Biografia

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Mi sono innamorato del calcio grazie a Luís Nazário de Lima, per tutti semplicemente Ronaldo. Non avendomi la natura dotato di piedi raffinati, ho sempre preferito praticare la nobile arte della racchetta e dedicarmi allo sport nazional-popolare dalle tribune dello stadio o dal divano.

Al liceo ho sacrificato qualche ora di studio per cimentarmi nelle pagelle dei tornei scolastici realizzando che quello sarebbe stato il mio destino. Dopo essermi fatto le ossa qua e là, forte (o debole?) di una Laurea in Linguaggi dei Media, passando dagli studi di SportMediaset ai campi di periferia di Sprint&Sport, a 24 anni ho iniziato a picchiettare la tastiera per Eurosport.

Nel frattempo, per colpa di un amico (che oggi ringrazio) ero diventato arbitro. Ho avuto modo di conoscere anche l’altra faccia del calcio, quella più bistrattata e snobbata: in cinque anni di trasferte e improperi, ho scoperto che ben al di sotto dell’élite e dei riflettori della Serie A si nasconde una passione sana che fa dell’arbitraggio una palestra di vita. Nel 2010 ho contribuito alla redazione del volume “Arbitri a Milano…ancora in campo”, presentato il 31 gennaio 2011 nella sala Radetzky di Palazzo Cusani in occasione del centenario dell’AIA.

Ora di anni ne ho 27, sono giornalista sportivo e coltivo ancora il sogno di trasformare un hobby nella mia professione: “Sempre meglio che lavorare…”