Howard Webb rivela: “I giocatori mi chiedevano di essere ammoniti per godersi il Natale”

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Ci è capitato più volte in passato di vedere giocatori cercare deliberatamente l’ammonizione al fine di saltare la partita successiva, un match ininfluente, per essere presenti a quella dopo. Avevano fatto clamore, ad esempio, i secondi gialli di Xabi Alonso e Sergio Ramos in Ajax-Real Madrid del novembre 2010 (quinta giornata della fase a gironi), pilotati su preciso ordine dell’allora tecnico dei Blancos José Mourinho ai suoi calciatori per avere la certezza di non perderli in vista del primo match a eliminazione diretta. All’epoca la UEFA era intervenuta con una squalifica ai danni del portoghese e delle multe a carico dei giocatori protagonisti. Giunge nuova, invece, la richiesta di alcuni calciatori di Premier League di farsi ammonire per non perdere la festività del Natale.

È quanto racconta l’ex arbitro inglese Howard Webb in un’intervista. In Inghilterra si gioca da tradizione a Santo Stefano, una delle giornate più belle per gli appassionati che vivono con trepidazione il Boxing Day e gli altri appuntamenti a cavallo di Capodanno. Evidentemente non tutti i tesserati erano ben disposti a sacrificare le giornate solitamente dedicate alle feste in famiglia per allenamenti e match ufficiali e hanno sfruttato la loro quinta sanzione, con conseguente squalifica da regolamento, in modo discutibile:

Non è una cosa che i tifosi vorrebbero sentire, ma alcuni giocatori mi chiedevano di essere ammoniti nel periodo di Natale

 

D’altronde basta veramente poco per ottenere lo scopo: “E’ sufficiente calciare lontano il pallone“, come racconta l’ex direttore di gara della finale di Champions League 2010 e della finale dei Mondiali in Sudafrica lo stesso anno. Mezzucci banali, studiati per far scattare sanzione e sospensione, che hanno scatenato delle reazioni su Twitter da parte dei tifosi: “Se i giocatori chiedono il cartellino giallo, dovrebbero essere multati e squalificati a lungo”. Difficile pensarla diversamente trattandosi di professionisti…

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Giocatrice espulsa cerca di baciare l’arbitro: 6 giornate di squalifica

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Le motivazioni di una lunga squalifica possono essere particolari, ma quella che vi stiamo per raccontare è assolutamente bizzarra e fuori dal comune. Tuffiamoci nel calcio a cinque e precisamente nel campionato regionale femminile. Giulia Mirmina, calciatrice dell’Atletico Foligno, subisce il secondo cartellino giallo da parte dell’arbitro e reagisce avventandosi su di lui al grido di: “Lo voglio baciare ripetutamente”.

Lo ha scritto il direttore di gara (uomo, è bene precisarlo) nel referto e il Giudice Sportivo, Marco Brusco, ha calcato la mano decretando una squalifica di 6 giornate:

Espulsa per doppia ammonizione, anziché abbandonare il campo, tentava di avventarsi sul direttore di gara urlando provocatoriamente “Lo voglio baciare ripetutamente”. Solo l’intervento di alcune compagne di squadra che la bloccavano, impediva alla stessa il contatto fisico con l’arbitro il quale, tuttavia, veniva fatto oggetto di frasi irriguardose

Un bacio ovviamente provocatorio, un modo di protestare anomalo. A Terni l’Atletico Foligno è stato sconfitto per 6-1 dal CLT, ma tutto il Palasport ricorderà la gara per quell’urlo di rabbia ad annunciare, o meglio minacciare, un bacio.

 

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Italia-Germania: la VAR annulla il gol di Volland, ma è subito polemica

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I test servono a questo, ad abituarsi alle situazioni più complesse per allenarsi e farsi trovare pronti quando la Video Assistant Referees entrerà stabilmente nel mondo del calcio. Ne ha avuto la dimostrazione il team arbitrale che ha diretto l’amichevole Italia-Germania. Al 62’ Kimmich serve dalla destra Volland che insacca il pallone alle spalle di Donnarumma. L’assistente Barbosa Tavares alza la bandierina senza esitazioni. A fine gara è Massimo Busacca, responsabile arbitri della FIFA, a svelare come sono andate le cose:

Non ho deciso io, ma i due assistenti alla VAR. In sei secondi sono riusciti a valutare che il ginocchio di Volland era avanti. Quindi la decisione di annullare quella rete era giusta. Anche da queste immagini riusciamo a commentare quello che la VAR ha visto in sei secondi

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Discorso chiuso? Un successo della tecnologia? Così non sembrerebbe perché la difficoltà nel prendere una decisione simile alimenta dei dubbi sui quali si sta lavorando, come ribadisce lo stesso Busacca. Valutare che il ginocchio di Volland era in fuorigioco mette a dura prova anche un computer, figuriamoci degli esseri umani che devono bloccare mentalmente l’immagine in una frazione di secondo. Per questo motivo si sta studiando l’introduzione di uno strumento che valuti l’offside modello Goal Line Technology al fine di emettere in tempi rapidissimi una sentenza definitiva anche sul centimetro. Il piano B sarebbe modificare la regola rendendola più semplice con un tuffo nel passato.

Roberto Rosetti, responsabile della VAR in Italia, conferma tempi e prospettive della nuova frontiera del calcio:

Il nostro obiettivo resta iniziare con la prossima Coppa Italia

“Si sta lavorando in modo produttivo, i risultati si vedono, bisogna ottimizzare alcune situazioni ma stiamo lavorando. L’arbitro non è indebolito, siamo concordi in questo anche con Pierluigi Collina. È importante che il direttore di gara mantenga la sua autorevolezza. Più passa il tempo e più mi convinco che sarà un’innovazione importante”, conclude Rosetti che dopo Italia-Francia a Bari e la gara di Bergamo dell’Under 21 contro la Danimarca ha visto all’opera la terza sperimentazione online della VAR, nella speranza che il lavoro dei video assistenti porti ai risultati auspicati.

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Cristiano Ronaldo graziato: “vaffa” all’arbitro e presunto gestaccio

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Non è il miglior momento della carriera di Cristiano Ronaldo. Per il portoghese Real Madrid-Leganes è stata la quinta partita consecutiva senza gol al Santiago Bernabeu e il suo nervosismo è emerso al 17’: Ruben Perez è intervenuto fallosamente sulla caviglia destra dell’asso dei Blancos, un intervento meritevole di cartellino giallo che l’arbitro ha lasciato correre. Ronaldo non l’ha presa bene, ha protestato per parecchi secondi e, anche quando il pallone gli è ritornato tra i piedi, ha proseguito la sua battaglia contro Mateu Lahoz: il labiale ha rivelato un inequivocabile “vaffa” in inglese.

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Lahoz è stato così costretto a interrompere il gioco per ammonire CR7, graziato poiché il rosso sarebbe stato sacrosanto. Anche nei minuti successivi Cristiano Ronaldo ha continuato a criticare l’operato del direttore di gara valenciano con il quale c’è un precedente non edificante. Nel marzo 2015, in un Barcellona-Real Madrid, il portoghese afferrò le proprie parti basse rivolgendosi polemicamente a Lahoz in questo modo: “Eh, Mateu! Te gusta, eh? Te gusta?”.

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Ronaldo, che ha terminato la gara senza riuscire a tirare in porta, era già stato avvisato da Lahoz che gli aveva intimato di giocare con la testa e senza eccedere nelle proteste. Dopo aver incassato il cartellino giallo, sui social si è scatenato il dibattito anche su un presunto gestaccio indirizzato all’arbitro oltre al già citato “vaffa”: in realtà, chi smentisce l’accusa fa leva sull’uso del dito indice da parte del portoghese.

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Tragedia in Messico: arbitro espelle giocatore, subisce una testata e muore

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Una partita tra dilettanti si trasforma in tragedia in Messico. A Tulancingo, città che si trova nello Stato di Hidalgo (Messico centrale), un calciatore riceve un’espulsione e colpisce l’arbitro con una testata, durante il match tra Canarios e Rojo Gomez di domenica 6 novembre. Il direttore di gara cade a terra privo di sensi e quando i paramedici accorrono per prestare i soccorsi purtroppo è già tardi.

Secondo le informazioni raccolte dai media locali il giocatore in questione è Ruben Rivera Vázquez mentre l’arbitro si chiamava Victor Trejo. L’episodio ha provocato una rissa e il colpevole ne ha approfittato per scappare: le autorità sono sulle sue tracce.

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Brasile, giocatore espulso perde la testa: arbitro colpito e protetto dall’esercito

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È finita come peggio non poteva la finale del campionato brasiliano di Serie C. Il Boa Esporte batte 3-0 il Guarani e un giocatore degli ospiti, Ferreira, perde letteralmente la testa. Dopo aver rifilato un colpo a Rodolfo, il difensore viene espulso dall’arbitro Marcos Mateus Pereira e, convinto di aver subito un’ingiustizia, si fionda sul direttore di gara spingendolo a terra.

https://twitter.com/oluwashina/status/795578721633714176

I compagni riescono a stento a frenare l’ira di Ferreira che si rifiuta di lasciare il terreno di gioco finché l’allenatore dei portieri della sua squadra, Gléguer, lo costringe a prendere la via degli spogliatoi. Nel frattempo, interviene l’esercito per difendere l’arbitro ed evitare ulteriori guai. Di fatto la sua reazione sancisce anticipatamente la fine delle speranze del Guarani di poter raddrizzare la finale di campionato.

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Da Milan-Juventus ad Atalanta-Inter: la VAR è urgente, ma la GLT viene contestata!

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La nona giornata della Serie A 2016-17 verrà ricordata come quella dei paradossi. A spiccare è l’annullamento del gol regolare di Pjanic in Milan-Juventus, ma anche un malfunzionamento della Goal Line Technology durante il derby della Lanterna che ha portato come conseguenza accese proteste dei giocatori del Chievo per una rete non convalidata a Gamberini a Empoli. Giustamente viene invocata la tecnologia, ma se non ci si fida nemmeno del supporto elettronico sarà dura ottenere la svolta auspicata.

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Andiamo con ordine. A Genova il primo tempo è ricco di episodi: l’1-1 del Genoa è regolare perché Rigoni è tenuto in gioco da Silvestre sul cross di Edenilson. L’annullamento del gol di Pandev è più controverso: l’attaccante sembra avere il busto leggermente oltre Quagliarella, penultimo difendente, ma parliamo di centimetri e in ogni caso non si può considerare un errore.

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Poi succede qualcosa di anomalo: sul colpo di testa di Silvestre che colpisce la traversa e ricade sul terreno di gioco ben al di qua della linea di porta, gli orologi dei collaboratori di Tagliavento vibrano. Il gioco viene necessariamente fermato dall’arbitro e i tecnici confermano la decisione di partenza: non è gol. Giusto assegnare il rigore a Quagliarella, poi parato da Perin: il portiere del Genoa tocca l’attaccante con la mano destra sulla gamba destra e si guadagna un giallo. Corretto perché non c’è un’evidente opportunità di segnare una rete e Perin cerca comunque di intervenire onestamente sul pallone (il nuovo regolamento parla chiaro).

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A San Siro prima del caso della giornata c’è una manata di Paletta ai danni di Bonucci a palla lontana: il difensore rossonero rischia di provocare un rigore, ma Rizzoli decide di lasciar correre su suggerimento di Massa. Al 36’ la punizione di Pjanic s’insacca alle spalle di Donnarumma: Cariolato non alza la bandierina ed evidentemente considera buona la posizione di Bonucci. Se Bonucci parte in posizione regolare, Benatia è invece in off-side, ma non è punibile perché il suo fuorigioco è passivo dato che si disinteressa e non influenza il portiere. L’unico che tenta di deviare il pallone e ostruisce la linea di visione del portiere è proprio Bonucci che era partito da dietro.

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Le considerazioni sono le seguenti:

  1. 1. La cosiddetta linea di visione del portiere sta prendendo il sopravvento nelle valutazioni di fuorigioco a tal punto che su un incrocio o si rischia di sbagliare la cosa fondamentale (banalmente chi è in fuorigioco e chi no?) o si puniscono anche dei giocatori che non fanno nulla per influenzare il portiere. La regola è cervellotica, crea sempre problemi a velocità naturale e andrebbe rivista.
  2. 2. Il conciliabolo del team arbitrale ha generato una decisione sbagliata. Rizzoli (la decisione finale spetta sempre al primo arbitro), Cariolato (su una valutazione di fuorigioco chi si deve prendere la responsabilità se non l’assistente di linea?) e l’addizionale Massa (colui che, secondo Allegri, ha insinuato il dubbio a Rizzoli, anche se la sua posizione poteva aiutare a capire chi influenzava il portiere, ma di sicuro non chi partiva in fuorigioco) hanno dimostrato che i limiti umani sarebbero stati cancellati dalla VAR. In un paio di secondi la tecnologia avrebbe risolto la questione.

Nel finale, Pjanic rifila una scarpata a Donnarumma: fallo fuori tempo che configura l’imprudenza, manca il secondo giallo a carico del bosniaco.

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Corretti i due rigori assegnati da Rocchi all’Udinese, per trattenute di Campagnaro e Crescenzi ai danni di Zapata. In Crotone-Napoli, il fallo di reazione di Gabbiadini porta a un’inevitabile espulsione per condotta violenta che gli farà saltare anche la sfida contro la Juve del prossimo weekend. Nel primo tempo di Atalanta-Inter, Medel rifila una manata a Kurtic non vista dagli ufficiali di gara: il cileno rischia la prova televisiva a meno che il gesto venga considerato non violento.

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Anche in questo caso la VAR che – ricordiamolo – può essere richiesta solo dall’arbitro o dal collega posizionato davanti ai monitor, avrebbe fugato ogni dubbio: espulsione per condotta violenta. Netto il rigore del 2-1 causato da Santon mentre, nel finale, Icardi deposita in porta il pallone nell’istante in cui Doveri ferma il gioco per un fallo in attacco dell’argentino. In realtà, è Icardi che viene spinto e cerca in tutti i modi di evitare il portiere.

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Regolare il gol del pareggio della Fiorentina: Kalinic è tenuto in gioco da Salamon sull’assist di Tello. A Torino proteste per il rigore concesso ai granata: Parolo aumenta il volume, ma il tiro di Ljajic è molto ravvicinato e il movimento può essere considerato congruo. È Di Paolo a suggerire il penalty a Giacomelli, ma propendere per l’involontarietà sarebbe stato corretto. Fischiato il rigore, andava mostrato il secondo giallo a Parolo. La VAR qui non sarebbe intervenuta: siamo nel campo dell’interpretazione.

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A Bologna l’assistente Marrazzo valuta bene due situazioni di fuorigioco che equivalgono ad altrettanti gol annullati per i rossoblù: più semplice la prima su Krejci, non banale la seconda su Torosidis.

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In Roma-Palermo l’entrata scomposta di Manolas viene punita solo con il giallo: Aleesami è lanciato verso la porta, ma a prescindere dall’eventuale chiara occasione da gol il fallo merita di per sé il rosso per vigoria sproporzionata.

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Spagna: arbitro di 18 anni aggredito dalla nonna di un calciatore

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Gli arbitri ne vedono sempre delle belle e di solito sono i genitori dei calciatori la componente più delicata da gestire, ma Alvaro de la Iglesia, giovane direttore di gara spagnolo, non poteva immaginarsi di subire l’aggressione di una nonna. Dopo la partita valida per la 1ª División Provincial de Cadetes (Categoria Amatori di Leon) tra il Puente Castro e la Peña, il 18enne ha raccontato a ‘Marca’ l’accaduto:

Dopo il fischio finale una signora di sessant’anni mi ha tagliato la strada, poi mi ha preso per un braccio, graffiato e ha cercato di tirarmi quattro, cinque schiaffi colpendomi due volte sul braccio e sul petto

A far perdere la pazienza alla signora, che si è scoperta essere la nonna del portiere della squadra di casa, è stata l’espulsione di un giocatore dei locali e l’allontanamento di un delegato in panchina. Durante la partita non si erano verificate particolari proteste o incidenti, ma la nonna aveva già ricoperto il 18enne di insulti per poi passare direttamente alle mani. L’arbitro ha subito chiamato la polizia, ma nel frattempo la donna si era dileguata.

Io ho denunciato tutto, ora è compito degli inquirenti dare un nome a quel volto. Non è la prima volta che mi capitano cose del genere, in questi miei primi 3 anni di carriera anche un tifoso mi aveva preso a calci nel sedere. A breve inizierà il processo

Chissà cosa ne pensa la nonna di Florenzi…

La moviola dell’ottava giornata di Serie A: tradiscono i rigori, Wallace rischia la prova tv

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Napoli-Roma 1-3 (arbitro Orsato)

Daniele Orsato dirige una partita molto intensa e altrettanto corretta nella prima frazione. Il primo giallo arriva, infatti, solo al 45’ per un intervento imprudente di Paredes su Allan. Nella ripresa, gli animi si surriscaldano e cresce l’agonismo: Juan Jesus placca Callejon a centrocampo e ferma un contropiede avversario guadagnandosi l’ammonizione. Al 53’ episodio singolare: Mertens, impegnato nel riscaldamento a bordocampo, protesta per un contatto indubbiamente falloso tra Koulibaly e Dzeko che induce Orsato ad assegnare una punizione per la Roma. Il belga viene sanzionato con il giallo e Florenzi crossa il pallone che il bosniaco trasforma nello 0-2 giallorosso. Poco dopo lo stesso Mertens viene steso da Juan Jesus che rischia il secondo giallo con uno sgambetto che ferma un’azione significativa del Napoli: Orsato lo perdona. Corrette le ammonizioni comminate a Dzeko e Allan per irregolarità su Koulibaly e lo stesso Dzeko. La posizione di Salah è regolare sull’assist di De Rossi nell’azione dell’1-3 mentre, nel finale, l’attaccante bosniaco tergiversa e subisce il recupero di Koulibaly prima di andare al tiro: l’entrata è decisa ma regolare, giusto non assegnare il rigore. Qualche minuto prima anche Fazio, con un intervento provvidenziale, aveva chiuso Mertens: il tackle è sul pallone, lo stesso belga afferma che non è rigore con un gesto di fair-play.

Pescara-Sampdoria 1-1 (arbitro Celi)

Coda si fa espellere ingenuamente per doppia ammonizione. Corretta la prima (su Alvarez), sacrosanta la seconda per la durissima entrata fuori tempo su Budimir che un attimo prima si era scontrato con Bizzarri senza commettere fallo: l’addizionale Martinelli aiuta Celi nella circostanza. Bahebeck non fa nulla per restare in piedi, ma la spinta di Sala c’è e giustifica il rigore assegnato al Pescara e sbagliato da Caprari.

Juventus-Udinese 2-1 (arbitro Gavillucci)

Al 42’, prima della punizione calciata perfettamente da Dybala, Evra spintona Jankto a gioco fermo: Gavillucci cerca ma non trova collaborazione dall’addizionale, manca un’ammonizione ai danni del francese.

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Solare il rigore per la Juventus, l’incauto De Paul falcia Alex Sandro. Due episodi in area bianconera danno ragione all’arbitro: sia Evra che Benatia intervengono sul pallone rispettivamente su Fofana e Perica.

Fiorentina-Atalanta 0-0 (arbitro Damato)

Al 19’ della ripresa Freuler rischia di provocare un rigore con una scivolata su Vecino. Tello si avventa sul pallone vagante e calcia in porta togliendo ogni dubbio a Damato: in ogni caso il centrocampista era intervenuto sul pallone prima di sbilanciare l’avversario.

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Dramé stende da dietro Borja Valero senza possibilità di prendere il pallone: manca il secondo giallo a carico del terzino dell’Atalanta.

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Genoa-Empoli 0-0 (arbitro Pairetto)

Non facile la valutazione sul gol annullato al Genoa, ma in effetti Rigoni sembra leggermente oltre il penultimo difensore sul tocco di Simeone: si tratta comunque di centimetri e la Var potrà essere utilizzata su errori chiari ed evidenti.

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Ineccepibile l’espulsione di Lazovic nel primo tempo che affossa Saponara e poi cintura Pasqual per un doppio giallo indiscutibile. Alla fine della prima frazione, Bellusci rifila una gomitata a Simeone in area: a velocità normale è complicatissimo cogliere il gesto, ma in questo caso sarebbero potuti scattare l’espulsione e anche il rigore perché il pallone, ormai lontano dai due, era comunque in gioco.

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Non contento, Bellusci a inizio ripresa entra in tackle su Veloso e prende solo il piede dell’avversario: l’ammonizione è poco, il rosso per vigoria sproporzionata sarebbe stato corretto.

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Allo stesso modo, Saponara da dietro travolge Laxalt sotto gli occhi di Juric: il semplice giallo è decisamente generoso, l’empolese doveva essere espulso.

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Ninkovic va via proprio a Bellusci e s’invola verso la porta all’83’: il fallo fischiato da Pairetto non c’è e Juric perde la testa. Protesta, viene allontanato ed entra in campo furibondo.

Inter-Cagliari 1-2 (arbitro Valeri)

Singolare il rigore assegnato all’Inter: dopo parecchi secondi Valeri viene indotto dall’addizionale Rizzoli a punire una manata di Bruno Alves su Icardi. Il difensore appoggia una mano sul collo dell’attaccante che, però, si lascia cadere.

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La posizione di Melchiorri è regolare in occasione del pareggio del Cagliari: inoltre, l’attaccante viene servito da una giocata (e non da una semplice deviazione) di Murillo che avrebbe sanato l’eventuale off-side.

Lazio-Bologna 1-1 (arbitro Di Bello)

Regolare il gol del vantaggio bolognese. Pulgar rischia l’autogol alla mezzora della ripresa, ma la Goal Line Technology toglie ogni dubbio: Da Costa smanaccia il pallone prima che varchi interamente la linea di porta. Al 96’, però, abbaglio sia di Di Bello che dell’addizionale Mazzoleni: Wallace si trascina il piede e simula, non c’è fallo né di Masina né di Oikonomou. Il biancoceleste è passibile di squalifica con la prova televisiva.

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Sassuolo-Crotone 2-1 (arbitro Massa)

Sullo 0-1 Ferrari trattiene Pellegrini in area non permettendogli di andare al tiro: manca un rigore a favore del Sassuolo.

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Chievo-Milan 1-3 (arbitro Rocchi)

Al 35′ tiro dalla sinistra di Suso, con Dainelli che al centro dell’area di rigore trattiene Lapadula: troppo lieve per giustificare un penalty. Anche la punizione vincente di Birsa nasce da una trattenuta simile di Paletta ai danni di Floro Flores: l’arbitro poteva sorvolare, fuori area si tende a essere meno permissivi… Cacciatore rischia il rosso nel finale per un’entrata da dietro su Bonaventura, ma se la cava con il giallo.

Var: all’estero due esempi di applicazione corretta. Ma può migliorare…

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La scorsa domenica di campionato ha proiettato il calcio italiano nella nuova era, dove oltre alla Goal Line Technology troverà finalmente posto la Video Assistant Referees. Se noi dovremo accontentarci di vederla applicata solo in alcune amichevoli prima dell’esordio ufficiale in modalità online – presumibilmente a gennaio 2018 in Coppa Italia – all’estero ci forniscono degli elementi utili a capire che (e soprattutto come) funziona in termini pratici.

Negli USA l’arbitro guarda i monitor a bordo campo

Il primo esempio ci porta in United Soccer League, la terza serie del campionato americano. La MLS (e di conseguenza anche le sue leghe inferiori), è infatti tra le 6 leghe nel mondo che sono state selezionate dalla FIFA per condurre i test in partite ufficiali. Nella gara tra New York Red Bulls II e Orlando City B, Conor Donovan commette fallo fuori area, ma l’arbitro ricorre al replay visionando un monitor a bordo campo per prendere la decisione giusta: punizione dal limite ed espulsione per l’evidente opportunità di segnare una rete negata alla squadra avversaria, come potete vedere al minuto 42:41 del video.

Se nel primo episodio c’erano ben due dei quattro requisiti per affidarsi alla Var (eventuale rigore ed espulsione), nel secondo l’arbitro non sa se estrarre il cartellino rosso. Il secondo monitor posizionato dall’altra parte del terreno di gioco lo fa propendere per un semplice giallo, come potete verificare al minuto 1:43:20 del video.

In Olanda interviene il Var tramite auricolare

Non c’è un modo giusto o un modo sbagliato di applicare la Video Assistant Referees. Se in precedenza abbiamo visto un arbitro che ha scelto di visionare il replay a bordo campo, in Coppa d’Olanda Danny Makkelie ha, invece, accettato l’indicazione di un collega (il Var), appostato in un’apposita control room dell’Amsterdam Arena, per correggere una sua decisione. Nel match tra Ajax e Willem II, Anouar Kali stende con una brutta entrata Lasse Schöne guadagnandosi il giallo. Mentre il giocatore dell’Ajax è ancora a terra, nell’auricolare del direttore di gara arriva la voce di Pol Van Boekel: “Cartellino rosso”. Makkelie lo estrae, Kali resta spiazzato, ma la scelta è ineccepibile: espulsione per vigoria sproporzionata (minuto 3:00 del video). Nella stessa partita la Var corregge l’arbitro e lo aiuta anche, confermando la sua decisione di convalidare una rete sul filo del fuorigioco.

VIDEO: Ajax-Willem II

Margini di miglioramento

Nel caso olandese ci sono voluti 17 secondi per prendere la decisione corretta, con il giocatore dell’Ajax ancora a terra per ricevere le cure mediche. Non è dunque stata intaccata la fluidità del gioco tanto cara alla FIFA e alle analisi dell’Università di Bruxelles, come ha spiegato il direttore generale della Serie A Marco Brunelli:

E’ sì primario che la decisione sia quella corretta, ma allo stesso tempo lo è anche la velocità

 

A ribadire il concetto è stato il project leader, l’ex arbitro internazionale Roberto Rosetti:

Ci sono decisioni in cui la velocità è ridottissima, pari a 10-12 secondi, ma anche altre situazioni più complesse. Prendiamo l’esempio della Bundesliga, un campionato dove la sperimentazione è già partita: lì la media delle revisioni è stata di 22 secondi, se noi riuscissimo a stare sotto i 12 sarebbe una buona valutazione. L’importante sarà riuscire ad essere bravi a prendere le decisioni giuste rispettando questi tempi. In ogni caso la decisione finale è sempre dell’arbitro. Il VAR è un aiuto in caso di errori chiari ed evidenti e che tutti hanno visto

Ora i match mediamente durano 95′-97′: si potrebbe arrivare a quota 100, ma resta ferma la volontà di non stravolgere un gioco che appassiona tutto il mondo.