

Derby della Mole complicatissimo per Rizzoli. Già nel primo tempo la gestione dei falli non convince per un mancato fischio su un intervento di Vives su Dybala al limite dell’area che, sul ribaltamento di fronte, genera un’entrata da dietro a rischio giallo di Bonucci su Belotti. Dopo le cinque ammonizioni comminate nella prima frazione, il match diventa ancor più spigoloso nella ripresa. Giusto assegnare il rigore dell’1-2 al Torino su segnalazione dell’addizionale Irrati: Alex Sandro sfiora il pallone, ma stende ingenuamente Bruno Peres da dietro al suo ingresso in area.

Alex Sandro, Torino-Juventus

Fa discutere il mancato provvedimento disciplinare perché sarebbe stato il secondo giallo e sono due i parametri da considerare: l’eventuale azione significativa (Bruno Peres si trovava in una posizione abbastanza defilata e Rugani stava sopraggiungendo per raddoppiare la marcatura) e soprattutto l’imprudenza (totale noncuranza del pericolo per l’avversario), ma il team arbitrale propende per la semplice negligenza (mancanza di attenzione nell’effettuare un contrasto). La seconda ammonizione sarebbe stata condivisibile anche se – è bene ricordarlo in ottica moviola in campo – rientriamo nell’ambito delle interpretazioni. Nella circostanza Bonucci eccede nelle proteste e viene giustamente ammonito: non ci sono testate o presunte tali.

Bonucci, Torino-Juventus

Lo stesso Bonucci, pochi minuti dopo, cintura Maxi Lopez spalle alla porta: Rizzoli lo grazia risparmiandogli il secondo giallo.

Gaston Silva, Torino-Juventus

Reclama un rigore anche la Juventus: Gaston Silva rischia grosso perché prima interviene nettamente sul pallone, ma poi travolge Cuadrado sullo slancio.

Maxi Lopez, Torino-Juventus

Al 58’ altro episodio incriminato: Maxi Lopez, su assist di Bruno Peres, deposita in rete ma viene fermato per un fuorigioco che non c’è; il piede sinistro di Cuadrado lo tiene in gioco, valutazione non facile per l’assistente Tonolini.

Glik, Torino-Juventus

Poco prima del 4-1 Alex Sandro subisce da Glik un fallo da dietro molto simile a quello che aveva commesso: anche qui manca la seconda ammonizione. Regolare il gol di Morata, tenuto in gioco da Acquah sul tiro di Pogba. Infine Khedira, forse indispettito da un fallo di Baselli ai suoi danni erroneamente non fischiato, viene espulso per una parola di troppo nei confronti di Rizzoli.

Sampdoria-Chievo 0-1 (arbitro Pairetto)

Rigore evidente negato al Chievo: Silvestre prende in pieno il piede sinistro di Spolli in area di rigore, ma Pairetto lascia proseguire.

Silvestre, Sampdoria-Chievo

Quando Fernando stende Pepe, che si era incuneato in area avversaria, l’arbitro concede giustamente il penalty: ingenuo il centrocampista doriano che non si preoccupa minimamente della sfera. Sul tiro di Birsa, però, osservate la posizione di Viviano, di un paio di metri oltre la linea di porta: il calcio di rigore era assolutamente da ripetere.

Viviano, Sampdoria-Chievo

Regolare il gol di Meggiorini, non c’è fuorigioco sul cross di Birsa. Al 33’ Fernando rifila un colpo sul collo a Cesar a palla lontana: la reazione del difensore è francamente eccessiva, ma manca il rosso diretto a Fernando e, considerato che l’episodio è sfuggito alla squadra arbitrale, ci sarebbero i presupposti per la prova tv.

Fernando, Sampdoria-Chievo

Sassuolo-Udinese 1-1 (arbitro Di Bello)

Sul gol del vantaggio dell’Udinese c’è un contrasto al limite di Armero che avvia l’azione terminata con il gol di Zapata: in effetti, il colombiano si aiuta con le braccia per liberarsi della marcatura di Politano che comunque non fa nulla per restare in piedi.

Armero, Sassuolo-Udinese

Rischia il secondo giallo Hallfredsson che, dopo un primo fallo su Vrsaljko, gli salta sopra con irruenza per scavalcarlo.

Hallfredsson, Sassuolo-Udinese

Verona-Carpi 1-2 (arbitro Russo)

Nulla da appuntare sui due gialli mostrati a Rebic: fallo tattico e pestone, entrambi su Crimi.

Napoli-Genoa 3-1 (arbitro Gervasoni)

Higuain è in posizione regolare quando riceve il pallone di Hysaj e lo tramuta nel gol del pareggio. Il Pipita, al momento dell’infortunio di Burdisso, scaraventa via la sfera con rabbia: Gervasoni gli risparmia un giallo da manuale.

Higuain, Napoli-Genoa

Al contrario, viene ammonito Insigne che calcia dopo il fischio di chiusura del primo tempo in quanto seccato dal non poter concludere l’azione. Sull’1-1 corretto non concedere rigore sull’intervento in area di De Maio: il cross di Insigne carambola prima sul piede del difensore e solo in un secondo momento sul braccio.

De Maio, Napoli-Genoa

Da annullare il 3-1: l’autore dell’assist per El Kaddouri, Gabbiadini, era oltre Gabriel Silva, penultimo difensore; l’errore nasce dal posizionamento dell’assistente Paganessi che è in colpevole ritardo.

Gabbiadini, Napoli-Genoa

Milan-Lazio 1-1 (arbitro Tagliavento)

Tagliavento fischia una punizione dal limite a favore del Milan dopo che sia Montolivo che Parolo cercano di arpionare il pallone entrando con la gamba alta: il centrocampista rossonero anticipa leggermente l’avversario e riceve i suoi tacchetti sul ginocchio.

Parolo, Milan-Lazio

È giustamente lui a subire il fallo – che nel momento in cui c’è il contatto esclude il calcio di punizione indiretto – ma i dubbi nascono dalla posizione che sembra essere all’interno dell’area di rigore.

Montolivo, Milan-Lazio

Lulic viene correttamente espulso per due falli in fotocopia su Honda, lanciato in contropiede. Nel finale c’è un tocco molto sospetto di Zapata: il tiro di Djordjevic è ravvicinato e il braccio del difensore è attaccato al corpo, anche se il movimento, che di fatto diventa una stoppata, è scomposto. La differenza rispetto all’episodio riguardante De Maio in Napoli-Genoa, che configura il rigore, è sostanziale: in questo caso il pallone sbatte prima sul braccio del giocatore e poi sulla gamba.

Zapata, Milan-Lazio