Insulti sessisti a un arbitro donna e gara sospesa: “Dopo le offese, inseguita nello spogliatoio”

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Tremava ed era terrorizzata quando è corsa negli spogliatoi ma non ha mai avuto dubbi sulla sua decisione. Una ragazza davvero coraggiosa

Sara Mainella, foto Facebook

E’ finita così Arpino-Itri e a raccontarlo è Paolo Di Rienzo, presidente della squadra del piccolo Comune in provincia di Frosinone che nello scorso weekend ospitava i pontini dell’Itri Calcio in una gara di Promozione. La protagonista dell’accaduto è un arbitro donna, Sara Mainella, 23 anni e arbitro effettivo della Sezione di Roma 1 da 6, come riporta ‘La Repubblica’.

Durante il match la ragazza ha ricevuto continui insulti a sfondo sessista e la situazione è degenerata a pochi minuti dalla fine quando, con il risultato in parità, l’arbitro ha espulso Altobelli, calciatore dell’Itri, a causa delle proteste derivanti dal rosso sventolato a un suo compagno di squadra. Dopo le proteste, però, c’è stato anche un tentativo di aggressione:

Sono partiti insulti e minacce – spiega Di Rienzo – poi il giocatore si è lanciato verso l’arbitra. Era infuriato, ha iniziato a rincorrerla mentre gli altri della squadra continuavano a inveire contro la ragazza, nel frattempo due centrocampisti dell’Arpino sono partiti per bloccare il giocatore. Lei è scappata negli spogliatoi, dove è stata raggiunta dai carabinieri

Ha avuto una determinazione che probabilmente pochi avrebbero avuto nell’affrontare il problema – conclude Di Rienzo – Era decisa, anche quando si è temuto il peggio. Forse altri, uomini o donne, in quella stessa situazione e dopo le minacce gravi e gli insulti che continuavano ad arrivare, ci avrebbero pensato due volte e magari lasciato finire la partita. Invece lei non ha avuto incertezze

Allo stadio c’era anche la famiglia della giovane che l’aveva accompagnata. Non resta che attendere il verdetto del Giudice Sportivo che arriverà giovedì 19 ottobre e anche la Sezione Generoso Dattilo attende con il massimo riserbo la decisione. La società pontina, però, non ci sta. Sarebbe stata, per loro, “l’inadeguatezza” dell’arbitro argomento di discussione che “accomunava ambedue le tifoserie” a scatenare nella ragazza “ingiustificato panico” che ha portato alla sospensione del match “senza presupposti”. Nessuna menzione agli insulti sessisti, neanche alle minacce:

Il giocatore Altobelli, vedendosi forse negata la possibilità di poter parlare, esagerava nei toni, ma il contatto fisico non si è lontanamente sfiorato, merito anche degli altri atleti dell’Itri Calcio che fermavano l’Altobelli

Già questa non è un’ammissione di colpevolezza? Altrimenti perché ci sarebbe stato bisogno di ‘fermare’ il compagno di squadra?

“Non vi era alcun problema e ancora non capiamo il perché l’arbitro sia letteralmente fuggita”, confermano i tifosi dell’Itri Calcio. Insomma, nulla che avrebbe giustificato la sospensione della gara e la necessità di Sara Mainella di rifugiarsi negli spogliatoi, prima che intervenissero i carabinieri per assicurarsi che la situazione non degenerasse ulteriormente. La società pontina ha provveduto a inoltrare “preavviso di reclamo così come previsto dalle disposizioni federali”. Ora la palla passa alla Giustizia Sportiva.

Fuorigioco non fischiato, finanziere-calciatore va dagli arbitri: “Datemi i vostri documenti”

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Un fuorigioco non fischiato. Un motivo tra i più banali scatena le proteste di un calciatore che se la prende con gli assistenti, entrambi originari del Nord Africa. Succede a Multedo, nel campionato Uisp, dove la partita tra Olimpic Pra’ Pegliese e Deportivo Davagna terminerà 3-5. L’episodio, una spiacevole routine sui terreni di gioco del calcio dilettantistico, sembra destinato a esaurirsi in campo, ma il giocatore in questione è un finanziere in forza al nucleo genovese.

Il 40enne, una volta terminato l’incontro, si dirige nello spogliatoio degli arbitri mostrando il tesserino di servizio e invitandoli a favorire i documenti, con la minaccia che in caso di rifiuto avrebbe chiamato anche i colleghi. Il Giudice Sportivo ha squalificato il finanziere per quattro giornate (già ridotte a 3) per “atteggiamenti minacciosi accompagnati da comportamenti gravemente intimidatori o aggressivi”, come si legge dal comunicato ufficiale.

La contesa, però, è tutt’altro che chiusa perché il finanziere ora minaccia anche di denunciare la terna arbitrale per falso ideologico, legato al referto arbitrale della partita. In fondo questo caso, pur essendo scoppiato su un campo di calcio, con il calcio c’entra veramente poco.