Arbitro urta con il borsone un tifoso e viene picchiato nel parcheggio

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Un’altra pagina nera del calcio dilettantistico ha segnato il match di Seconda Categoria toscana Aquila Sant’Anna-Calci (0-2 il finale), gara crocevia verso i playoff terminata con il direttore di gara al Pronto Soccorso. Thomas Domenici si apprestava a prendere l’auto per tornare a casa, ma ha subito un pestaggio nel parcheggio.

Secondo quanto ricostruito dai dirigenti dell’Aquila e riportato sul Tirreno, a un certo punto mentre l’arbitro raggiungeva la propria auto accompagnato da un dirigente, avrebbe urtato con il borsone una persona che stava passando lungo la strada. Da questo è scaturito un diverbio, sfociato poi in un vero e proprio inseguimento all’arbitro da parte dell’uomo urtato che, alla fine, l’avrebbe aggredito una volta giunto al parcheggio, insieme ad altre persone la cui responsabilità è al vaglio degli inquirenti: “I presunti aggressori – si difende l’Aquila – non sono nostri tesserati o persone legate in qualche modo alla società. I nostri dirigenti hanno soccorso il ragazzo”.

Diversa, invece, la versione riportata dall’arbitro e il Giudice Sportivo ha, infatti, usato la mano pesante nei confronti della società bianconera, cui sono stati comminati 2200 euro di multa. Non sono bruscolini nel cosiddetto calcio “minore”. Questa la motivazione: “Per contegno minaccioso verso l’arbitro ad opera di un sostenitore isolato durante la gara. A fine gara per contegno minaccioso verso i sostenitori avversari. Inoltre due propri sostenitori al termine della partita afferravano il direttore di gara per la borsa trascinandolo a terra, in questa circostanza l’arbitro veniva colpito ripetutamente alla testa per circa un minuto. Nonostante il soccorrimento del dirigente accompagnatore e di quello avversario, veniva nuovamente colpito alla testa da una terza persona. A causa delle percosse ricevute e della perdita di sangue dalla nuca, l’arbitro era costretto a recarsi presso il presidio ospedaliero Versilia dove gli veniva rilasciata certificazione medica con prognosi di 6 giorni. Il fattivo comportamento del dirigente locale ha limitato la sanzione”.

Oltre alla multa il calciatore Betti è stato squalificato per 5 giornate in quanto “dopo essere stato espulso per aver offeso l’arbitro, si toglieva la fascia di capitano e la lanciava verso il direttore di gara colpendolo al volto”. Tre turni, infine, al compagno di squadra Lencioni per condotta violenta. Una gara tranquilla, insomma. La palla passa ora alla Digos che ascolterà tutti i testimoni per accertare responsabilità e colpevoli.

Giovanissimi, mamma prende a schiaffi l’arbitro donna: “Mio figlio non doveva perdere, è colpa tua”

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Le partite di Giovanissimi regalano spesso delle storie non tanto sul campo quanto fuori, dove i protagonisti diventano puntualmente i genitori. Nel peggiore dei casi, come in questo esempio, diventa necessario l’intervento dei carabinieri e la vittima finisce all’ospedale.

Siamo in Campania, nel campionato Giovanissimi Regionali (età 13-14 anni), precisamente allo stadio di Melito di via delle Palme. Al termine della partita Boys Melito-Sporting Atellana va in scena un pestaggio. La madre di un giovane calciatore entra in contatto con l’arbitro, una donna ventenne e la rimprovera per non aver arbitrato bene: dalle parole si passa agli schiaffi, in pochi secondi. L’arbitro cade a terra e arrivano altri spettatori (molti genitori) presenti al campo per sedare la furia, ma alcuni si uniscono alla mamma colpevole, come riferisce un tifoso nel suo racconto su Facebook:

“Una scena di pura violenza quella che si è consumata domenica mattina allo stadio di via Delle Palme di Melito, dove si è disputata la partita di campionato regionale tra giovanissimi “Boys Melito–Sporting Atellana”. Una ragazza arbitro, di appena 20 anni, è stata avvicinata e presa a “mazzate” da una mamma melitese che non ha preso di buon grado la sconfitta del figlio. Il pestaggio in piena regola è avvenuto verso mezzogiorno. Dopo il triplice fischio dell’arbitro, la 20enne si è recata negli spogliatoi. Si è docciata, si è rivestita e si è allontanata verso il parcheggio. Mentre raggiungeva la sua auto, è stata avvicinata dalla mamma di uno dei giocatori: “Mio figlio non doveva perdere, è colpa tua”, avrebbe detto la donna. E da lì sarebbero partiti insulti, schiaffi e spintoni. La vittima del pestaggio è caduta a terra. A quel punto sono sopraggiunte altre mamme, che hanno dato manforte all’aggreditrice. La 20enne è stata anche tirata per i capelli e non si è accorta, impegnata a pararsi dai colpi, di quante persone la stessero pestando. Dopo la violenza, le mamme si sono dileguate. Sono arrivati i Carabinieri della locale Tenenza che hanno raccolto la testimonianza dell’arbitro e interrogato i presenti. La ragazza intanto è stata trasportata all’ospedale di Giugliano, dove le sono state diagnosticate ecchimosi e graffi diffusi su tutto il corpo. La prognosi è di diversi giorni”.

Argentina: arbitro pestato a sangue dai tifosi sviene negli spogliatoi

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Immagini forti, immagini vergognose stanno facendo il giro del web. In Argentina il calcio diventa oggetto di cronaca nera. La partita tra la Juventud di Pergamino e l’Independiente de Chivilcoy, gara di ritorno dei quarti di finale del Torneo Federal “B”, è finita come peggio non poteva dopo il match d’andata che era terminato 1-1.

Nella ripresa, gli ospiti passano in vantaggio e i tifosi perdono la testa: sul campo piovono oggetti, poi c’è un’invasione sul terreno di gioco e, infine, un pestaggio ai danni della terna arbitrale, formata da Bruno Amiconi, Marcelo Acosta e Mauricio Luna. I tre malcapitati rimediano ferite gravi e il direttore di gara perde conoscenza nello spogliatoio pieno di sangue dove era stato costretto, senza successo, a rifugiarsi.

Questa storia si è conclusa con il ricovero ospedaliero degli arbitri. Secondo quanto riportano La Nacion ed El Clarin, nei giorni precedenti la partita la Juventud, che si è chiaramente dissociata, aveva lamentato presunti torti arbitrali subiti nel match d’andata. Questo clima non ha di sicuro agevolato il compito della terna arbitrale, ma nessuno si sarebbe aspettato un epilogo così triste.

Spagna: arbitro di 18 anni aggredito dalla nonna di un calciatore

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Gli arbitri ne vedono sempre delle belle e di solito sono i genitori dei calciatori la componente più delicata da gestire, ma Alvaro de la Iglesia, giovane direttore di gara spagnolo, non poteva immaginarsi di subire l’aggressione di una nonna. Dopo la partita valida per la 1ª División Provincial de Cadetes (Categoria Amatori di Leon) tra il Puente Castro e la Peña, il 18enne ha raccontato a ‘Marca’ l’accaduto:

Dopo il fischio finale una signora di sessant’anni mi ha tagliato la strada, poi mi ha preso per un braccio, graffiato e ha cercato di tirarmi quattro, cinque schiaffi colpendomi due volte sul braccio e sul petto

A far perdere la pazienza alla signora, che si è scoperta essere la nonna del portiere della squadra di casa, è stata l’espulsione di un giocatore dei locali e l’allontanamento di un delegato in panchina. Durante la partita non si erano verificate particolari proteste o incidenti, ma la nonna aveva già ricoperto il 18enne di insulti per poi passare direttamente alle mani. L’arbitro ha subito chiamato la polizia, ma nel frattempo la donna si era dileguata.

Io ho denunciato tutto, ora è compito degli inquirenti dare un nome a quel volto. Non è la prima volta che mi capitano cose del genere, in questi miei primi 3 anni di carriera anche un tifoso mi aveva preso a calci nel sedere. A breve inizierà il processo

Chissà cosa ne pensa la nonna di Florenzi…